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AMMINISTRAZIONI CON MENO DI 3MILA ABITANTI ALLA PARALISI. ''INTERVENGA IL GOVERNO NAZIONALE''; LE PROPOSTE DEL PRESIDENTE DELLA PROVINCIA CARUSO E DEL DEPUTATO DEL PD PEZZOPANE

SEGRETARI COMUNALI: EMERGENZA ABRUZZO,
NE MANCANO 111 SU 135 PICCOLI COMUNI

Pubblicazione: 13 agosto 2019 alle ore 07:39

L’AQUILA - Segretari comunali “a scavalco”, ovvero prestati di volta in volta a questo o a quel Comune, con vere e proprie turnazioni, per sopperire alla carenza di questi profili. 

È l’allarmante situazione che vivono molti piccoli centri della regione, in particolare quelli sotto i tremila abitanti. Un grido d’allarme vero e proprio da parte dei sindaci, alle prese con risorse sempre più esigue e con la necessità di dover comunque erogare i servizi previsti dalla legge. 

La recente riforma delle pensioni, “Quota100”, ha finito per aggravare le cose. Oggi i numeri sono impietosi: mancano, in Abruzzo, 111 segretari su 135 piccoli Comuni sotto i tremila abitanti. 

E spesso questi micro-enti si trovano anche a dover fronteggiare la carenza di personale, con la conseguenza immediata della paralisi dei servizi. 

Ma c’è di più: coloro che lavorano a volte in sei, anche sette comuni, devono fare i conti con la legislazione che non dà diritto ai rimborsi spesa per gli spostamenti, a volte importanti. 

Sono 3.500 i segretari in servizio attualmente in Italia. Un contingente insufficiente, che si fa fatica a rimpinguare. È stata rinviata per l’ennesima volta, infatti, la prova preselettiva per l’abilitazione e l’iscrizione dei segretari all’Albo. 

Nei giorni scorsi il presidente della Provincia dell'Aquila, Angelo Caruso, ha proposto alla viceministra dell'Economia Laura Castelli, incontrata a Roma, d'istituire “una categoria onoraria di segretari da costituirsi con avvocati e commercialisti, dando così una risposta tempestiva alla criticità”. 

“La precarietà della condizione in cui versano le segreterie dei piccoli Comuni abruzzesi - dice Causo - coincidente sostanzialmente con quella italiana, attiene alla carenza di segretari comunali di quarta fascia (piccoli comuni), in conseguenza della quale si sta determinando una paralisi delle stesse amministrazioni.  È sin troppo noto che la ragione dell'accennata situazione è stata determinata dalla mancata reintegrazione dei pensionamenti che nel frattanto vi sono stati, tenuto conto del fatto che l'ultimo concorso per la categoria è stato svolto nel lontano 2009”.

“A tale missiva – spiega Caruso - ho accluso una proposta che prevede la istituzione di una categoria onoraria di segretari comunali da costituirsi con avvocati e commercialisti, ritenendo che in tal modo si possa dare una risposta tempestiva alla criticità in atto. Il suggerimento prevedere che l'accesso al predetto albo avvenga mediante un corso di formazione e con un periodo di affiancamento ad un segretario in servizio presso un comune”.

"Va sottolineato – prosegue nella lettera il presidente della Provincia - che il già precario stato a parere del sottoscritto peggiorerà ulteriormente e ciò all'esito dell'imminente pensionamento previsto con la riforma pensionistica approvata. Tale iniziativa, del resto, in fondo mutua il modello applicato per la magistratura onoraria cui è affidata la giustizia dei giudici di pace e dei tribunali, senza che vi sia stato alcun declassamento del servizio men che mai della categoria interessata".

"In disparte – sottolinea Caruso - va considerato che il processo di immissione in ruolo dei segretari comunali, per il quale è in atto un corso-concorso per 250 posti, non attenuerà la criticità in atto, in quanto già insufficiente per colmare le attuali carenze, che nel frattempo saranno suscettibili di un ulteriore aggravamento".

"Pertanto la figura proposta – continua - assumerebbe una fondamentale importanza soprattutto nei piccoli centri, in quanto di supporto ai Sindaci per la quotidiana attività amministrativa, spesso condizionata dalla continua esigenza di interpretazioni normative, conseguentemente ciò implica scelte e responsabilità gravose con implicazioni importanti non solo per il bene comune dei cittadini ma anche per la tutela e la salvaguardia del ruolo del Sindaco stesso.

"Della proposta- conclude - ne ho informato il Prefetto di L'Aquila il quale si è manifestato d'accordo allo stesso suggerimento, tanto che inoltrerà presso il gabinetto del ministro una nota di adesione".

Sul tema é i intervenuta anche Stefania Pezzopane, deputato del Pd: "Il ministro dell’Interno e la ministra della Funzione Pubblica, il primo in tutt’altre faccende affaccendato e l’altra impegnata a duellare con Bonafede sulla riforma della giustizia, sembrano disinteressarsi completamente al dramma che stanno vivendo moltissimi comuni senza segretario comunale. Si tratta di una vera emergenza democratica alla quale occorre dare una soluzione. In questo momento purtroppo non ci sono segretari disponibili e non si sono stati avviati i concorsi. Cosa devono fare i sindaci per poter svolgere l’attività amministrativa? Molti comuni, specie quelli piccoli di montagna fanno fatica. In Abruzzo possiamo citare i casi di Scanno e Campotosto, ma il numero degli enti locali coinvolto è enorme. Ci si arrabatta con il ricorso al cosiddetto ‘scavalco’, cioè con il segretario che svolge le sue funzioni una volta al mese in comuni con un solo dirigente o in certi casi senza nemmeno un dirigente. I sindaci sono dunque soli. Veniamo travolti da una propaganda quotidiana sul tema sicurezza e poi si abbandonano a sé stessi i comuni, privandoli di poter svolgere anche l’ordinaria amministrazione. Con l’estate la situazione si sta aggravando, perché molti piccoli comuni già in difficoltà vedono crescere in maniera significativa la loro popolazione per i consistenti flussi turistici. I sindaci non possono deliberare su nulla, dalla nettezza urbana a ogni altra esigenza dei cittadini emergenze comprese. È urgente un decreto immediato del governo: date ai sindaci i segretari comunali. È un atto di efficienza, giustizia, sicurezza e democrazia”.



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