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SARA CHIARANZELLI: LA PITTRICE CHE AMA L'ABRUZZO
''DIPINGO L'AQUILA BELLA COM'ERA, IL SISMA PESA''

Pubblicazione: 25 marzo 2014 alle ore 08:40

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L’AQUILA - Un amore che nasce dal nulla e che ogni giorno si colora di sfaccettature e sfumature sempre nuove, quello che l'artista Sara Chiaranzelli nutre nei confronti dell'Aquila. Un amore che, nonostante tutto, nonostante il terremoto e tutte le sue conseguenze, la pittrice continuare ad alimentare e a rinnovare quotidianamente anche e soprattutto attraverso le sue tele e i suoi pennelli.

Romana d'origine ma abruzzese di adozione, Sara oggi vive e lavora a Cupoli, piccola frazione di Scoppito (L'Aquila) e, proprio nel piccolo borgo aquilano, ha avuto la possibilità di conoscere e apprezzare quei paesaggi e quelle montagne che spesso sono ravvisabili in quasi tutti i colori delle sue opere.

“Sono molto legata all’Aquila - racconta ad AbruzzoWeb infatti la stessa pittrice sui temi e sui soggetti dei suoi lavori - mi piace conoscere il più possibile quello che mi circonda perché credo che in questo modo posso comprendere meglio anche me stessa".

Parliamo un po’ della tua arte. Come nasce questa passione?

Non riesco a ricordare un periodo preciso, forse perché da sempre ho avuto un’inclinazione per l’arte, i ricordi più lontani corrono indietro ai tempi dell’asilo, quando si cominciano a fare i primi scarabocchi e ricordo che le maestre mi dicevano sempre che i miei erano abbastanza belli, ma forse lo dicevano a tutti i bambini per farli felici! Scherzi a parte, credo che la predisposizione artistica sia innata in molte persone, chi più e chi meno ha la padronanza di esprimerla attraverso le varie arti manuali, altri la esprimono attraverso la parola, o la musica, ma credo che sia più che altro una questione di sensibilità nei confronti del mondo.

Questa sensibilità deve avere influenzato molto la tua vita…

L’arte intesa come sensibilità verso il mondo cresce così come cresce la vita, c’è un’influenza costante che si manifesta in tutte le cose che si fanno, ma forse è la vita stessa a essere un’opera d’arte. Nello specifico, della pittura amo molto questo genere di espressione: mi piace troppo usare i colori a olio e prepararmi le tele da dipingere e non hanno la minima importanza le parole degli addetti ai lavori che dicono che la pittura è morta. Ho una visione piuttosto semplice riguardo a questo, non ci sono cose da capire, per me un’opera d’arte deve solo emozionare, che sia un quadro o una scultura o una sinfonia o qualsiasi altro tipo di espressione concreta. Penso che un’opera d’arte sia fatta solo per metà dall’artista, perché l’altra metà è fatta dall’emozione di chi la guarda.

Sei cambiata molto in questo senso rispetto ai tuoi esordi artistici?

Sì, credo di essere cambiata abbastanza, il tempo ci porta via la giovinezza ma ci regala l’esperienza, e spero di farne tanta.

Quali sono state, quindi, le evoluzioni più evidenti?

Vado sempre di più alla ricerca di un’analisi del quotidiano, in tutto quello che ci circonda si inseriscono molte metafore concentriche di vita, a me piace relazionarle per trasformarle poi in un messaggio figurato.

A questo discorso sul quotidiano si può ricollegare anche il forte legame che hai con il territorio aquilano?

Sono molto legata all’Aquila e alle sue montagne, che frequento continuamente, mi piace conoscere il più possibile quello che mi circonda perché credo che in questo modo posso comprendere meglio me stessa. Siamo circondati da zone di bellezza straordinaria, ricche di storia, arte e tradizione, ed ogni volta che faccio una nuova scoperta annoto tutto su di un blog per condividere su internet la bellezza della mia terra.

Anche il terremoto ha influito sul tuo lavoro?

Il terremoto ha influito sulla vita di tutti noi, ha segnato una fine collettiva. Da lì in poi era necessario andare avanti, fare qualcosa che potesse dare un senso e, a mio giudizio, ognuno aveva il dovere di dare il suo contributo. Io non avendo disponibilità economica da elargire ho voluto fare una mostra sull’Aquila da cui ricavare i fondi necessari per il restauro di un’opera d’arte danneggiata dal sisma. Molti hanno utilizzato l’immagine delle macerie per riempire libri, cartoline e calendari, ma io ho preferito rappresentare L’Aquila bella com’era, integra, anche se il fine della mostra “Altroieri - atto d’amore” non era il ritratto della città, ma la raccolta dei fondi per ripristinarne, anche se in minima parte, un pezzetto della sua bellezza, questo era il mio vero intervento artistico, focalizzato tutto sul concetto del “dare” come contributo.

Una mostra che, a quanto pare, ti ha molto segnato. Ne hai qualche ricordo particolare?

Il ricordo più bello che ho di tutta la mostra è stato quando in un primo pomeriggio di fine agosto è venuta a visitarla una vecchia signora aquilana, vestita di nero, molto magra e ricurva dal peso degli anni. È entrata nella sala vuota e in silenzio si è soffermata brevemente su ogni singolo quadro, come se volesse vederli tutti, ma non aveva il tempo di restare, poco prima di uscire mi ha ringraziato per averle fatto fare “l’ultimo giro nella sua città”, le sue parole mi sono rimaste impresse, hanno dato il senso a tutti i miei sforzi fatti per realizzare la mostra.

A oggi c’è qualche lavoro a cui sei più legata rispetto agli altri?

No, nessuno. Quando ho iniziato a dipingere a olio scoprivo una forte gelosia nei miei lavori, non volevo darli a nessuno, ma poi con il tempo ho scoperto l’amore di lasciarli andare, un po’ come quello che si prova con i figli quando sono grandi, credo.

Stai lavorando a qualche progetto in particolare? Hai qualche progetto per il futuro?

Sto lavorando a un progetto che mi vede in collaborazione con Francesca Massaro, giovane laureata in Beni Culturali e Storia dell’Arte che stimo molto. Abbiamo deciso di indagare attraverso la critica e la pittura il tema della incomunicabilità, una realtà molto attuale, direttamente proporzionale al progresso dei mezzi di comunicazione. Probabilmente utilizzeremo anche Internet come strumento artistico. È possibile visualizzare tutti i lavori di Sara sul sito www.sarachiaranzelli.com e su www.naturagrezza.blogspot.com



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