VIAGGIO NEL CRATERE/32. IL SINDACO BERARDINANGELO: ''CHIODI CI COINVOLGA''

SANT'EUSANIO FORCONESE: GENTE ''MIRACOLATA'', PAESE NO

Il sindaco di Sant'Eusanio Forconese, Giovanni Berardinangelo
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SANT'EUSANIO FORCONESE - Posto su una collina alle pendici del Monte Cerro, il piccolo comune aquilano di Sant'Eusanio Forconese, di origine medievale, è uno di quelli "miracolati" dove il terremoto non ha fatto registrare nessuna vittima.

Poco più di 400 abitanti prima del terremoto e lo stesso numero, fortunatamente, dopo.

Notevoli però, al tempo stesso, i danni agli edifici, tra i quali è stata particolarmente colpita la bellissima chiesa risalente al VIII secolo che custodisce nel suo interno le spoglie del Santo che dà il nome al borgo.

A Sant'Eusanio la storia si ripete. Nel terremoto che colpì la zona nel Quattrocento, il comune fu interamente ricostruito, così come la chiesa, che anche adesso, in seguito al terremoto del 6 aprile 2009 necessita di un accurato restauro.

Anche molte costruzioni antiche hanno ora bisogno di essere riportate all'antica bellezza, ma qualche famiglia è già tornata a vivere tra le proprie mura.

"I piani di ricostruzione dovrebbero essere consegnati al massimo entro metà gennaio", assicura ad AbruzzoWeb il sindaco Giovanni Berardinangelo.

"Molto dipenderà dalle risorse economiche che verranno stanziate", afferma il primo cittadino che si augura un celere iter amministrativo e che si appella anche al coraggio e alla forza di volontà dei cittadini.

Quante vittime e quali danni ha fatto il terremoto?

Nel comune di Sant'Eusanio Forconese e nella frazione di Casentino non si sono avute vittime; tuttavia, i due centri storici hanno riportato gravi e ingenti danni con immobili privati e pubblici interamente danneggiati.

Com'è stata risolta l'emergenza abitativa?

Sono stati realizzati 107 moduli abitativi provvisori (Map, ndr) di cui 73 a Sant'Eusanio, consegnati il 14 gennaio 2010, e 34 a Casentino, consegnati il 22 dicembre.

Per ricostituire il tessuto socio economico, l'amministrazione comunale ha riallocato a Sant'Eusanio Forconese l'ambulatorio medico e la farmacia in un immobile di proprietà del Comune e ha consentito, attraverso donazioni, la riapertura nelle immediate vicinanze del villaggio Map di un minimarket presente nel centro storico e l'apertura di un bar che prima del sisma non esisteva.

A Casentino, inoltre, sempre grazie a donazioni, l'amministrazione comunale ha realizzato una chiesa con annesso centro ricreativo e un ambulatorio medico.

Quali sono le condizioni della "zona rossa"? Potrà essere risolta a breve?

A seguito dell'intensa ed estenuante attività di messa in sicurezza, si sta continuando la restrizione della cosiddetta "zona rossa" di Sant'Eusanio e Casentino per consentire la viabilità sugli assi viari principali; resta, tuttavia, il problema dell'inaccessibilità di alcune vie a causa di numerosi crolli e della presenza di cospicui quantitativi di macerie.

Per quanto concerne gli immobli fuori dal centro storico e dalla zona rossa, sono già stati adottati provvedimenti di concessione di contributi per la riparazione degli immobili gravemente danneggiati dal sisma e classicficati con esito "E".

Al momento alcuni nuclei familiari sono già rientrati nelle loro abitazioni e stiamo facendo il possibile anche per gli altri.

Tengo a precisare che l'amministrazione comunale ha deciso di non avvalersi della filiera Fintecna, Cines e Reluis per l'istruttoria di tali pratiche.

A che punto è il piano di ricostruzione del Suo Comune?

Abbiamo stipulato una convenzione con le università dell'Aquila e di Firenze per procedere con la velocità del caso all'adozione dei piani di ricostruzione che dovrebbero essere consegnati entro fine dicembre, al massimo metà gennaio.

A oggi, qual è il problema più urgente da affrontare?

Il problema più urgente da affrontare e risolvere è quello della rimozione delle macerie nei centri storici; questa operazione, infatti, è da ritenersi prodromica rispetto alla fase della ricostruzione.

Cosa vorrebbe dire al commissario per la ricostruzione?

Al commissario Chiodi rivolgo l'invito a coinvolgere sempre noi sindaci nell'adozione di tutte quelle decisioni che comportano inevitabilmente ripercussioni sui territori che amministriamo.

Quanto ci vorrà per ricostruire il suo paese?

È difficile da dire... Molto dipenderà dalle risorse economiche che verranno stanziate, ma anche dalla forza di volontà e dal coraggio dei cittadini che, sono certo, non mancheranno.



07 novembre 2011 - 08:11 - © RIPRODUZIONE RISERVATA


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