Per Fi soluzione con nomina pro tempore di direttori Coppola e Orsatti per avere in tempi brevi i due dg titolari. Lega, con l’assessore Verì, valuta commissariamento. Ecco i vari scenari

SANITA': VIA MANAGER L'AQUILA E CHIETI, NODO DEL CENTRODESTRA PER LA SOSTITUZIONE

Pubblicazione: 15 marzo 2019 alle ore 06:11

L'AQUILA – Primo, grosso, nodo da sciogliere, e divergenze su come riuscirci, dentro la maggioranza di centrodestra: quello relativo alla nomina dei due nuovi direttori generali della Asl Avezzano-Sulmona-L'Aquila e della Asl Lanciano-Vasto-Chieti, visto che ai titolari nominati dal centrosinistra Rinaldo Tordera e Pasquale Flacco, il contratto scade sabato 16 marzo.

Secondo quanto si è appreso, sono due le ipotesi in campo: sostituire i due manager con soluzioni "pro-tempore" da direttori sanitari o amministrativi con poteri di ordinaria amministrazione, oppure nominare commissari ed attendere la nomina dei due direttori nei prossimi mesi insieme ai vertici di altre aziende sanitarie per fare nel frattempo una strategia complessiva sulla gestione della sanità, comparto che “ingoia” oltre l’80 per cento del bilancio regionale. Sarebbe esclusa la proroga dei due fino all’espletamento dell’iter per la nomina dei titolari.

Sulla prima soluzione si è espressa pubblicamente Forza Italia, attraverso l’assessore alle Attività produttive Mauro Febbo, che ha parlato in un intervento ieri al quotidiano il Messaggero, sulla seconda sta riflettendo la Lega, titolare della sanità con Nicoletta Verì, che però ancora non prende posizione. In seno alla Lega si sarebbe verificata anche la lgittimità di legge del commissariamento. In questo senso, sarà importante la posizione del presidente della Regione, Marco Marsilio, di Fratelli d’Italia.

I forzisti con Febbo, che nelle scorse settimane ha spesso attaccato i due manager in scadenza, sono convinti che si possa procedere alle nomine secondo i crismi della via ordinaria, attraverso il bando, approvato dalla giunta di centrosinistra uscente, e pubblicato sul Bura il 30 gennaio, al quale hanno hanno risposto 30 candidati entro il termine del primo marzo.

Contando di riuscirci entro aprile, serrando i tempi il più possibile, comunque non oltre il termine fissato nel bando dei "60 giorni dalla data di vacatio dell'ufficio", ovvero entro il 16 maggio. Ma secondo molti i tempi sarebbero più lunghi con la conseguenza che le Asl provinciali dell’Aquila e di Chieti sarebbero ferme per più mesi con il direttori amministrativi facenti funzione.

C'è però chi, in particolare gli esponenti della Lega - di cui fa parte l'assessore alla Sanità Verì  - hanno invece forti dubbi sulle tempistiche, che potrebbero protrarsi anche per sei mesi, visto che ci potrebbero volere due mesi solo per nominare la commissione d'esame che prevede un componente dell’Agenas, uno dell’Università e l’altro scelto nella dirigenza regionale. E dunque, si sostiene, preferibile sarebbe lo strumento del commissariamento, per avere da subito persone fidate e soprattutto con pieni poteri ai vertici delle due Asl. Per poi rifare un bando e scegliere ufficialmente il titolare.

Una cosa comunque sembra certa: Flacco e Tordera, da domani, 16 marzo, saranno intanto sostituti, ma solo per l'ordinaria amministrazione e con poteri limitatissimi, come prevedono le norme, dal direttore sanitario, o da quello amministrativo delle rispettive aziende.

A Chieti a prendere pro tempore le redini dovrebbe essere il direttore sanitario Vincenzo Orsatti, preferito a Giuletta Capocasa, che nominata da Flacco, è responsabile unico del procedimento per l'attuazione del project financing dell'ospedale di Chieti, che non è un mistero che il centrodestra, a cominciare dal chietino Febbo, vuole ad ogni costo affossare.

A L'Aquila sarà invece il direttore amministrativo Laura Coppola, preferita al direttore sanitario Maria Simonetta Santini, nominata tra le polemiche nel pieno della campagna elettorale da Tordera, al posto Maria Teresa Colizza, andata in pensione.

L'obiettivo delle diverse sensibilità all'interno della maggioranza è lo stesso: far calare la scure della legge dello spoil system per il cambio al vertice in posti chiavi dove passa l'80 per cento della spesa regionale, con uomini di loro fiducia, ma sopratutto con pieni poteri.

E c'è chi dunque fa osservare che ci potranno volere ben due mesi solo per nominare i componenti della commissione esaminatrice, con decreto del presidente della giunta regionale, composta, come si legge nel bando da "esperti indicati da qualificate istituzioni scientifiche indipendenti, di cui uno designato dall'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali, l'Agenas, e uno dalla Regione".

Poi andrà effettuata la selezione in base ai curriculum e ad un colloquio, e anche questa operazione potrebbe essere più lunga del preventivato. Ne risulterà una rosa di tre idonei per azienda da cui la giunta sceglierà il direttore generale. La rosa non darà luogo alla formazione di una graduatoria.

I candidati, sono iscritti nell'Elenco nazionale dei soggetti idonei alla nomina di direttore generale di azienda sanitaria pubblicato sul sito internet del Ministero, aggiornato al febbraio 2018, nella quale però ci sono pochi abruzzesi: non potranno avere più di 65 anni di età, non potranno essere pensionati, e non potranno avere ricoperto per due volte consecutive il ruolo di direttore della stessa Asl. La durata dell'incarico sarà minimo di tre anni e non superiore ai cinque anni.

Chiusa in un modo o nell'altro la partita delle Asl aquilana e chietina, si dovrà poi affrontare quella  della Asl di Pescara dove il contratto del direttore generale, Armando Mancini, scade a febbraio 2021, ma con verifica triennale a maggio prossimo e da quanto si apprende da fonti nel centrodestra con risultati non sufficienti per la conferma, e della Asl di Teramo nella quale Roberto Fagnano, manager della Asl di Teramo, con contratto in scadenza ad ottobre 2020, ma con risultati più lusinghieri. 



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