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NELLA QUERELLE SU DISAVANZI TRA FEBBO E PAOLUCCI, ASSESSORE LEGA DA' RAGIONE A PREDECESSORE DEM, ''EVITARE RISCHI NUOVI COMMISSARIAMENTI''

SANITA' ABRUZZO: VERI', ''CONTI IN EQUILIBRIO'', ''ORA NON FACILE RIORDINO RETE OSPEDALI''

Pubblicazione: 25 aprile 2019 alle ore 08:00

L'AQUILA - "I conti della sanità abruzzese sono stati visionati dal tavolo di monitoraggio del Ministero, che ha attestato l'equilibrio". "E' un bene essere usciti dal commissariamento, e sarebbe drammatico ritornarci".

Ad affermarlo ad Abruzzoweb, l'assessore alla Sanità Nicoletta Verì, della Lega, che entra anche nel merito della necessità di procedere entro due mesi ad un piano di riordino della rete sanitaria, imposto dal famigerato decreto 70, che "purtroppo non viene modificato". 

Intanto le sue parole sanciscono di fatto la vittoria ai punti, dopo il furibondo scontro nell'ultimo consiglio regionale, al capogruppo del Partito democratico Silvio Paolucci, ex assessore alla medesima delega, che negava buchi nei conti della sanità, a discapito dello sfidante, Mauro Febbo, assessore alle attività produttive di Forza Italia, collega di giunta della Verì, che invece aveva parlato a più riprese di un passivo di addirittura di 200 milioni di euro. 

Per quanto riguarda i conti della Sanità, Verì era rimasta in silenzio dopo la sua risposta all'interpellanza di Paolucci, dandogli ragione sul fatto che l'attivo dei conti della sanità, "per il quarto trimestre 2018 è pari a 36 mila euro". Inferiore certo all'attivo preventivato con il tavolo di monitoraggio del ministero di 2,5 milioni circa. Ma di fatto smentendo Febbo. Tanto che Paolucci ha esultato accusando Febbo di propalare "fandonie", sventolando soddisfatto la risposta dell'assessore Verì.

Sulla polemica però Verì non vuole in nessun modo entrare, per comprensibili motivi.  "Non è nel mio stile", si limita ad affermare. 

Resta il fatto che ora che il centrodestra è al governo della Regione, e la campagna elettorale è bella che finita, e non conviene a nessuno dipingere scenari drammatici, e creare allarmismo, perché il rischio potrebbe anche essere il ritorno del commissariamento governativo, visto che la sanità abruzzese è ancora sotto "tutela", sottoposta appunto all'occhiuto monitoraggio del Ministero.

Verì però aggiunge che comunque occorre effettuare una "verifica dei conti delle singole Asl, attraverso audit, quali realtà sono prive di capacità economiche, e invece quelle che ne hanno di maggiori. Vogliamo capire dove possano esserci degli sprechi e difficoltà a cui rimediare". 

Non è detta insomma l'ultima, ma la sua speranza è chiaramente che non si aprano voragini contabili, che riporterebbero appunto nel buco nero del commissariamento. E anche qui giudica di fatto positivo il lavoro di risanamento effettuato sia dal centrodestra di Gianni Chiodi, in cui Verì era presidente della Commissione Sanità, ma anche, non senza però appunti critici, del centrosinistra di Luciano D'Alfonso e Paolucci, che ha portato avanti l'opera. 

"Per il bene dei nostri cittadini dobbiamo evitare un altro commissariamento. E' stato fatto un grosso lavoro per uscirne. E' stata una fase in cui i cittadini abruzzesi potevano chiedere poco, il consiglio non aveva nessuna forza, depauperato dal potere gestionale. Potevamo eseguire solo quello che era previsto nei decreti, imposti spesso e volentieri anche persone esterne alla nostra realtà, che traducevano la materia sanitaria solo in termini numerici".

Aggiunge però: "dopo l'uscita da commissariamento, nel 2016, nella passata legislatura si è assistito ad una gestione lenta, che non ha dato delle risposte. Sarebbe stato possibile uscire anche definitivamente dalla tutela governativa, completando il piano di rientro, e restituire quella libertà di espressione alla nostra regione".

C'è poi la partita forse più difficile: il piano di riordino della rete ospedaliera abruzzese, imposto dall'ancora vigente decreto 70 del ministro Beatrice Lorenzin, che per l'Abruzzo, in base ai bacini di utenza, prevede solo due ospedali di secondo livello, con tutte le specialità, e per gli altri una riconversione funzionale, che per i detrattori della riforma significa di fatto un ridimendionamento e taglio di servizi.

Riforma rimasta al palo nella passata legislatura, per le resistenze dei territori, per la difficoltà di individuare, tra le quattro città capoluogo, dove localizzare gli ospedali di eccellenza. 

"Purtroppo il decreto Lorenzin è ancora in vigore - spiega Verì - e per il momento non viene cambiato. A livello ministeriale ho chiesto proprio un affiancamento per far capire meglio quali sono i nostri reali fabbisogni. In base ai nostri abitanti, in Abruzzo potrebbero esserci solo due ospedali di secondo livello, ma occorre anche completare quello che è un Dea di secondo livello, in Abruzzo nessuna realtà è infatti completa. Tutto ciò sarà motivo di discussione e valutazione, anche con il Ministero. Dobbiamo riequilibrare comunque la rete, gli ospedali più piccoli si specializzeranno in alcuni settori, in modo da dare una risposta esatta e completa a tutti i cittadini. Nascerà un tavolo tecnico operativo, e poi un tavolo politico. Sarà difficile tagliare qualche ramo secco, e identificare specializzazioni ed eccellenze. Faremo una mappa ben precisa, e ogni scelta dovrà essere fortemente condivisa. Poi c'è da fare il piano sanitario, fermo da anni".

Infine Verì rivendica l'importanza delle prime delibere approvate in materia sanitaria. 

"Sono atti importantissimi, perchè cominciano a mettere ordine: prevedono la rendicontazione dei progetti obiettivo, l'aggiornamento trimestrale di quelli che sono gli specialisti e operatori in servizio. Si imporrà la rotazione nella scelta delle commissione dei concorsi, a garanzia di maggiore trasparenza. Le buone procedure danno sicurezza, e portano economie virtuose".



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