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SAN BENEDETTO DEI MARSI: PREVENZIONE ONCOLOGICA
E FEMMINICIDIO AL CONVEGNO DONNAMENTE DONNA

Pubblicazione: 09 marzo 2018 alle ore 07:00

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SAN BENEDETTO DEI MARSI - No alla violenza di genere e informazione su prevenzione delle malattie tumorali come il cancro alla mammella e sulla ginecologia dell'adolescenza: il convegno Donnamente Donna, a San Benedetto Dei Marsi (L'Aquila), in occasione della ricorrenza dell'8 marzo festa della donna, ha visto affrontare due temi importanti e attuali più che mai, con la presentazione di progetti e iniziative per dire basta al femminicidio ma anche alla discriminazione sociale e lavorativa delle donne che hanno ricevuto una diagnosi di cancro. 

All'incontro, nella sala consiliare "Nelio Cerasani", hanno preso parte Quirino D'Orazio, sindaco di San Benedetto Dei Marsi, Stefania Pezzopane, deputata del Partito democratico, Erminia Raglione assessore comunale alla Cultura, Maria Di Genova, vice sindaco, Maria Gigli, dirigente scolastico dell’istituto comprensivo Fontamara di Pescina (L’Aquila), Simona Carboni dottoressa della clinica Immacolata di Celano (L’Aquila), Benedetta Cerasani, presidente dell’associazione "I Girasoli", Nicoleta Vlontaki studentessa in sociologia in Erasmus dalla Grecia, Valeria De Vincentis presidente del Caffè letterario di San Benedetto e alcuni consiglieri delle amministrazioni dei paesi limitrofi.

“I temi trattati sembrano scontati ma sono invece di importanza fondamentale – ha esordito il primo cittadino del comune marsicano, ringraziando organizzatori e presenti – la prevenzione è davvero l’unica arma che abbiamo per evitare di incorrere in malattie peggiori e gravi. Ai ragazzi della scuola media oggi presenti dico di non prendere alla leggera questa giornata, è un’occasione per seguire una scuola diversa, altrettanto importante che la didattica normale”. 

“La donna è motore di vita – ha aggiunto Quirino D’Orazio – ogni giorno, non solo l’otto marzo, con tutti i suoi simboli, dobbiamo ricordarci della forza che è capace di esprimere”. 

Informazione e prevenzione, dunque, in tema di malattie tumorali, in una zona, la Marsica, che presenta alti livelli di incidenza di patologie oncologiche secondo gli ultimi studi e rilevazioni effettuati dalla Asl, dati che sono però fermi al 2013, ma anche in fatto di ginecologia adolescenziale e malattie sessualmente trasmissibili. 

Un’iniziativa portata avanti da una clinica privata locale, che ha messo a disposizione specialisti per consulenze e visite consentendo una notevole riduzione dei tempi di attesa normalmente necessari all’interno del sistema sanitario nazionale. 

“Il cancro al seno è ancora una delle patologie per cui in Italia le donne muoiono di più - ha ricordato Nikoleta Vlontaki, studentessa ellenica che segue un progetto di confronto tra il sistema di prevenzione italiano e quello greco - i dati sono in continua crescita e ci si ammala anche in giovane età” riportano le statistiche. 

Accanto alla diffusione delle malattie e alla necessità degli screening periodici per scoprire in tempo le patologie e aumentare le probabilità di guarigione, c’è un altro fattore, strettamente correlato che può con facilità essere accostato a forme di violenza e discriminazione “l’isolamento e il disagio, la disparità di trattamento in ambito sociale, lavorativo e anche familiare, che colpisce quelle donne che hanno ricevuto una diagnosi di cancro e che spesso vengono allontanate dall’impiego, isolate dalla famiglia e dagli amici, in molti casi abbandonate dai propri compagni” ha sottolineato Benedetta Cerasani, presidente dell’associazione di promozione sociale I Girasoli, parte della federazione associazioni volontariato in oncologia e referente regionale nel progetto Abrcdbrca per lo studio dei geni responsabili dello sviluppo di alcune forme di cancro. 

“A Giugno, in collaborazione con la Marina militare, offriremo la possibilità a delle donne che hanno affrontato il cancro, di salire a bordo di una delle navi della Marina, imbarcandosi a Genova e navigando fino a La Spezia con una visita alle Cinque Terre, con uno chef stellato che cucinerà per loro durante una serata di gala a bordo”. 

Una panchina rossa dipinta dai volontari del caffè letterario di San Benedetto dei Marsi e una targa commemorativa scoperta al termine del convegno in ricordo delle vittime di femminicidio sono stati i simboli che, accanto alla prevenzione e alla necessità di fare informazione sanitaria, hanno chiuso la giornata di dibattito sulla donna, sulla violenza di genere che è ancora fortemente superiore alla pur esistente violenza esercitata da talune donne nei confronti degli uomini, in forme diverse ma non meno gravi. 

“Oggi è una giornata importante – ha commentato la neo eletta al parlamento per il Partito Democratico Stefania Pezzopane – da ricordare, e mi rivolgo ai presenti, soprattutto ai ragazzi e alle ragazze con un’osservazione: ogni donna, manomessa, violentata, maltrattata, subisce qualcosa che non dovrebbe mai accadere. Subisce il gesto di un uomo, spesso il marito, il compagno. Non ci vorrebbe molto, basterebbe il pensiero, da parte di un uomo, per rinunciare a manomettere una donna. Una cosa semplice. Avere davanti una persona che merita di essere rispettata”. 

“Bisogna raccontare le violenze. Alla madre, all’amica, alla maestra, all’insegnante. Perché si inizia con un gesto, una parola, e poi è un crescendo che può arrivare all’esito peggiore – ha continuato la Pezzopane – per vincere la violenza non bastano le leggi, serve un cambiamento nella cultura, nel modo di pensare, perché non venga in mente a nessuno di fare qualcosa di male”. 

“Intanto, è stata approvata una legge che pensa agli orfani del femminicidio, a quei figli che orfani di madre e privati del padre restano allo sbando più totale – ha concluso – e vanno aiutati. La violenza si combatte con i simboli, con il sensibilizzare l’opinione e con il cambiare il modo di pensare. I diritti delle donne non possono più essere soppressi e repressi”. 



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