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(acra) - L'Aquila - Dal Capogruppo dei Comunisti Italiani Antonio Saia riceviamo: "Inaccettabile il licenziamento dei 700 precari i quali dopo essere stati utilizzati per anni con compensi molto limitati, anni durante i quali hanno consentito il funzionamento di alcuni servizi, vengono sospesi in tronco dal lavoro.Ciò sta già causando gravissimi disagi ai Cittadini abruzzesi che si rivolgono alle strutture del S.S.N.La stretta finanziaria imposta dal Governo Berlusconi, attraverso il commissario Redigolo, rappresenta un intollerabile ed inspiegabile insulto ai tutti gli abruzzesi.
Come è possibile che si faccia pagare ai lavoratori precari ed ai Cittadini malati le colpe dei politici che hanno mal gestito la sanità negli ultimi anni e soprattutto nel quinquennio della Giunta Pace di centrodestra, anni durante i quali, mentre si impoveriva la sanità pubblica veniva aumentato il budget per i privati: da 87 a 134 milioni di euro. Un aumento continuo e costante che aveva trovato un fase di arresto soltanto durante i 5 mesi in cui l’assessorato era stato affidato al prof. D’Annunzio, noto primario cardiologo, che forse proprio per questo fu prontamente rimosso!.Va ricordato inoltre che, prima di lasciare, la Giunta Pace aveva stipulato l’accordo con i privati che prevedeva che il budget non potesse essere ridotto prima del 2008!
Né è stata esente da colpa la Giunta Del Turco che, a parte le note vicende che sono all’attenzione della magistratura e che coinvolgono alcuni assessori, insieme ai predecessori della Giunta Pace, pur non potendo ridurre il budegt, avrebbero potuto e dovuto vigilare sugli accreditamenti, sull’apertura di nuovi reparti, sull’appropriatezza dei ricoveri ecc… e non l’hanno fatto!.Ingiusto, inaccertabile e vergognoso, che oggi le conseguenze del malgoverno e del malaffare, il Governo Berlusconi lo voglia far pagare ai lavoratori precari ed ai Malati! Il gruppo P.d.C.I. alla regione Abruzzo fa appello a tutte le forze politiche di maggioranza ed opposizione, alle forze sociali, alle organizzazioni sindacali ed alle associazioni di Malati affinchè si faccia fronte comune per esigere dal Governo di recedere dalla rigida posizione assunta nei confronti della nostra Regione e di tutti gli abruzzesi.Il gruppo dei Comunisti Italiani alla Regione auspica altresì che la Giunta Chiodi abbandoni questo atteggiamento di subalternità nei confronti del Governo nazionale e del suo Capo e, nel rappresentare la grave situazione creatasi, esiga dal Governo e dal Commissario Redigolo quella flessibilità necessaria per far si che ai Cittadini abruzzesi venga consentito il diritto costituzionale alla salute.Il P.d.C.I. si dichiara disponibile ad affrontare insieme a tutte le altre forze politiche che lo vorranno un piano di risanamento economico della sanità abruzzese che possa, con la necessaria gradualità fare rientrare il debito della sanità, coniugando una politica di risparmio e razionalizzazione con la necessità di aumentare efficienza e funzionalità dei servizi.
Il consigliere regionale Antonio Saia fa infine presente che appare contraddittorio il fatto che, mentre sia il precedente Governo che quello attuale si sono fatti carico di affrontare il problema della stabilizzazione dei precari in Abruzzo si esegue un frettoloso licenziamento!.Contraddittorio è anche il fatto si stia procedendo alla sospensione dei precari dopo che l’intero Consiglio regionale ha approvato alla unanimità , (e quindi anche con l’assenso di maggioranza e Giunta), una risoluzione che chiedeva di soprassedere dai suddetti licenziamenti."
09 Marzo 2009 - 00:00 - © RIPRODUZIONE RISERVATA
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