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ROTTAMAZIONE: ALLEVATORE, ''PRIMA RATA INSOSTENIBILE, PAGO PORTANDO 12 VACCHE AD AGENZIA DELLE ENTRATE''

Pubblicazione: 25 novembre 2019 alle ore 13:21

L'AQUILA -  "Gli agricoltori più ricchi di Ezio Greggio? Se l’agenzia delle riscossioni pretende da me tutta la somma sarò costretto a portare almeno venti vacche come pagamento della prima rata, in quanto non potrò dargli da mangiare, e saranno costrette a morire di fame".

E' lo sfogo di Dino Rossi, allevatore di Ofena in provincia dell'Aquila, esponente dell'associazione Cospa. Il suo riferimento è al popolare presentatore di Striscia la Notizia, che il  tribunale di Monza, dove  era a processo per le tasse evase sugli oltre 23 milioni incassati da Mediaset dal 2009 al 2013, ha condannato a sei mesi di reclusione, convertiti il 45 mila euro.

Rossi ha inviato allegata ad una nota stampa, il prospetto dei pagamenti della rottamazione a cui ha aderito, con una prima rata mostre, di oltre 21mila euro.

"Questa mattina mi reco all’Agenzia delle entrate per trovare un accordo sulla rottamazione che mi

hanno notificato da alcuni giorni. Una rottamazione che non è molto chiara, visto che le rate sono

fatte in modo da permettere di non pagarle, visto che per la prima rata occorre fare un mutuo....Su 63.873,09 euro da me dovuto, la prima rata da pagare è di 21.185,24, in pratica è più alta del mio Isee, se pago la rata non so come far mangiare le mie mucche come salvare l’azienda attanagliata dai debiti dovuti alla mala politica che ha mandato il prezzo dei nostri prodotti ai minimi storici, ma con un aumento delle spese in modo vertiginoso dovuto all’effetto Euro".

Poi la minaccia di portare  le mucche come pagamento

"Questa volta non scherzo! È meglio che l’agenzia delle riscossioni si faccia fare il codice di stalla dalla Asl dell’Aquila, perché le vacche le chiudo sotto il palazzo, visto che c’è posto. Da premettere che noi siamo terremotati e saremmo dovuti rientrare nella zona franca quando nel 2009 c’è stato il catastrofico terremoto che ha messo in ginocchio l’itera economia dell’aquilano.

"Ma la cosa che più mi fa imbestialire, quando leggo su il Fatto Quotidiano la notizia di Ezio Greggio che a fronte di venti milioni di euro evasi e non perché non li può pagare, (come noi agricoltori), paga per ora solo quarantacinquemila euro. Questa è una vergogna per chi lavora e produce cibo per tutti...", conclude Rossi.



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