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ROGO MORTALE CLINICA CITTA' SANT'ANGELO: CGIL, ''PAZIENTI FUMAVANO IN STRUTTURA''

Pubblicazione: 22 maggio 2019 alle ore 15:31

CITTA' SANT'ANGELO - Molti pazienti erano soliti fumare in reparto, e difficili controlli da parte del personale. E la Cgil aveva già sollevato la questione dei rischi legati a questa abitudine.

L'ipotesi di omicidio colposo al momento resta a carico di ignoti in attesa delle prime informative degli inquirenti, ma si rafforza l'ipotesi che sia stata una sigaretta, gettata via accesa, ad innescare il rogo che si è sviluppato la scorsa notte nel complesso sanitario Villa Serena di Città Sant'Angelo (Pescara), nel corso del quale sono morti due pazienti psichiatrici. I loro nomi sono Amerigo Parlante, 63enne di Roccamontepiano (Chieti), e Domenico Di Carlo, 51enne di Vasto (Chieti). Una terza persona è stata salvata dal personale della clinica, che sono tempestivamente intervenuti per evacuare la struttura.

In queste ore i carabinieri della compagnia di Montesilvano diretti dal capitano Luca La Verghetta stanno lavorando a stretto contatto con i Vigili del fuoco del nucleo investigativo antincendio, che stamane sono tornati nelle stanze divorate dall'incendio.

Al tg3 regionale Leonida Mazza, segretario Funzione pubblica Cgil, ha dichiarato che "noi avevamo già posto il problema del fumo dentro la struttura, anche dentro le stanze, da parte dei pazienti. Per evidenti motivi di sicurezza, ed anche per la salute, visto che ci sono persone che non fumano. Questo però avveniva e non era facile il controllo da parte del personale sanitario, nonostante i ripetuti interventi che cercavano di far rispettare il divieto di fumo dentro la clinica".

"Si tratta del resto di una struttura di tipo sanitario e socio-sanitario - osserva il sindacalista - , non è un carcere, che non è possibile fare un controllo così stringente. I pazienti hanno contatti con l'esterno per cui possono venire in possesso di sigarette e di accendini".

Ieri è arrivata una nota dalla Direzione della Casa di cura Villa Serena di Città Sant'Angelo con la quale viene espresso "il più vivo e sentito cordoglio per il tragico incidente" e nel quale viene sottolineata la completa collaborazione con "le forze dell’ordine ai fini della ricostruzione dell’esatta dinamica dei fatti".

Allo stesso tempo è stato evidenziato come le misure di sicurezza siano state immediatamente messe in atto e si invita a non diffondere false notizie prima dello sviluppo delle indagini:

"Riteniamo irrispettoso per le famiglie coinvolte e per il lavoro in corso degli enti preposti - viene sottolineato - commentare ricostruzioni parziali basate su semplici ipotesi e supposizioni. Abbiamo esposto in dettaglio ai responsabili delle indagini il funzionamento del sistema di sicurezza della Casa di Cura, attivatosi anche in questa occasione nei tempi previsti".

Al momento non ci sono indagati e dalle prime ricostruzioni compiute dagli investigatori, coordinati dal sostituto procuratore di Pescara, Rosangela Di Stefano, la causa del rogo non sarebbe riconducibile ad un corto circuito.

È emerso inoltre che l'incendio ha investito unicamente la stanza nella quale si trovavano i due pazienti deceduti e il terzo paziente messo in salvo. Quest'ultimo, ascoltato dagli inquirenti, non è stato in grado di fornire informazioni utili alle indagini.

L'incendio si è sviluppato al primo piano dell'edificio. Circa 60 gli ospiti che, dopo essere stati fatti evacuare, sono stati sistemati al pianterreno.

L'allarme è scattato attorno alle 21.30. Mentre il personale sanitario ha fatto uscire e ha messo in sicurezza i pazienti, sul posto sono subito arrivati i Vigili del Fuoco e il 118. Domate le fiamme, il personale ha solo potuto constatare il decesso delle due vittime, non deambulanti, sono state avvolte dalle fiamme e sono morte carbonizzate.

Lo stabile in questione, separato dalla clinica vera e propria, ospita pazienti psichiatrici di sesso maschile.

Sul drammatico incidente è intervenuto anche il ministro della Salute, Giulia Grillo: "Due persone sono morte nell'incendio sviluppatosi nel complesso sanitario Villa Serena a Città Sant'Angelo (Pescara). Faremo chiarezza per capire come sia stato possibile. Sono vicina ai familiari delle due vittime e agli altri pazienti ricoverati", ha scritto su Twitter.



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