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RIVOLUZIONE POLITICA: LEGNINI AL CSM
COME VICE, LOLLI TORNA IN PARLAMENTO?

Pubblicazione: 10 settembre 2014 alle ore 15:59

Giovanni Legnini
di

L'AQUILA - Rivoluzione nella politica abruzzese con una serie di clamorosi effetti domino.

È infatti l'attuale sottosegretario di Stato con delega all'Economia Giovanni Legnini la "best option" che indicherà il Pd per la prestigiosa vice presidenza del Consiglio superiore della magistratura.

Qualora l'ipotesi trovasse conferma, Legnini, avvocato, dovrebbe lasciare per incompatibilità tanto il ruolo nell'esecutivo quanto la poltrona a Montecitorio, liberando il posto al primo dei non eletti, l'aquilano Giovanni Lolli.

Quest'ultimo, rimasto clamorosamente fuori alle Politiche 2013, nel frattempo è divenuto vice presidente della Giunta regionale guidata da Luciano D'Alfonso, si troverebbe quindi a dover scegliere tra il rientro a Roma, dov'è già stato senatore e sottosegretario, o la permanenza nell'esecutivo regionale.

Se Lolli dovesse dire no alla chiamata romana e restare in Giunta, sarebbe l'ex consigliere comunale di Pescara Gianluca Fusilli a ritrovarsi catapultato alla Camera.

Altrimenti, nell'esecutivo dalfonsiano dovrebbe essere nominato un nuovo numero 2 e, sulla carta, anch'egli proveniente dal partito aquilano, che rivendica rappresentanza. Non è detto che non possa toccare all'attuale presidente della commissione Territorio, Pierpaolo Pietrucci, accreditato di 7 mila preferenze. Ma potrebbe trattarsi anche di un esterno, visto che Lolli occupava l'unica casellina disponibile per i non eletti.

Ancora, a prescindere da Lolli-sì Lolli-no, la nomina di Legnini al Csm apre anche la questione sottosegretario: il teatino è, al momento, l'unico esponente abruzzese nel governo Renzi e almeno sulla carta la casella potrebbe essere occupata da un corregionale.

In passato si erano fatti i nomi della senatrice Stefania Pezzopane e perfino del sindaco del capoluogo, Massimo Cialente, anche se va detto che Legnini è titolare di un dicastero importante, l'Economia, e quindi il suo posto dovrebbe essere occupato comunque da un esponente di pari considerazione istituzionale e nel partito.

Va anche detto che Legnini è considerato un "bersaniano" e che al suo posto non è detto che non possa essere chiamato un "renziano".

LOLLI: "FELICE PER LUI, PER ME DECIDE IL PD, OCCHIO A L'AQUILA"

"Felicissimo se Giovanni Legnini riuscisse a diventare vicepresidente del Csm. Sarebbe un grande riconoscimento del suo lavoro e del suo valore politico. Certo, resterebbe poi la preoccupazione legittima sul fatto che avendo lui la delega all'Aquila nel governo, rimarremmo come dire scoperti. Lui è essenziale per noi".

Lo ha detto il vice presidente della Regione Giovanni Lolli.

In caso di elezione al Csm, Legnini dovrebbe anche lasciare il seggio di parlamentare e in questo caso il primo a subentrare sarebbe proprio Lolli.

"Ma la mia posizione è l'ultima cosa di cui discutere - dice Lolli - deciderà il partito cosa sia meglio fare, se io debba restare qui o andare a Roma".

"Felicissimo per Legnini, resta da capire come risolvere l'eventuale presenza dell'Abruzzo nel Governo Renzi, ma noi per fortuna abbiamo anche la carta Pezzopane, che ha tutte le carte in regola", chiude Lolli.

IL TWEET DELLA PEZZOPANE: "BELLISSIMA COSA LEGNINI AL CSM"

"Bellissima cosa @GiovanniLegnini al #Csm lo stiamo votando #opensenato #opencamera #Abruzzo #inboccalupo @pdnetwork @pdabruzzo @SenatoriPD", scrive, nel celebre linguaggio conciso e pieno di hashtag del social network.

LA SCELTA

Potrebbe essere il sottosegretario al ministero dell'Economia e delle Finanze Giovanni Legnini uno dei candidati del Partito democratico al Consiglio superiore della magistratura, che potrebbe diventare in seguito vicepresidente dell'organo di autogoverno della magistratura.

È quanto si apprende da fonti democratiche poco prima della riunione dei gruppi di Camera e Senato.

I candidati al Csm per il Pd potrebbero essere solo tre (ieri si parlava di 4) e questi, oltre Legnini, sarebbero Stefano Passigli Teresa Bene, una docente di Napoli.

Il Pd avrebbe rinunciato ad uno dei suoi candidati per favorire il resto della maggioranza che non riusciva a trovare un accordo tra Ncd e centristi.

Con la rinuncia dei democratici ad un proprio candidato, il Nuovo centrodestra può continuare così a puntare su Antonio Leone e i centristi su Renato Balduzzi.

Non compare nella rosa delle candidature che ora verranno presentate nella riunione Pd il nome di Massimo Brutti, dato invece fino a ieri per certo.



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