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RITROVATA DOPO 75 ANNI PIASTRINA DI UN ALPINO ABRUZZESE DISPERSO IN RUSSIA

Pubblicazione: 10 novembre 2017 alle ore 15:54

Ritrovata dopo 75 anni piastrina di un soldato abruzzese disperso in Russia

CASTELVECCHIO SUBEQUO - Ritrovata grazie al web una piatrina di un alpino originario di Castelvecchio Subequo (L'Aquila), Amelio Pizzocchia, che fu mandato a morire sul fronte russo durante il secondo conflitto mondiale.

La piastrina è stata ritrovata grazie all'hobby di Gaston Billerbini, di origini italiane, nato in Argentina e ora residente in Pennsylvania, appassionato studioso delle guerre mondiali, in particolare del fronte russo, collezionista-fotografo, memore di caduti della sua famiglia di origine, nel ricercare testimonianze belliche, ha intercettato dei cimeli degli alpini, in vendita su Ebay da parte di russi che li avevano ritrovati, sepolti nel terreno.

Li ha acquistati e fra questi cimeli ha notato la piastrina del povero Pizzocchia.

Gaston ha effettuato ulteriori ricerche per rintracciare eventuali parenti a cui donare la piastrina e, tramite Facebook, ha contattato alcuni familiari. La piastrina partita dagli U.S.A. a metà ottobre è attualmente in transito nell’aeroporto di Milano Malpensa e, per i vari controlli, potrebbe arrivare nell’arco di due mesi.

Pizzocchia, era un caporal maggiore del Battaglione L’Aquila e aveva appena compiuto 21 anni il 7 dicembre del 1942. Non c’era nulla da festeggiare a ridosso di quel sanguinoso Natale di guerra sul fronte russo, durante la ritirata e per sfondare la sacca in cui erano intrappolati dall’Armata rossa, il giovane alpino abruzzese venne considerato scomparso e morto presunto, fino all’atto definitivo di morte del 1985 da parte della Commissione Interministeriale.

Non è stato il solo a perdere la vita in quelle drammatiche circostanze. Erano tre le divisioni raggruppate del 4º Corpo d'armata alpino, fra nuove leve e reduci del fronte greco-albanese, agli ordini del generale Nasci: la Cuneense (generale Battisti), la Tridentina (generale Reverberi) e la Julia (generale Ricagno), che sommavano circa 55 mila uomini.

L’attesa per il ritorno di una piastrina appartenuta alla breve vita di un figlio della Valle Subequana, morto in un’allucinante guerra, suscita molta emozione.

Amelio, attualmente, non ha eredi diretti, ma solo nipoti. A Castelvecchio Subequo pertanto sarà organizzata una cerimonia.

Si sta pensando ad una sezione museale, nell’ambito della Comunità montana sirentina – Ecomuseo d’Abruzzo, raccogliendo con l’aiuto della cittadinanza i vari i cimeli e foto, dedicati ai conflitti mondiali del secolo scorso, fino alla liberazione del 1945. 

L’iniziativavuole coinvolgere i volontari del Servizio civile nazionale, essendo la Comunità montana sirentina un ente accreditato, e le locali istituzioni scolastiche.

La finalità vuole essere anche a valenza pedagogica, per evitare quel rischio temuto da Wiston Churchill che diceva che ''la storia è maestra di vita, ma ha negli uomini dei pessimi studenti'', così le nuove generazioni, più consapevoli della brutalità della guerra, potranno desiderare sempre più un mondo di pace.



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