RIMINI: SUMMIT MODERN MONEY THEORY, PER GLI ECONOMISTI L'ITALIA DEVE USCIRE DALL'EURO

Pubblicazione: 26 febbraio 2012 alle ore 11:18

RIMINI - Terzo e ultimo giorno di lezioni sulla Modern Money Theory  'Questo è un colpo di stato finanziario – come fermare l’Argentinizzazione dell’Italia, del nostro reddito, dei nostri diritti e del futuro dei nostri figli', ospitato al palasport 105 di Rimini

Il summit, dedicato alla scomparsa infermiera napoletana Mariarca Terracciano, è stato organizzato dal giornalista e scrittore Paolo Barnard sulla scia del saggio economico "Il più grande crimine", pubblicato sul suo sito on line e scritto con la supervisione degli economisti presenti alla tre giorni in riva all'Adriatico. Il meeting si concluderà oggi pomeriggio, dopo altre sessioni insieme agli economisti Stephanie Kelton, Bill Black, Marshall Auerback e Alain Parguez, il 'gotha' della teoria di origine keynesiana.

Circa 2 mila le persone che hanno preso parte all'evento e che hanno finanziato il summit versando una quota di quaranta euro a testa.

Nella giornata di ieri, dopo l'assemblea plenaria del 24, gli economisti hanno discusso su diversi temi, tra cui l'Unione Europea e la moneta Euro, causa principale, secondo quanto riportato specie dal francese Parguez, della recessione che ha colpito l'eurozona e che sta devastando la Grecia.

Proprio Parguez ha parlato con ferocia dei tecnocrati che hanno imposto l'Euro come moneta 'a strozzo' ai Paesi dell'Unione, un lavoro iniziato nella prima metà del secolo scorso capace con l'intento di 'distruggere gli stati' e di portare l'Europa a uno stato di povertà generalizzata con alla guida la grande industria tedesca, con la Francia più defilata ma comunque in una situazione di dominio rispetto agli altri stati.

Molto sentiti anche gli interventi dei quatto della scuola MMT, i quali hanno posto l'accento sulla possibilità di creare la piena occupazione e il pieno stato sociale grazie alla sovranità monetaria e alla spesa a deficit, sottolineando, fra le altre cose, l'anomalia della Banca centrale europea che non "spende per creare benessere sociale, servizi, infrastutture pubbliche, ma crea denaro che poi verrà comprato dai governi delle nazioni dell'Unione dai mercati dei capitali privati, creando un circolo vizioso che porta alla privatizzazioni e alle liberalizzazioni selvagge del settore pubblico".

"Dobbiamo capire cosa è realmente il denaro dopo la fine del sistema aureo - ha detto Stephanie Kelton, professore di economia all'Università del Missouri-Kansas City e direttrice del centro di ricerca per la piena occupazione e il pieno stato sociale - e comprendere la vera funzione del denaro. Il denaro serve a creare ricchezza per i cittadini, serve a costruire infrastrutture pubbliche, ad aiutare le aziende in difficoltà, a dare una casa e un lavoro a ognuno di noi. Ma il neoliberismo ha messo in disparte questa teoria, nelle facoltà di economia parlare di spesa a deficit equivale a commettere un crimine. Noi siamo qui per spiegarvi che inflazione, deficit di bilancio e debito pubblico non sono un problema reale se esiste una moneta sovrana. Gli stati dell'eurozona non hanno più una sovranità monetaria".

La Kelton ha tenuto una lezione tecnica sulla MMT, lasciando poi il posto a Marshall Auerback e Alain Parguez, concentrati sulla questione dell'uscita dell'Italia dalla Unione Europea.

PARGUEZ: "DEFAULT ITALIA NECESSARIO, GLI ALTRI PAESI SEGUIREBBERO ESEMPIO''

"L'attuale sistema è assolutamente insostenibile. Lo sanno tutti. Siamo entrati in una fase assolutamente senza precedenti, perché mantenere artificialmente il valore del debito italiano, o di quello greco, o spagnolo, la Francia e la Germania impongono programmi di austerità crescente. Così facendo, contribuiscono a distruggere, a deteriorare le economie. Questo porta a deflazione, pessimismo. Credo che l'unica soluzione sia quella di ripristinare la sovranità italiana sulla valuta, rimettere in piedi la possibilità di ricostruirsi, proprio grazie a una spesa pubblica produttiva, che a sua volta permette la piena occupazione e la ricostruzione dei servizi pubblici". Così Alain Parguez, economista passato all'interno della struttura dei tecnocrati francesi che dagli anni di Francois Mitterand ha spinto per creare quella che oggi conosciamo come Unione Europea.

"Gli italiani non possono non ammettere che proprio grazie al deficit definito insosteniibile hanno creato utili netti - ha affermato - ma poi le risorse italiane sono poi state investite nelle banche tedesche, ecco perché il vostro Paese deve pretendere delle risposte. Se usciste dall'Euro, gli altri Paesi vi seguirebbero. Forse anche la Francia. La pressione monterebbe sui governi, una pressione a favore di un abbandono di questa politica distruttiva. Tutte le banche del mondo - ha concluso Parguez - cercheranno di avere una quota nei nuovi titoli di Stato italiano, il quale sarebbe non solo libero dalla morsa d'acciaio dei mercati finanziari, ma potrebbe essere anche padrone dei mercati stessi. Francia e Germania, anche se più quest'ultima, resterebbero soli. L'esportazione tedesca potrebbe crollare, ma, contrariamente a quello che in molti sostengono, in Germania ci sono sempre più oppositori al sistema Euro".

AUERBACK: "SE BANCA CENTRALE LAVORA COME PRESTATORE DI ULTIMA ISTANZA, NIENTE USCITA DA EURO''

Il dibattito in tarda mattinata si è spostato quindi sulle possibilità tecniche e politiche di uscita dall'Euro, il già citato default. Per Marshall Auerback, "esistono le condizioni tecniche per far sì che l'Italia resti nell'Euro senza imbarcarsi nel default. La Banca centrale europea potrebbe diventare prestatore di ultima istanza, garantendo così flussi monetari maggiori ai Paesi che ne hanno bisogno".

"Ma l'Unione Europea non è stata costruita per fare questo",  ha ribattuto Parguez entrando nella discussione".

Bill Black, dal canto suo, ha appoggiato quanto affermato da Parguez, defindendo il quadro europeo come "drammatico e senza uscita. Se ci fosse una pressione effettiva, le cose potrebbero cambiare, ma effettivamente non esiste un piano preordinato per uscire dall'Euro - ha spiegato Black - quindi, è necessario capire cosa si intende fare e quali strumenti utilizzare per uscire da questa situazione".

Marshall Auerback, nel corso del suo intervento pomeridiano, ha messo sul piatto il tentativo di equiparare la gestione di uno Stato a quella della famiglia.

"Si tratta di un concetto completamente sbagliato - afferma Auerback - uno Stato sovrano non deve preoccuparsi del problema del deficit. La famiglia, infatti, non ha la possibilità di premere tasti per battere moneta. La famiglia utilizza la moneta creata dallo Stato che ha, inoltre, il potere coercitivo per imporre la tassazione, ciò che rende la moneta dello Stato che ne detiene il monopolio dell'emissione, un elemento universalmente accettato da chiunque voglia avere rapporti economici con lo Stato stesso".

CROLLO EURO, PARGUEZ RIVELA FUGA DI CAPITALI NEGLI USA

"Posso testimoniare che il più grande detentore di capitali in Francia si sta già preparando al crollo dell'Euro e sta già dirottando i suoi investimenti negli Usa".

Questa la risposta di Alain Parguez a chi dal pubblico ha chiesto di fare luce sulla reale possibilità di crollo nell'eurozona.

DELOCALIZZAZIONE: PER AUERBACK ''CORSA VERSO IL BASSO''; HUDSON, ''GERMANIA PREFERISCE PRODURRE IN CASA''

"Delocalizzare corrisponde a correre sempre verso il basso". Così Marshall Hudson sulla delocalizzazione delle aziende.

"La Germania ha smesso di delocalizzare - è intervenuto Hudson - perché ciò che riescono a produrre in questo momento è sufficiente per soddisfare la richiesta degli acquirenti. Inoltre, si è resa conto che, rischiando un abbassamento della qualità delocalizzando, la situazione attuale è senza dubbio più conveniente, quindi ha preferito tornare a tradurre in casa".

 Il summit si è concluso nel tardo pomeriggio. Barnard ha annunciato l'uscita di un dvd dell'evento prima di congedarsi ed esortare il pubblico a "continuare a lottare per uno stato a moneta sovrana, legittimato per i cittadini, che spenda questa moneta a deficit positivo per il benessere del 99 per cento dei cittadini, l'unica vera democrazia. Mariarca Terracciano è il mio sindacato".

 

 

 



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