• Abruzzoweb sponsor
  • Abruzzoweb sponsor
  • Abruzzoweb sponsor
Messaggio elettorale a pagamento

RICOSTRUZIONE: PALAZZO CRESI-VASTARINI
L'AQUILA SI RIPRENDE UN ALTRO TESORO

Pubblicazione: 28 giugno 2014 alle ore 08:42

Palazzo Cresi
di

L’AQUILA - Pezzo dopo pezzo e tra mille difficoltà, il centro storico dell’Aquila si riprende un po’ di respiro.
 
Palazzo Cresi, o a quel che il tempo e i terremoti hanno concesso, tornerà a risplendere.

Come destino ha voluto per uno dei punti nobili, uno dei tanti, della città.
 
L’edificio a seguito del sisma è stato completamente ‘riletto’, spiega Andreina Pellegrini, la cui famiglia divenne proprietaria del palazzo con atto d’acquisto nel secolo scorso.

"Insieme a Palazzo Porcinari, Palazzo-Cresi faceva parte delle quinte ‘naturali’ architettoniche  che incorniciano  piazza San Pietro a Coppito. Fu costruito dai marchesi Cresi, Patrizi Aquilani, che si unirono successivamente con i Vastarini, parliamo di nobiltà di rilievo iscritta anche alla nobiltà romana".

Palazzo Cresi è dunque sempre ‘nato’ su ciò che già esisteva, confermando la regola applicata a grosse aree di ‘mamma’ L’Aquila che lo custodisce in via Roma, l’antico corso, zona che coi terremoti, purtroppo, va a braccetto.
 
I primi ‘vagiti’, chiamiamoli così, risalgono al ‘500, probabilmente al 1548.

L’originaria struttura cinquecentesca e tutti gli elementi dell’epoca furono gravemente danneggiati dal terremoto del 1703, sisma in cui morì, proprio dentro Palazzo Cresi, il Camerlengo dell’Aquila Alessandro Cresi.

"Crollarono allora tutti i soffitti lignei a cassettone che furono sostituiti da volte a padiglione, nel piano nobile realizzate in legno di castagno curvato al vapore. Con la ricostruzione settecentesca furono modificati anche diversi accessi e cortili. Solo nel piano terra è rimasto l’antico impianto cinquecentesco”, spiega la Pellegrini.

Il terremoto del 1915 danneggiò nuovamente il palazzo "tanto da rendere pericolanti le volte a padiglione del piano nobile che, fino alla data della loro demolizione avvenuta nel 1974, furono mantenute tenendo appese alle travi del tetto tramite ancoraggi", prosegue la Pellegrini.

"A seguito dei lavori di riparazione - spiega ancora la proprietaria - iniziati a settembre 2013, che hanno reso necessario ‘spellare’ l’edificio e attraverso la lettura dell’’ossatura’ verticale che regge l’intero palazzo, le membra di sassi, mattoni e calce hanno restituito le preesistente su cui è stato costruito. In una sala da pranzo del piano nobile è stata ritrovata l’impronta di una bifora, chiara dimostrazione che nella costruzione dell’edificio è stata inglobata una preesistente casa a torre. Altri elementi verticali di pietra con piattabande in legno di dimensioni idonee per una porta, sempre rinvenute nel piano nobile, fanno inoltre presupporre case duecentesche tipo le cancelle dove l’ingresso all’abitazione era posto al di sopra del vano a piano terra presumibilmente destinato a bottega".

L’edificio nel corso dei secoli, a causa dei terremoti che ne hanno determinato le varie ricostruzioni, ha subìto diverse modifiche e, dalla costruzione e poi nelle ricostruzioni, Palazzo Cresi ha sempre dovuto vivere il destino di non essere concluso.

"Guardando la facciata, infatti, “si vede la raffinata finitura delle finestre del piano nobile sormontate dal secondo ordine di aperture corrispondente ad un piano lasciato a ‘grezzo’ sin dalla prima costruzione. L’imponenza muraria del palazzo fa inoltre presupporre che doveva essere più alto di quanto è giunto a noi. Del resto, L’Aquila ha tutte tracce che si sovrappongono, è un puzzle di epoche diverse".
 
Il palazzo dimostra anche dell’importanza dei Cresi, difatti l’imponenza dei muri è chiaro segno della ricchezza e delle possibilità economiche della famiglia.

L’edificio è strutturalmente connesso all’ex Monastero di Santa Teresa, di proprietà del Comune dell’Aquila.

Lavori eseguiti negli anni passati, portarono al rinvenimento di ossa di bambini sotto Palazzo Cresi in una zona confinante con l’ex Monastero.

Per la Pellegrini, "sicuramente molti locali interrati, nel passato accessibili, furono utilizzati poi come vani di riempimento per le macerie del sisma del 1703".

"Ma Palazzo Cresi ha una grande fortuna - ammette - perché il suo recupero post-sisma 2009 è stato affidato ad un eccellente team di tecnici. L’ingegner Roberto Arduini a cui è stata affidata la progettazione è stato supportato dal professor Giovanni Carbonara, lo stesso della Basilica di Collemaggio, direttore scuola superiore di Restauro di Roma e presidente per anni del Comitato Tecnico Scientifico del Ministero per i Beni e le Attività Culturali. Avere il ‘vate’ del restauro sarà garanzia di un intervento di riparazione, restauro e miglioramento sismico che rispetti l’edificio e non lo trasformi in una “cosa-casa nuova”.

Il Palazzo dunque tornerà a risplendere, sicuro e migliorato per quel che riguarda la tenuta anti-sismica. E saranno ‘leggibili’ le epoche precedenti, una fortuna unica. A occuparsi dei lavori, il gruppo Edimo. 

"Bisogna ammettere che, al di là del dramma che tutti noi abbiamo vissuto e viviamo, il terremoto di 5 anni fa ci sta restituendo dei veri e propri tesori", conclude la Pellegrini.



© RIPRODUZIONE RISERVATA

...
  • Abruzzoweb sponsor
  • Abruzzoweb sponsor
  • Abruzzoweb sponsor
  • Abruzzoweb sponsor
  • Abruzzoweb sponsor
  • Abruzzoweb sponsor

ALTRE NOTIZIE

  • Abruzzoweb sponsor
    Abruzzoweb sponsorAbruzzoweb sponsorAbruzzoweb sponsorAbruzzoweb sponsor
Messaggio elettorale a pagamento
    Abruzzoweb sponsorAbruzzoweb sponsorAbruzzoweb sponsorAbruzzoweb sponsor
Messaggio elettorale a pagamento
    Abruzzoweb sponsorAbruzzoweb sponsorAbruzzoweb sponsorAbruzzoweb sponsor
Messaggio elettorale a pagamento
  • Belle d'Abruzzo
  • Belle d'Abruzzo
  • Belle d'Abruzzo
  • Belle d'Abruzzo
  • Belle d'Abruzzo
  • Belle d'Abruzzo
Radio L'Aquila 1
»   Ariete
»   Toro
»   Gemelli
»   Cancro
»   Leone
»   Vergine
»   Bilancia
»   Scorpione
»   Sagittario
»   Capricorno
»   Acquario
»   Pesci
FEEDS RSS
Feed Rss AbruzzoWeb
PERSONAGGI
AbruzzoGreen
 CONTATTA LA REDAZIONE 2003- 2019 Enfasi srl
INFORMAZIONI COMMERCIALI .
Enfasi srl - Quotidiano digitale registrato presso il Tribunale dell'Aquila con decreto n°501 del 2 settembre 2003
Iscrizione al ROC n. 26362 - P.IVA 01812420667
Direttore responsabile Berardo Santilli

La redazione può essere contattata al


Politica d'uso dei Cookies su AbruzzoWeb

Alcune foto potrebbero essere prese dal Web e ritenute di dominio pubblico; i proprietari contrari alla pubblicazione potranno segnalarcelo contattando la redazione.
Powered by Digital Communication  -  Developed by MA-NO
 
X

Questo sito utilizza dei cookie per monitorare e personalizzare l'esperienza di navigazione degli utenti. Continuando a navigare si autorizza l'utilizzo dei cookie su questo sito.
Per avere più informazioni o modificare le impostazioni sui cookie clicca qui