L'AQUILA, EDIFICIO AL PALO DA NOVE ANNI NEL CUORE DELLA MOVIDA: TADDEI, ESTROMESSA DA INCARICO OTTENUTO NEL 2012, CONTESTA AFFIDAMENTO A DITTA LAZIALE

RICOSTRUZIONE PALAZZO CHIARINO: ALTRO
COLPO DI SCENA, RICORSO SU NUOVO APPALTO

Pubblicazione: 12 giugno 2018 alle ore 07:00

L'AQUILA - L’immediata sospensione dell'aggiudicazione dell’appalto per la ricostruzione del palazzo al civico 9 di piazza Chiarino a L’Aquila, assegnato alla impresa Edilgamma con sede legale a Rieti.

A chiederlo con un ricorso d’urgenza presentato nei giorni scorsi al Tribunale dell’Aquila, è la nota azienda aquilana di costruzioni Taddei spa, del gruppo Edimo, in prima linea nell’emergenza e nel post terremoto.

La società che occupa circa 200 persone con un fatturato di circa 40 milioni di euro nell’ambito della ricostruzione e che ha commesse anche al di fuori dei confini regionali e nazionali, ha scelto il percorso giudiziario, inusuale negli appalti privati nei quali si prevedono affidamenti diretti, perché si sente "defraudata e danneggiata economicamente" per essere stata estromessa dopo sei anni dalla commessa, del valore di 2,2 milioni di euro.

Era stata l’assemblea di condominio nel febbraio 2012 ad assegnare il lavoro alla stessa Taddei Spa che ha investito delle somme e predisposto il cantiere che riguarda un palazzo che dopo nove anni è ancora al palo costituendo un pericolo visto che tra l’altro si trova nel pieno della zona teatro della movida aquilana.

Il clamoroso colpo di scena ha dell’incredibile anche alla luce della cancellazione del diritto acquisito da Taddei Spa a cui era stata riconfermata la commessa con il pronunciamento dell’assemblea lo scorso anno, quando è stato fatto il punto sui danni causati dai terremoti del 24 agosto e del 30 ottobre 2016 e del 18 gennaio 2017: invece, lo stesso organismo il 23 febbraio scorso ha revocato i lavori a Taddei affidandola alla ditta rietina con un fatturato annuo di circa 2 milioni ed un ristretto numero di dipendenti.

A presiedere l’assemblea, l’ex primario di psichiatria dell’ospedale dell’Aquila, Massimo Casacchia, il ruolo di segretario è stato esercitato da Carlo De Paolis, mentre nella stessa occasione la commessa è stata accettata dall’amministratore unico della ditta laziale Matteo D’Onofrio. L’amministratore del condominio è Maria Teresa Stringini. Il direttore dei lavori è il professionista Diego Gasbarri.

A questo punto, il civico 9 di piazza Chiarino, in pieno centro storico, diventa uno degli appalti privati più tormentati della ricostruzione post-sisma visto che dopo oltre nove anni attende ancora l’avvio dei lavori a causa di un'incredibile storia fatta di inghippi burocratici e travagli giudiziari.

L’azienda più importante del gruppo Edimo presenterà pesanti richieste di risarcimento danni nei confronti dell’assemblea di condominio.

Nel ricorso contro l’affidamento, è perentoria e l’istanza "di sospensione della aggiudicazione della nuova gara, con nullità della stessa e del relativo contratto".

Si richiede anche la procedura di urgenza in quanto "l’attesa della definizione del giudizio di merito, persistendo l’attuale situazione, comporterebbe la possibilità di veder realizzato da altri il cantiere del condominio piazza Chiarino con totale immobilizzazione dello stesso ed impossibilità della ricorrente di effettuare i lavori".

Taddei aveva ottenuto l’incarico dall’assemblea dei condomini, sulla base di un’analisi dei requisiti, effettuata dal condominio stesso l’8 agosto 2012. Affidamento poi confermato il 13 febbraio 2107, da una nuova assemblea condominiale, convocata per valutare i danni per l’evento calamitoso del gennaio 2017, ed eventuali varianti progettuali.

Poi il 23 febbraio del 2018, la doccia fredda: a distanza di ben sei anni dall’aggiudicazione, il condominio Piazza Chiarino ha comunicato via mail alla Taddei, che intendeva indire una nuova gara per l’affidamento dell’appalto, "senza addurre particolari motivazioni in merito al rapporto in essere tra le parti", si specifica nel ricorso.

Inutili le diffide inviate dalla Taddei a firma dell’amministratore delegato, Marco Di Paola: il 2 maggio scorso, i lavori sono stati aggiudicati alla Edilgamma di Rieti, che  già ha preso appalti a L’Aquila per il restauro, ripristino post-sisma e consolidamento di Palazzo Antinori in via Garibaldi, e del palazzo Mariani-Gentileschi, a pochi metri dal civico 9.

Il cambio in corso d’opera della ditta appaltante e il ricorso di Taddei sono solo gli ultimi episodi che ha segnato la tormentatissima storia della ricostruzione del civico 9.

Il calvario ha avuto inizio, come già raccontato da Abruzzoweb quando fu da loro scelto il progetto della "sostituzione edilizia", ovvero di abbattere e ricostruire, con una spesa di circa 2,2 milioni di euro, un palazzo, non vincolato, né ritenuto non di pregio, realizzato a inizio ‘900.

Il progetto però si è incagliato negli uffici preposti alla valutazione. E cosi, nel 2013, i condòmini, per sbloccare la pratica, hanno fatto ricorso al Tribunale amministrativo regionale. Tribunale che dopo un anno, nel luglio 2014, gli ha dato ragione e ha nominato un commissario ad acta per portare d’imperio a conclusione l’iter.

La Soprintendenza ha cambiato idea rispetto ai pareri del 2009 e ha bocciato il progetto, dichiarandosi contraria alla sostituzione edilizia. Il palazzo, infatti, è stato spiegato, va considerato di "particolare pregio" dunque da restaurare com’era e dov’era, ma con i 1.200 euro previsti per gli edifici non di pregio, e non 2.400 per quelli vincolati, o almeno i 1.700 per quelli di pregio. I condòmini sono stati dunque costretti a tornare al Tar, per impugnare anche questa decisione.

La situazione si è finalmente sbloccata a gennaio 2018, quando il Comune ha diffidato i condomini a presentate il progetto di riparazione entro 90 giorni, in quanto, è scritto nella diffida "a seguito di verifiche, emerge lo stato di vetustità e di danneggiamento delle opere provvisionali del fabbricato, tale da costituire un pericolo sull'area circostante".

Si evidenzia poi che “non è accettabile il perdurare di tale situazione data la posizione dell'edificio, la presenza di attività commerciali edifici agibili e altri che stanno per completare la ricostruzione".

Ora il rischio concreto è quello di un nuovo stop a seguito del ricorso.

Taddei in esso evidenzia che "appaiono incontestabili gli inadempimenti dell’odierna resistente rispetto agli obblighi assunti dalla stessa nei confronti della ricorrente, nonché la legittimità e regolarità della prima gara espletata, senza necessità della nuova indizione".

"L’appaltatore - si legge ancora - ha aggiudicato ad altra Società i lavori, nonostante la prima gara indetta fosse stata espletata regolarmente e senza risolvere il rapporto in essere con la odierna ricorrente", tanto è vero che "in sede di assemblea condominiale del 13 febbraio 2017, veniva definitivamente ritenuta aggiudicataria dei lavori avendo depositato tutta la documentazione utile ai fini della verifica della sussistenza dei requisiti minimi richiesti a norma di legge per la partecipazione alla gara".

I legali di Taddei spa, fanno poi notare che l’estromissione ha già causato un ingente danno economico.

Taddei, si  legge nel ricorso, ha già provveduto "a designare un tecnico di cantiere distaccato per il condominio Piazza Chiarino", "è stato valutato il computo metrico a corredo del progetto depositato presso gli uffici competenti", "è stato nominato il personale amministrativo, come richiesto dall’assemblea condominiale, per seguire l’iter burocratico presso gli uffici comunali e la Soprintendenza dei Beni Architettonici e Paesaggistici dell’Aquila al fine di accelerare la procedura di inizio lavori".

E ancora "sono stati svolti  sopralluoghi con i progettisti incaricati per valutare lo stato della messa in sicurezza dell’immobile", e sono "state accantonate a titolo di anticipazione finanziaria una somma pari ad euro 280 mila euro "al fine di accelerare l’inizio dei lavori".

Cosa ancora più grave e che il fabbricato è ritenuto pericolante dal Comune dell’Aquila che in tal senso ha anche diffidato il Condominio per dar corso all’inizio dei lavori a fine di eliminare il  pericolo indotto in quanto prospetta su una delle principali piazze affollate dalla movida aquilana. È incomprensibile il motivo che abbia spinto l’assemblea condominiale ad intraprendere questa difficile e tortuosa strada.

L’avvocato del condominio è Egidio Rosati, il legale di Taddei Antonio Boschetti.

 



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