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RICOSTRUZIONE: OPERAI SCENDONO IN PIAZZA, 'RILANCIARE EDILIZIA PER RILANCIARE ABRUZZO'

Pubblicazione: 15 novembre 2019 alle ore 09:39

L’AQUILA – “Rilanciare il settore delle costruzioni per rilanciare il Paese”, “A testa alta, noi non ci fermiamo”.

Con questi slogan i lavoratori edili, le imprese e le associazioni di categoria sono scesi in piazza Unione, questa mattina a Pescara, davanti all’assessorato ai Lavori Pubblici, per partecipare alla manifestazione indetta dalle tre sigle sindacali Feneal Uil, Filca Cisl, Fillea Cgil.

L’evento, che si svolge contemporaneamente in 100 città italiane, nasce con lo scopo di sensibilizzare le istituzioni sullo stallo burocratico legato all’apertura dei cantieri.

Alla protesta ha aderito anche L’Aquila, città che rappresenta “un controsenso all’italiana”: “Molti si chiederanno come mai hanno aderito alla manifestazione anche le maestranze impegnate nella ricostruzione nel cantiere più grande d’Europa. Ma lì c’è lavoro! Sì, ma anche nel capoluogo abruzzese i cantieri sono fermi, uno stallo dovuto quasi sempre a pratiche ferme nei cassetti dei vari uffici, con i fondi già stanziati”, spiega ad AbruzzoWeb Cristina Santella, componente della segreteria della Fillea Cgil della provincia dell’Aquila, il più grande sindacato dei lavoratori Edili.

 Ma non c’è solo il problema dei licenziamenti legati al mancato avvio dei cantieri, “stiamo andando verso un periodo nero per tutto il settore dell’edilizia. Da dicembre a marzo i lavori si fermano per via delle condizioni meteorologiche sfavorevoli, soprattutto all’Aquila, dove l’inverno è particolarmente rigido e lungo,e gli operai quindi vengono mandati a casa. La maggior parte a marzo tornano nei cantieri, ma il rischio di non essere riassunti è sempre dietro le porte”, aggiunge.

La preoccupazione di sindacati e dipendenti spesso si è tradotta in situazioni reali e “al limite”.

“Ricordiamo che ci sono grandi imprese che hanno milioni di euro di lavori già assegnati che sono costrette a licenziare i propri dipendenti perché i cantieri non possono essere avviati: pratiche ferme, lungaggini burocratiche e norme poco chiare non possono ricadere sui lavoratori e sulle loro famiglie”, sottolinea Santella.



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