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LO STATO DI AVANZAMENTO DEI LAVORI A NOVE ANNI DAL TERREMOTO DEL 6 APRILE

RICOSTRUZIONE: NEL CRATERE STESSI VIZI
E VIRTU' DELL'AQUILA, ''OBIETTIVO 2023''

Pubblicazione: 06 aprile 2018 alle ore 06:45

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L’AQUILA - “La ricostruzione privata nei comuni del cratere procede in modo più spedito rispetto a quella pubblica, per la quale potrebbe essere risolutiva una task force; nell’ultimo anno abbiamo registrato qualche rallentamento, ma secondo le previsioni l’istruttoria delle pratiche sarà chiusa entro il 2023”.

Questo in sintesi il punto sulla ricostruzione, a nove anni dal sisma del 6 aprile, dei comuni fuori e dentro il cratere. A fare un bilancio ad AbruzzoWeb è il titolare dell’Usrc (Ufficio per la ricostruzione dei comuni del cratere), Paolo Esposito

Secondo quanto dichiarato dal direttore, “l’ultimo rallentamento è dovuto alla mancanza di personale, siamo sotto organico in particolare negli uffici territoriali e alla necessità di rivedere alcune procedure in un’ottica di snellimento - spiega -  bisogna poi ripensare il modello organizzativo in modo da renderlo più efficace ed efficiente”.

L’obiettivo resta quello di velocizzare l’istruttoria delle pratiche, “che è la prima cosa che conta davvero”.

C’è poi il problema della sovrapposizione dei crateri: quello relativo al sisma del 2009 e quello relativo ai terremoti del 2016-2017, risolto soltanto lo scorso 30 marzo quando è stata pubblicata l’ordinanza 51, firmata da Paola De Micheli, sottosegretario di Stato alla presidenza del Consiglio dei ministri e commissario straordinario alla ricostruzione delle aree colpite dal sisma.

“Adesso nei comuni che rientrano in entrambi i crateri dovremo valutare come procedere: quali pratiche bloccare, quali mandare avanti in base alla nuova ordinanza”, aggiunge Esposito.

“In ogni caso la previsione è quella di chiudere l’istruttoria delle pratiche nel biennio che va dal 2021 al 2023 - progesue - Solo in questo modo si può ipotizzare una previsione per i relativi cantieri in un lasso di tempo che si aggira tra il 2023 e il 2025”. 

Dopo 9 anni, però, per L’Aquila come per i comuni dentro e fuori il cratere, ancora si deve parlare di una doppia velocità nei processi di ricostruzione, con quella privata decisamente più spedita rispetto a quella pubblica.

“Molto è stato fatto nel settore dell’edilizia pubblica e scolastica, almeno per quanto riguarda i comuni fuori e dentro il cratere, comunque hanno impegnato più della metà delle somme che sono state assegnate a partire dalla Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe) 135 del 2012 - ci tiene a precisare Esposito - Certo è che di questo passo la ricostruzione pubblica potrebbe impiegare il doppio degli anni, esiste un problema di doppia velocità, questo è chiaro a tutti”. 

Per il capoluogo abruzzese, poi, il sindaco Pierluigi Biondi, che ha tenuto per sé la delega alla Ricostruzione, ha parlato più volte di istituire una task force con lo scopo di velocizzare i vari processi, un’idea condivisa dal direttore dell’Usrc.

“Io non vedrei male questa ipotesi per tutto ciò che ruota intorno alla ricostruzione pubblica; quella privata va più veloce e deve procedere in maniera più rapida, ma il metodo c’è, bisogna soltanto renderlo più efficace, anche nell’altro senso”, dichiara. 

Ma tra tutti i comuni ce ne sono alcuni che possono essere considerati degli esempi virtuosi. “Barisciano e Villa Sant’Angelo hanno superato il 50 per cento di ricostruzione e potrebbero arrivare a un buon 80 per cento entro il 2020-21, con un patrimonio edilizio ai massimi livelli di sicurezza”, sottolinea Esposito.

“Parliamo di due comuni molto danneggiati, eppure sono molto avanti nella ricostruzione. Questo secondo me è un segnale molto importante da dare: l’entità del danno non conta quando ci sono processi che funzionano, accompagnati dalla ferma volontà di ripartire e questo vale per tutti i territori colpiti dal terremoto”, conclude il direttore dell’Usrc.

LO STATO DELL'ARTE

Conclusi 55 piani di ricostruzione, con risorse programmate per 3,42 miliardi di euro, 138 progetti approvati per le opere pubbliche, per 50,4 milioni di euro, per l’edilizia scolastica i progetti approvati sono 90 con risorse pari a 88 milioni.

 I cantieri attivi nell’ambito della ricostruzione privata sono 1.500 e tra quelli chiusi e quelli aperti si parla di un importo di 1 miliardo 399 milioni concessi; le abitazioni tornate agibili sono 7 mila sulle 26 mila totali.

Ammontano, infine, a circa 6.400 i mandati di pagamento emessi a favore dei soggetti attuatori, per un valore di cassa pari a 681 milioni di euro.

A nove anni dalla notte del 6 aprile 2009, l'Usrc fornisce l’andamento di alcuni indicatori chiave per lo stato di avanzamento della ricostruzione.

“Al netto del problema della sovrapposizione dei due crateri, quello relativo al sisma del 2009 e quello relativo ai terremoti del 2016 e del 2017, contiamo di chiudere l'istruttoria delle pratiche relative alla ricostruzione privata nel biennio che va dal 2021 al 2023, in questo modo si può ipotizzare una previsione per i relativi cantieri in un lasso di tempo che si aggira tra il 2023 e il 2025”, spiega Esposito. 

La questione del “doppio cratere” è stata risolta soltanto lo scorso 30 marzo, data in cui è stata pubblicata l’ordinanza 51, firmata da Paola De Micheli, sottosegretario di Stato alla presidenza del Consiglio dei ministri e commissario straordinario alla ricostruzione delle aree colpite dal sisma e che stabilisce tutte le procedure da seguire nella ricostruzione, definendo anche i casi in cui bisogna apploicare o meno il principio del danno prevalente.

“Nell'ultimo anno abbiamo subito un rallentamento dovuto alla carenza di personale, in particolar modo negli uffici territoriali - precisa il direttore dell'Usrc - ma stiamo cercando di snellire ulteriormente i processi per velocizzare tutto l'iter”.

Il punto sullo stato di avanzamento fisico e finanziario comprende i 56 comuni del cratere, i 121 comuni “fuori cratere” e 189 soggetti attuatori complessivi accreditati.

RICOSTRUZIONE PRIVATA

In ambito ricostruzione privata, in termini finanziari ammonta a oltre 1,8 miliardi di euro l’importo complessivo ammesso a contributo per l’istruttoria delle pratiche dal 2009 ad oggi, rispetto alla stima totale di poco superiore ai 4 miliardi di euro.

Mantenendo questo  trend è quindi stimabile che entro il 2018 si arrivi a un impegno del 50 per cento della spesa prevista, con la proiezione di arrivare al 100 per cento tra il 2021 e il 2023, stando ai dati dell’Usrc.

I tempi hanno subito dal 2009 a oggi una serie di stop e rallentamenti, causati per lo più da lungaggini burocratiche e in tal senso l’Ufficio speciale chiede procedure che portino a un’accelerazione dei processi di ammissione a contributo.

Per quanto riguarda le singole unità abitative la stima di chiusura, che segue inevitabilmente il dato di ammissione a contributo delle singole pratiche, è proietta nel 2023-25. “Fuori cratere” i cantieri attivi sono 643 per un totale di contributi concessi di 326,5 milioni di euro; sono tornate ad essere agibili 1.533 abitazioni, sulle 3.610 totali.

RICOSTRUZIONE PUBBLICA

In ambito ricostruzione pubblica dei soli comuni del cratere, l’Usrc, al momento gestisce la delibera del Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe) 135/2015, che finanzia oltre 200 interventi di ricostruzione di competenza dei singoli comuni, con uno stanziamento di 126,5 milioni di euro per la riparazione di municipi, infrastrutture, reti, edilizia residenziale e cimiteri, in coerenza con i piani di ricostruzione approvati.

Di questi, a nove anni dal sisma, è stato approvato il finanziamento di 127 singoli interventi, per 45,7 milioni di euro e di questi 65 sono stati già ultimati, 32 sono in corso di completamento e i rimanenti in fase di affidamento lavori. Per rendere più rapido e razionale il processo di ricostruzione pubblica, che viaggia in modo più lento rispetto a quella privata, sono stati definiti i Piani per le sedi amministrative ed istituzionali che per la prima volta hanno interessato anche i comuni “fuori cratere”.

Sono stati trasferiti ai comuni per il pagamento dei lavori eseguiti oltre 24 milioni 826 mila euro. Tra i principali interventi ultimati: il Municipio di Civitella Casanova, in provincia di Pescara (876.895 euro); quello di Carapelle Calvisio, in provincia dell’Aquila (398.887,20 euro); Palazzo Cionni a Barete (1.400.000 euro) e il Municipio di Villa Sant’ Angelo (293.431,23 euro), entrambi in provincia dell’Aquila.

Per garantire la continuità della ricostruzione pubblica nelle aree colpite dal sisma del 2009 e per definire nuovi criteri per la programmazione, la delibera Cipe 48/2016 ha approvato un primo “Piano Stralcio”, che comprende interventi per un valore totale di 14.518.905 euro.

Tra questi: il completamento del Castello Piccolomini-casa comunale a Capestrano (L’Aquila)appaltato dal Provveditorato interregionale alle opere pubbliche per il Lazio, Abruzzo e Sardegna (554.970 euro); la programmazione, l’esecuzione e le analisi delle indagini geologiche, geotecniche e geofisiche e progettazione preliminare delle opere di messa in sicurezza delle cavità sotterranee nei comuni aquilani di Fagnano Alto, Barisciano, Navelli, Poggio Picenze e San Demetrio ne’ Vestini (2.163.498,78 euro); la ristrutturazione dell’ex Convento di Sant’Angelo d’Ocre, in provincia dell’Aquila (4.157.104 euro).

Per rendere più rapido e razionale il processo di ricostruzione pubblica, il decreto-legge 78 del 19 giugno 2015, convertito in legge il 6 agosto dello stesso anno ha introdotto programmi pluriennali delle opere pubbliche, da predisporre a cura dalle amministrazioni competenti per settore di intervento, con l’indicazione dei cronoprogrammi, il piano finanziario pluriennale e le specifiche linee di intervento.

EDILIZIA SCOLASTICA

Per quanto riguarda l’Edilizia Scolastica, il piano denominato “Scuole d’Abruzzo - il futuro in sicurezza” finalizzato alla messa in sicurezza del patrimonio scolastico danneggiato dagli eventi tellurici del 2009, i suddivide in 3 “Programmi Stralcio”, per una somma complessiva di oltre 226 milioni di euro, stanziati dal decreto legge 39 del 28 aprile 2009 e dalla delibera Cipe 47 del 2009.

A questi numeri bisogna sommare, poi, 150 scuole del terzo Stralcio e le competenze di alcune scuole presenti nel secondo, per altri 155 milioni di euro.  Ad oggi sono stati approvati 89 interventi per un valore di circa 90 milioni di euro, e oltre 40 cantieri sono già stati chiusi.

Alcune amministrazioni comunali, durante la fase iniziale di indagini e verifiche degli edifici scolastici esistenti, hanno richiesto e ottenuto altri fondi per la  predisposizione dei progetti di messa in sicurezza: ulteriori risorse, per circa 6 milioni di euro sono state assegnate dalla delibera Cipe 77 del 2015, insieme a uno stanziamento di altri 11,6 milioni di euro. In merito all’edilizia scolastica i soggetti beneficiari sono i Comuni aquilani di Pratola Peligna, Scoppito e Sulmona, per complessivi 6.237.211 euro.

Infine, in attuazione alla legge sui Programmi Pluriennali delle opere pubbliche, a fine dicembre 2017 è stato approvato il piano annuale 2018-2020 per l’edilizia scolastica che prevede l’assegnazione, tramite Cipe, di circa 35 milioni di euro per interventi di nuova costruzione, sostituzione edilizia, o di adeguamento sismico.

Tra gli ultimi cantieri conclusi nella provincia dell’Aquila: la scuola secondaria di primo grado “Vivenza” di Avezzano, con un intervento di sostituzione edilizia dell’ala sud ( 1.400.000 euro); la scuola primaria “Gabriele D’Annunzio” a Celano, con un intervento di nuova costruzione con delocalizzazione (4.250.000 euro di cui 1.250.000 dalla delibera Cipe 47/2009); la scuola primaria e secondaria di primo grado “Postiglione” nel Comune di Raiano con un intervento di sostituzione edilizia della scuola secondaria e accorpamento della scuola primaria (3.160.000 euro).

Infine, ammontano a circa 6 mila 400 i mandati di pagamento emessi a favore dei soggetti attuatori, per un valore di cassa che supera i 670 milioni di euro.



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