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L’AQUILA - Ricostruzione, zona franca, futuro per i giovani, tutela dell'ambiente, investimenti mirati, tessuto sociale da ripristinare e salvaguardare.
Sono questi gli argomenti che da ormai due anni tengono banco all'Aquila e che sono stati affrontati ieri sera all'Hotel Canadian nel corso dell'incontro con Luigi De Magistris, europarlamentare dell’Italia dei Valori e presidente della commissione Bilanci, fresco candidato alla carica di sindaco di Napoli con una lista civica.
Molti i politici e rappresentanti di associazioni cittadine intervenuti per fare il punto della situazione.
Ne è venuta fuori un'assemblea lunga e in alcuni tratti infuocata, segno che in città la necessità di dibattito è ancora fortissima.
Di fronte all'ex magistrato si sono succeduti diversi esponenti delle realtà economiche, culturali e sociali aquilane, a cominciare dal neo presidente della Camera di commercio, Lorenzo Santilli, che ha chiesto alle forze politiche “una maggiore chiarezza e serenità decisionale, vista la delicata situazione delle imprese del territorio”, prima di consegnare a De Magistris un documento redatto dal Comitato delle attività produttive che comprende una serie di soluzioni, “dalla zona franca al ripristino del credito di imposta, cose in buona parte previste nella legge di prefazione alle ordinanze. Tutte le forze politiche ne condividono i contenuti e le proposte - ha attaccato - ma nessuno si muove per metterle in pratica”.
Gli ha fatto eco Lelio De Santis, segretario provinciale Idv, il quale ha posto l'accento su una politica fino a oggi “non all'altezza della situazione”.
Per Francesco Laurini, presidente del Cna, “è importante affidare al sindaco pieni poteri, vista la condizione di emergenza, ed è bene che le banche facciano del loro meglio per garantire i fondi necessari all'attuazione dei progetti”.
Sul versante universitario si è espressa la docente Giuseppina Pitari, esponente dei comitati cittadini, “molto preoccupata per lo stato di continua incertezza e precarietà in cui sono costretti a vivere i nostri studenti. È assurdo - ha attaccato - che a fronte di un accordo con il ministro dell'Istruzione, Mariastella Gelmini, la quale ha promesso 16 milioni di euro di finanziamento per la costruzione di una nuova casa dello studente, non ci sia neanche un progetto”.
Insomma, niente alloggi pubblici e niente tutela sugli affitti, argomento quest'ultimo mai toccato sul serio. “L'Aquila - ha polemicamente affermato la Pitari - si reggeva anche sugli affitti in nero, posso affermare che non è cambiato niente”.
“Dobbiamo chiederci perché siamo fermi - ha detto il presidente dell'Ordine degli ingegneri, Paolo De Santis - È chiara la mancanza di una governance, senza non si va da nessuna parte. A De Magistris dico che va fatta una legge organica che garantisca fondi a lungo termine, altrimenti questo territorio si spopolerà definitivamente”.
Durissima l'analisi del segretario provinciale Uil-Fpl, Simone Tempesta. “Siamo arrivati a sette milioni di ore di cassa integrazione - ha tuonato - Dobbiamo difenderci da chi vuole traslocare i nostri uffici, la Regione deve occuparsi della mancanza di nuovi centri di aggregazione, vanno create le condizioni affinché nel nostro territorio si torni a investire. Senza dimenticare la restituzione delle tasse in dieci anni, come del resto è stata garantita ai cittadini delle Marche e dell'Umbria”.
Franco Salvati di Legambiente ha parlato di un mondo “completamente impazzito. In un territorio e in un centro storico da riqualificare - ha affermato - vanno ricercati gli interessi comuni, non è possibile consentire ad esempio la costruzione di un auditorium firmato Renzo Piano in un posto in cui una struttura del genere non andrebbe affatto costruita. Progettualità e azioni comuni, e soprattutto un nuovo Piano regolatore”.
Eugenio Carlomagno, presidente dell'Accademia di Belle Arti, si è chiesto come si possa uscire dalla “situazione precaria in cui versa il mondo culturale aquilano”.
“C'è anche un problema di gestione complessiva - ha aggiunto - dalla gestione degli sfollati, al puntellamento di edifici da abbattere, all'abusivismo, al totale abbandono della cultura. Il Comune, poi, deve cambiare marcia. Se ci sono i finanziamenti, il sindaco ha assicurato che ci sono, L'Aquila va ricostruita anche in termini sociali”.
Ha puntato il dito contro il governatore, Gianni Chiodi, il segretario provinciale Cgil, Umberto Trasatti. “Il presidente della Regione - ha sbottato - ha fallito come portavoce nel rapporto con il governo, non ha battuto i pugni sul tavolo quando era il caso di farlo. È fondamentale ritornare ai poteri ordinari e alle comunità locali, il commissariamento non va”.
“Questa sera ho sentito parlare la futura classe dirigente di questa città, perché non vi presentate alle elezioni? - ha suggerito il capogruppo Idv in Regione Carlo Costantini - Da pescarese vi dico che il futuro è nelle vostre mani, le cifre che verranno spese nei prossimi anni parlano chiaro, 24 miliardi di euro è un numero che in Abruzzo non si sente da trent'anni”.
L'avvocato Andrea Filippi De Santis, nel drammatico ruolo di rappresentante dell'Associazione “309 martiri aquilani” e dell'associazione “Orfani del 6 aprile”, avendo perduto la madre nel sisma, si sta occupando dei bambini rimasti senza sostentamento.
“Si tratta - ha spiegato - di bambini che hanno perso uno o entrambi i genitori e che sono stati adottati, ma che non ricevono alcun aiuto da parte dello Stato. A volte si tratta di persone mature che in qualche maniera cercano di tirare avanti”.
E sull'improvvisa, ma non certo anomala, impennata del numero di separazioni a seguito del terremoto, Filippi De Santis ha le idee chiare.
“Si sta disgregando la città - ha lanciato l’allarme - a partire dalla famiglia, è un fenomeno sotto gli occhi di tutti. Non solo. Ho due bambine che presto saranno grandicelle, dovrò capire se è il caso di farle restare in città e vederle passare il sabato e la domenica in un centro commerciale”.
Ha puntato il dito contro i mezzi di informazione e contro chi non si occupa della ricostruzione del tessuto sociale Ezio Bianchi, rappresentante dell'assemblea cittadina. “Nessuno - ha sottolineato - si domanda come stanno le persone di questa città. Manca completamente l'informazione e mancano progetti rivolti al sociale che guardino all'Aquila tra dieci anni. Potremmo finire come in certe zone del Molise, con le case ricostruite e la totale assenza di bambini, quindi di futuro”. (r.s.)
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02 Marzo 2011 - 10:37 - © RIPRODUZIONE RISERVATA
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