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RICOSTRUZIONE: COSTI FILIERA, SCONTRO COSTANTINI-CHIODI

Pubblicazione: 17 gennaio 2012 alle ore 15:25

Carlo Costantini

L'AQUILA - "Le notizie che trapelano sui costi sostenuti per il personale di Fintecna e Patrimonio dello Stato spa, ovvero le società che costituiscono il primo gradino della farraginosa filiera della ricostruzione, sono clamorose e richiedono le doverose conferme o smentite".

È questa la denuncia del capogruppo regionale dell'Italia dei valori, Carlo Costantini, che parla di costi stellari in relazione alla retribuzione del personale di Fintecna e di Patrimonio dello Stato spa, che "dagli uscieri ai dirigenti, costerebbero complessivamente intorno a 3 milioni di euro l’anno".

Tempestiva la risposta del commissario delegato per la ricostruzione, Gianni Chiodi, che in una nota ha chiarito che "non compete alle strutture commissariali retribuire il personale di Fintecna, di Reluis né tantomeno di Cineas". Il commissario ha poi spiegato che i controlli posti in essere dalla cosiddetta 'filiera' hanno permesso di recuperare 212,5 milioni di euro, relativi a importi richiesti ma considerati non dovuti.

COSTANTINI: "USCIERI PAGATI 60 MILA EURO"

"Le notizie che trapelano sui costi sostenuti per il personale di Fintecna e Patrimonio dello Stato spa, ovvero le società che costituiscono il primo gradino della farraginosa filiera della ricostruzione, sono clamorose e richiedono le doverose conferme o smentite".

È questa la denuncia del capogruppo regionale dell'Italia dei valori, Carlo Costantini.

"Fino a oggi erano note le inefficienze e le difficoltà arrecate ai cittadini e alle già problematiche prospettive di ricostruzione. Ora apprendo, invece - rivela Costantini - anche di uscieri che si spostano da Roma, al costo di 60 mila euro l’anno, oltre a 156 euro al giorno per la trasferta, impiegati e personale in genere che, sempre provenienti da Roma, costano alla ricostruzione aquilana una media di circa 120 mila euro l’anno per lavoratore".

"Il tutto - precisa l'esponente dipietrista - per svolgere mansioni che, nella stragrande maggioranza dei casi, non implicano nessuna competenza tecnica o scientifica particolare".

"Se questi numeri fossero confermati dal commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi, al quale chiediamo, in una nostra interrogazione urgente, di renderne conto - aggiunge Costantini - i circa 25 lavoratori di Fintecna e di Patrimonio dello Stato spa, dagli uscieri ai dirigenti, costerebbero complessivamente intorno a 3 milioni di euro l’anno".

"Con una simile somma si potrebbe garantire il lavoro a oltre 100 aquilani, che in quanto residenti non graverebbero per gli ingenti costi della trasferta e avrebbero, inoltre, motivazioni maggiori a garantire un rapido processo di ricostruzione cittadina. E questa, sempre se confermata - conclude Costantini - potrebbe essere un'ulteriore dimostrazione di quali e quanti errori abbiano contraddistinto le scelte degli ultimi anni sulla gestione del post-terremoto".

CHIODI: "NON SPETTA A STRUTTURE COMMISSARIALI RETRIBUIRE FINTECNA"

"Non compete alle strutture commissariali retribuire il personale di Fintecna, di Reluis né tantomeno di Cineas".

È la risposta del commissario delegato per la ricostruzione, Gianni Chiodi, al consigliere regionale, Carlo Costantini.

"I soggetti della cosiddetta filiera - si legge nella nota - hanno stipulato con Guido Bertolaso, allora commissario per la ricostruzione, una convenzione che prevede un corrispettivo 'a corpo'".

Tali convenzioni sono state prorogate successivamente dal commissario Chiodi, confermando la medesima modalità.

"Ciò che mi interessa - continua Chiodi - è comunque la validità dei controlli posti in essere dalla cosiddetta 'filiera'. Basti pensare che, dai dati di gennaio di quest’anno, l’attività di Cineas (che effettua controlli di natura economica sulle pratiche presentate), contro un costo complessivo di 4,4 milioni, ha consentito di recuperare 212,5 milioni di euro, relativi a importi richiesti ma considerati non dovuti".

"Se Costantini - conclude Chiodi - dovesse continuare a ritenere che, nonostante i dati appena illustrati, la filiera sia da considerare ‘spendacciona’ e ‘lenta’, sarebbe questione assai curiosa detta da un esponente di un partito sedicente difensore della moralità".


 



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