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MANAGER ASL L'AQUILA INTERVIENE SU OFFENSIVA LEGALE CHE APRE BUCHI MILIONARI IN SANITA' ABRUZZO, DOPO RIDUZIONE COMPENSO EXTRA RIDOTTO NEL 2006 DA DEL TURCO

RICORSI MEDICI FAMIGLIA: TESTA, 'INDICAZIONE REGIONE AD ASL E' ANDARE IN CASSAZIONE''

Pubblicazione: 14 novembre 2019 alle ore 08:43

L'AQUILA - "E' un eredità del passato, che dobbiamo gestire. per ora l’indicazione data alle Asl è quella di fare appello in Cassazione ai giudizi sfavorevoli”.

Così il direttore della Asl Avezzano, Sulmona, L’Aquila, Roberto Testa, interpellato da Abruzzoweb, entra nel merito della vicenda dei ricorsi di oltre 200 medici di famiglia, numero destinato ad aumentare, che stanno avendo ragione, nei tribunali civili di tutto l'Abruzzo, contro la riduzione unilaterale da parte della Regione, della loro contribuzione per prestazioni extra, che si somma allo stipendio previsto dal contratto nazionale. Contribuzione che era stata fissata dalla Regione nel 2006, quando era presidente Ottaviano Del Turco, a 18 euro annui per ciascun paziente, poi ridotta, sempre da Del Turco, nel 2008, con la delibera di giunta 592, a 14 euro. Una vertenza che ha parto già buchi potenzialmente milionari nelle casse non certo floride della Sanità abruzzese, visto che medici di famiglia, assistiti in molti casi dai legali dei sindacati di categoria, a cominciare dal Fimmg, stanno ottenendo, con sentenze di primo grado e secondo grado, rimborsi medi di 20 mila euro, con punte di 50 mila euro.

Per di più le cause finora intentate riguardano periodi antecedenti al 31 dicembre 2016. Altrettante arriveranno a breve, per i periodi successivi fino al 2019. Le quattro Asl, per di più, hanno avuto l'indicazione dalla Regione, sia con il centrodestra di Gianni Chiodi e il centrosinistra di Luciano D'Alfonso, e ora con il centrodestra di Marco Marsilio - tutti eredi dell'esplosiva vicenda -, di appellarsi in Cassazione alle sentenze sfavorevoli.

Ed il rischio dunque, sostengono i medici di famiglia e i sindacati, è di dover scucire ancora più soldi, dei cittadini contribuenti, per pagare spese legali che inevitabilmente lieviteranno, e con scarsissima possibilità di ribaltare le sentenze di primo e secondo grado.

Il manager Testa, che si è insediato ad agosto, non fa però che confermare questa linea d’azione.

"Ci sono stati due gradi di giudizio, ma la sentenza è definitiva al terzo grado di giudizio, la partita è aperta. Ripeto, queste sono le indicazione date alle aziende sanitarie, e a questo ci atteniamo".

Ma poi aggiunge, “sulla vicenda c’è massima attenzione, e va risolta anche in fase di programmazione”.

Tradotto: disinnescare per il futuro il contenzioso, come del resto auspicato dai sindacati. "Il nuovo contratto nazionale detterà nuove regole, e condizione e andrà modificato anche il contratto integrativo regionale”, conclude Testa.



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