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RICORSI MEDICI FAMIGLIA: SUMMIT IN REGIONE CON VERI' PER LIMITARE DANNI

Pubblicazione: 16 novembre 2019 alle ore 07:00

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L'AQUILA - Trovare una via d'uscita, la meno dolorosa possibile per le casse della Regione Abruzzo, nella vicenda dei risarcimenti milionari a medici di famiglia e pediatri. Questo obiettivo della riunione convocata per il 5 dicembre dal direttore facente funzioni del dipartimento Salute e welfare, Giuseppe Bucciarelli, che ha preso il posto dello scomparso Roberto Fagnano.

Alla riunione prenderanno parte l'assessore alla Salute, Nicoletta Verì, e dirigenti territoriali delle quattro Asl abruzzesi.

Non c'è del resto da perdere: oltre 200 medici di famiglia, numero destinato ad aumentare, stanno avendo ragione, nei tribunali civili di tutto l'Abruzzo, contro la riduzione unilaterale da parte della Regione, della loro contribuzione per prestazioni extra, che si somma allo stipendio previsto dal contratto nazionale.

Contribuzione che era stata fissata dalla Regione nel 2006, quando era presidente Ottaviano Del Turco, a 18 euro annui per ciascun paziente, poi ridotta, sempre da Del Turco, nel 2008, con la delibera di giunta 592, a 14 euro.

Una vertenza che ha aperto già buchi potenzialmente milionari nelle casse non certo floride della Sanità abruzzese, visto che medici di famiglia, assistiti in molti casi dai legali dei sindacati di categoria, a cominciare dal Fimmg, stanno ottenendo, con sentenze di primo grado e secondo grado, rimborsi medi di 20 mila euro, con punte di 50 mila euro.

Azioni legali simili stanno intentando anche i pediatri, visto che anche a loro nel 2006 e stato tagliato il compenso extra. Per di più le cause finora intentate riguardano periodi antecedenti al 31 dicembre 2016. Altrettante arriveranno a breve, per i periodi successivi fino al 2019. Le quattro Asl, per di più, hanno avuto l'indicazione dalla Regione, sia con il centrodestra di Gianni Chiodi e il centrosinistra di Luciano D'Alfonso, e ora con il centrodestra di Marco Marsilio - tutti eredi dell'esplosiva vicenda -, di appellarsi in Cassazione alle sentenze sfavorevoli.

Ed il rischio dunque, sostengono i medici di famiglia e i sindacati, è di dover scucire ancora più soldi, dei cittadini contribuenti, per pagare spese legali che inevitabilmente lieviteranno, e con scarsissima possibilità di ribaltare le sentenze di primo e secondo grado. Sia i sindacati, sia il direttore generale della Asl provinciale aquilana, Roberto Testa, auspicano di disinnescare per il futuro il contenzioso: Il nuovo contratto nazionale, che andrà a breve rinnovato, detterà nuove regole e andrà modificato anche il contratto integrativo regionale.



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