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GRANDI MANOVRE NEL CENTRODESTRA ABRUZZESE: FEBBO ALLA LEGA 'VIA' ZAIA. RIVOLUZIONE INNESCATA DA CASO GATTI. PAGANO A ITALIA VIVA? INDISCREZIONI SMENTITE MA GRANDI MANOVRE SONO IN PIENO SVOLGIMENTO

REGIONE: VIA A RISIKO, SPARISCE FORZA ITALIA,
SOSPIRI E D'ANNUNTIIS VERSO FDI

Pubblicazione: 11 dicembre 2019 alle ore 08:03

Lorenzo Sospiri

L’AQUILA - Il caso Paolo Gatti, la super nomina dell’ex “mister 10 mila voti” teramano a giudice non togato della sezione regionale di controllo della Corte dei Conti regionale, potrebbe dare la stura a un domino politico in grado di provocare un mezzo terremoto politico, non solo in Regione.

Un piano che vede Fdi fare la parte del leone e rafforzarsi decisamente con il passaggio di un pezzo da novanta, tra cui il presidente del Consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, di Forza Italia, uomo forte della politica abruzzese.

Nonostante sulla designazione che ha provocato una spaccatura in seno alla maggioranza e la dura reazione delle opposizioni di centrosinistra e del M5S, da ieri si attenda il pronunciamento dei burocrati regionali, in particolare sulla legittimità dell’atto firmato da Sospiri, emerge che lo stesso capo del Parlamentino abruzzese avrebbe firmato il decreto pro-Gatti, voluto fortemente dal governatore, Marco Marsilio, di Fratelli d’Italia, (che dovrà passare al vaglio della presidenza della Repubblica), per “meritare” l’approdo a Fratelli d’Italia e una possibile candidatura in Parlamento.

Anche se sulle indiscrezioni arrivano smentite ufficiali. Pur non essendoci certezze su una rivoluzione che avrebbe significati clamorosi, le grandi manovre sono in corso da tempo e si fondano tra le altre cose sulla condizione che Sospiri rimanga alla presidenza del Consiglio che sta gestendo egregiamente secondo molti il prestigioso incarico: e in tal senso, si sarebbe già chiusa una intesa con la Lega, azionista di maggioranza della coalizione di centrodestra, in questi giorni non proprio in grande assonanza con gli alleati, che sarebbe disposta a digerire che nella Regione in cui lo scorso 10 febbraio ha conquistato il 27,5 per cento dei consensi (con 10 consiglieri su 18 e 4 assessori su 6), ci siano presidente di Giunta e di Consiglio meloniani. In sostanza, si sarebbero create le condizioni perché il partito della Meloni punti al bottino grosso, approfittando tra le altre cose del clima di disfacimento che si respira in Forza Italia che, addirittura, in un sol colpo potrebbe sparire dal Parlamentino abruzzese.

Come? È in questa ottica che pare in odore di passaggio anche l’attuale sottosegretario alla presidenza della giunta con delega ai Trasporti, Umberto D’Annuntiis, eletto tra gli azzurri, che avendo un ottimo rapporto con il governatore, vuole raggiungerlo nella stessa casa politica. Per l’altro assessore forzista, quello alle Attività produttive, Mauro Febbo, si parla di un abboccamento della Lega, favorito dai rapporti personali che Febbo avrebbe con il governatore del Veneto, Luca Zaia, con il quale ha da tempo una frequentazione che coinvolge le famiglie.

Lo svuotamento di Forza Italia sarebbe completato, secondo indiscrezioni, dall’addio dello storico coordinatore azzurro, Nazario Pagano, che guarderebbe addirittura a “Italia Viva” di Matteo Renzi. Come sarebbe stata convinta la Lega? Se un quadro simile dovesse materializzarsi, ci sarebbe uno stravolgimento degli equilibri anche nei posti di potere.

D’Annuntiis potrebbe cedere il sottosegretariato per avere la presidenza di una commissione: il suo posto sarebbe preso da un salviniano che rafforzerebbe la presenza leghista nell’esecutivo anche se per questa figura non è prevista la surroga con le dimissioni momentanee (fino a quando manterrà la carica) dell’assessore aggiunto e l’ingresso del primo dei non eletti in consiglio regionale.

Con questa operazione, la Lega avrebbe un altro consigliere, visto che al posto di Febbo rimarrà Daniele D’Amario, eletto in Fi nella provincia di Chieti.

Ma nel contesto avrebbe 5 assessori su 6 nell’esecutivo. Il risiko favorirebbe la conferma di Sospiri alla presidenza dell’assise regionale - con la stranezza di una linea presidente-governatore dello stesso colore. Una anomalia che nella litigiosa maggioranza hanno ben presente visto l’asse di potere che fin dai primi giorni della consiliatura si è instaurato.



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