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DECISIONE GIUDICI AMMINISTRATIVI DOPO 4 ORE CAMERA DI CONSIGLIO; ESULTA M5S, ''LEGGE ELETTORALE CHIARA, SIAMO NOI PRIMA FORZA DI OPPOSIZIONE''

REGIONE: TAR RIGETTA RICORSI IAMPIERI, BELLISARIO, BERARDINETTI E CENTROSINISTRA

Pubblicazione: 08 maggio 2019 alle ore 19:50

L'AQUILA - Nessun terremoto nel consiglio regionale d'Abruzzo uscito dal voto del 10 febbraio: il Tribunale amministrativo regionale (Tar) dell'Aquila ha oggi rigettato, dopo quattro ore di camera di consiglio, i ricorsi dei candidati non eletti alle elezioni regionali del 10 febbraio, Emilio Iampieri, ex consigliere regionale di Forza Italia, Gianni Bellisario, sindaco di Perano (Chieti), di Azione Politica, e di Lorenzo Berardinetti, sindaco di Sante Marie (L'Aquila) ed ex assessore ai lavori pubblici, anche lui non rieletto.

Rigettati anche i ricorsi del centrosinistra per l'attribuzione di soli sei seggi contro i sette del Movimento 5 stelle, arrivato però terzo. E infine di Lucia Ottavi, candidata di Forza Italia nella provincia dell'Aquila.

I ricorrenti, in particolare Iampieri e Bellisario,da quanto si apprende, hanno deciso di prendersi una pausa di riflessione, prima di decidere di ricorrere al Consiglio di Stato .

Iampieri ha ottenuto nella tornata elettorale 4.173 voti nel collegio dell'Aquila, Bellisario 1.753 voti, nel collegio di Chieti, insufficienti in entrambi i casi per entrare a palazzo dell'Emicliclo. 

Al Tar avevano chiesto una diversa attribuzione dei seggi nell'assemblea regionale: in caso di accoglimento, il primo sarebbe entrato all'Emiciclo, al posto del collega di partito, l'assessore alle Attività produttive e Turismo Mauro Febbo (5.553 voti), eletto in provincia di Chieti, il secondo al posto del vicepresidente del Consiglio Roberto Santangelo (2.645 voti), di Azione politica, eletto in provincia dell'Aquila.

L’avvocato Massimo Cirulli, legale rappresentante dell’assessore Febbo, ha però depositato una memoria con l’obiettivo di smontare il ricorso presentato dagli esclusi, e che definisce fondato il verbale dell’Ufficio centrale regionale.

Interessata alla partita anche la candidata di Forza Italia Lucia Ottavi,  che ha preso nella circoscrizione dell'Aquila 2.118 voti: in caso fosse stato accolto il ricorso di Iampieri, sarebbe stata lei a subentrare al posto di Daniele D’Amario, 2.253 voti, primo dei non eletti di Fi in provincia di Chieti, entrato  all'Emiciclo come "consigliere supplente" di Febbo.

Discorso a parte per la contestazione di legittimità costituzionale sollevata da Giovanni Legnini, candidato presidente del centrosinistra, che, già all’indomani della sconfitta elettorale, aveva sollevato dubbi sull’attribuzione dei seggi, in quota opposizione: sette per il M5S, arrivato terzo, e solo sei alla coalizione a supporto dello stesso Legnini, formata da diverse liste che non hanno raggiunto il quorum per eleggere più rappresentanti, essendo l’attribuzione riferita alle liste e non alla coalizione. 

Esulta, appresa la notizia del respingimento del ricorso il capogruppo M5s Sara Marcozzi: "Siamo la prima forza politica di opposizione in Regione Abruzzo. Lo sapevamo, lo hanno deciso i cittadini il 10 febbraio sulla base di leggi vigenti, oggi lo ha sancito anche il Tar"

A presentare il ricorso i quattro candidati che avrebbero avuto possibilità di subentrare in caso di accoglimento: Luciano D'Amico, ex rettore dell'università di Teramo candidato con la lista Legnini presidente, Donato Di Matteo, ex assessore regionale candidato della lista Abruzzo Insieme, Pierpaolo Pietrucci, ex consigliere regionale candidato con il Partito democratico e Franco Caramanico, ex assessore regionale candidato con Progressisti-Liberi e uguali.

In caso di accoglimento del ricorso sarebbero dovuti uscire due dei rappresentanti dei Cinque stelle: Barbara Stella eletta in provincia di Pescara, Francesco Taglieri in quella di Chieti, Marco Cipolletti in provincia di Teramo e Giorgio Fedele in provincia dell'Aquila.

Nel centro sinistra ha fatto infine ricorso Lorenzo Berardinetti, sindaco di Sante Marie (L'Aquila) ed ex assessore ai lavori pubblici, che si è ricandidato con la lista Abruzzo in comune a sostegno di Legnini. Nel collegio dell'Aquila Berardinetti ha preso 3.083 preferenze, ma per Abruzzo in comune è stato eletto nel collegio di Teramo solo l'ex capogruppo del Partito democratico Sandro Mariani, con 4.109 voti, ora unico esponente in consiglio, che in caso di accoglimento avrebbe dovuto cedere il posto a Berardinetti. Un giro di valzer che avrebbe avuto effetti dirompenti sia nella maggioranza, sia nell'opposizione. 



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