I DUE ASSESSORI TORNANO SULL'AVENTINO: 'LA GIUNTA VA AZZERATA E POI
SERVE UNA SVOLTA VERA'; PAOLUCCI, 'PRENDIAMO ATTO, PRONTI A CONFRONTO'

REGIONE: GIUNTA D'ALFONSO PERDE PEZZI,
DI MATTEO E GEROSOLIMO SI DIMETTONO

Pubblicazione: 13 marzo 2018 alle ore 18:00

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L'AQUILA - L'onda lunga del tracollo del centrosinistra abruzzese alle elezioni politiche del 4 marzo, investe in pieno la maggioranza in Regione Abruzzo: l’assessore ai Lavori pubblici Donato Di Matteo, ex Partito democratico ora Regione Facile, e l’assessore al lavoro Andrea Gerosolimo, di Abruzzo civico, hanno oggi infatti inviato una lettera in cui rimettono la loro carica al presidente della Regione e neosenatore del Partito democratico Luciano D’Alfonso.

Invitandolo contestualmente "ad azzerare l’intera giunta" e ad "avviare una fase che possa portarci a comprendere se ha ancora senso andare avanti, e in caso di risposta affermativa, con quali tempi e modalità". Non si trattano insomma di dimissioni irrevocabili, vista che viene lasciata aperta uno spiraglio.

Non si fa attendere la replica dell'assessore dem alla Sanità Silvio Paolucci: "Prendiamo atto delle decisioni degli assessori Gerosolimo e Di Matteo. E’ chiaro che il voto del 4 marzo richiede un’analisi approfondita per concordare cosa è necessario fare, senza escludere alcuna soluzione", aprendo insomma la porta al dialogo.

"Irricevibile" invece la richiesta di azzeramento della Giunta  per il segretario regionale del Partito democratico Marco Rapino e per Camillo D’Alessandro, coordinatore della maggioranza di centrosinistra in Consiglio regionale, e neo parlamentare.

Sia Gerosolimo che Di Matteo, affiancati dal consigliere di Abruzzo civico Mario Olivieri, presidente della commissione Sanità e in una prima occasione dal consigliere Pd Luciano Monticelli, poi tornato nei ranghi, avevano già portato sull'orlo della crisi la maggioranza del centrosinistra, in dissenso con "l'accentramento del potere da parte del presidente, e lo scarso coinvolgimento nelle scelte", in particolare  sulla sanità e le aree interne. La crisi più dirompente è rientrata solo con la nomina di Gerosolimo ad assessore.

La disfatta elettorale ha ora riportato Di Matteo e Gerosolimo sull'Aventino.

I numeri in aula per la maggioranza a questo punto sono sempre più in bilico, perché Di Matteo, Gerosolimo e Olivieri, non sono i soli ad avere più di un mal di pancia.

Le opposizioni del centrodestra e del Movimento 5 stelle intanto chiedono con insistenza le dimissioni immediate del presidente D'Alfonso, per tornare alle urne il prima possibile, senza attendere la definitiva formalizzazione da parte del Parlamento della sua elezione a senatore. E sono pronti allo scontro frontale, quando il consiglio regionale, dopo due mesi di sosta causa elezioni, tornerà a riunirsi.

Con buona pace del presidente del Consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio, che ha invitato tutti "ad abbassare i toni", e ad utilizare proficuamente questi ultimi mesi di legislatura.

Quelle di Di Matteo e Gerosolimo non sono però dimissioni irrevocabili, come si può evincere dalla lettera pubblicata integralmente qui di seguito; è piuttosto l'ennesima richiesta di una svolta nell'azione del governo regionale, seppure oramai nell'ultimo scampolo di legislatura. 

Nella lettera si chiede di predendere coscienza che "è fallita l'azione intrapresa sulla sanità, sul riequilibrio dei territori, sull'utilizzo dei fondi strutturali, sulla riorganizzazione delle società partecipate e sulle tematiche ambientali".

Partendo dall'amara constatazione che il centrosinistra ha perso, rispetto alle elezioni Regionali del 2014, "la fiducia di circa 18 mila abruzzesi".

Le avvisaglie dello strappo c'erano però già tutte. Gerosolimo in campagna elettorale, nella sua valle Peligna, è stato totalmente silente e defilato.

Di Matteo poi si è era scontrato duramente sia in occasione della composizione delle liste dei candidati, sia all'indomani del voto. E ha abbandonato  a febbraio il gruppo del Pd per aderire nella civica Regione facile.

E' stato il primo a chiedere conto a D'Alfonso del pessimo risultato elettorale, a scrutini non conclusi, invitandolo a dimettersi da presidente, "per lanciare un segnale di serietà dopo la sconfitta, dando dimostrazione di umiltà e di coerenza di fronte a questi risultati".

Dicendo senza mezzi termini che "questo è il risultato figlio di chi ha governato con arroganza la Regione".

Proprio questa mattina è tornato alla carica anche Olivieri, il terzo dei cosiddetti "ribelli" del centrosinistra, che ha  addebitato la sconfitta  "alla superficiale, personalistica e supponente gestione della politica regionale, da parte di alcuni componenti della squadra targata Partito democratico".

Aggiungendo che a livello regionale, così come è accaduto a livello nazionale, "il Pd avrebbe dovuto fare un'autocritica puntuale, e una presa d’atto degli errori a valanga, commessi nel corso di questi anni, attraverso le dimissioni di quanti, segretari di partito, assessori, direttori di Asl e di altri Enti strumentali, che hanno sempre gestito in maniera personalistica e fallimentare le risorse pubbliche". Osservando amareggiato che invece "fino ad oggi niente, come se nulla fosse accaduto".

LA LETTERA DI DIMISSIONI

"All'indomani della consultazione elettorale - esordiscono i due assessori dimissionari nella lettera rivolti al presidente - ci sentiamo in dovere di rappresentarti alcune considerazioni in merito agii scenari futuri. Le elezioni rappresentano certamente il momento di massima espressione della democrazia, in ossequio a quel principio di sovranità che appartiene solo ed esclusivamente al popolo".

“Il 4 marzo - proseguono Di Matteo e Gerosolimo - ha rappresentato per l’Italia e per l'Abruzzo un passaggio fondamentale per le speranze e le aspettative della collettività e tutti noi abbiamo il dovere di ascoltare e di comprendere tutto quello che attraverso il voto, il popolo ha voluto esprimere. Ora più che mai torna attuale la riflessione morotea dell'annunciarsi di "tempi nuovi, che avanzano in fretta come non mai'. Tocca a noi cogliere questo particolare periodo storico per orientarci in una fase di profondi cambiamenti che non ci devono spaventare ma che, al contrario, ci devono dare lo stimolo per aprire nuovi confronti, nuove competizioni, e nuovi modi di intendere ed affrontare l'amministrazione della cosa pubblica".

"In tal senso  - entrano nel vivo Di Matteo e Gerosolimo - abbiamo il dovere morale di riconoscere lo scollamento che si è creato tra noi e la gran parte dei cittadini abruzzesi. Siamo passati dall'altissimo gradimento, ricevuto in occasione delle elezioni regionali del 2014, al deludente risultato delle ultime elezioni politiche. Sappiamo bene che tanti sono i fattori di questa consistente flessione. Alcuni sono da ricercare nello scenario nazionale e internazionale, ma il dato della nostra regione è inequivocabile, ed i sui contorni ci appaiono per la loro disarmante crudezza. Bisogna prendere atto che abbiamo perso la fiducia di circa 18 mila abruzzesi".

Questi numeri per i due assessori dimissionari, "non possono che imporci una seria e profonda riflessione su quella che è stata l'azione politica dell'attuale giunte regionale. Pertanto siamo pronti ad assumerci per primi le nostre responsabilità rimettendo ciascuno nelle tue mani il ruolo di assessore ed invitandoti, contestualmente a procedere con l’azzeramento della Giunta, e con il contestuale avvio di una fase che possa portarci a comprendere se ha ancora senso andare avanti e, in caso, di risposta affermativa, con quali termini e modalità".

"Certamente abbiamo fallito nell'affrontare temi importanti e strategici per la nostra regione - incalzano Di Matteo e Gerosolimo  -  l'azione intrapresa sulla sanità, sul riequilibrio dei territori, sull'utilizzo dei fondi strutturali, sulla riorganizzazione delle società partecipate e sulle tematiche ambientali, ad esempio, è sicuramente apparsa poco coraggiosa e poco rappresentativa delle istanze e dei sentimenti degli abruzzesi".

"Siamo certi che la Tua profonda sensibilità di uomo e di politico Ti farà prendere atto delle nostre ragioni, e Ti porterà a dare il via libera ad un'azione chiaramente caratterizzata da discontinuità e da profondo amore per la nostra regione", concludono Gerosolimo e Di Matteo.

LE REAZIONI

RAPINO E D'ALESSANDRO: ''PERCHE' MAI AZZERARE LA GIUNTA?''

“La richiesta di azzeramento della Giunta è irricevibile, sia sul piano istituzionale che sul piano politico - dichiara Rapino - La discussione interna alla maggioranza è necessaria e nelle prossime ore incontreremo i nostri alleati. Se il passaggio di rimettere il mandato è un passo per discutere il rilancio dell’azione di governo siamo disponibili ad un confronto vero. Il Pd ritiene che, prima della politica, prevalga il dovere di governare rispettando il mandato dei nostri elettori”, dichiarano il segretario regionale del Partito democratico Abruzzo Marco Rapino e Camillo D’Alessandro, coordinatore della maggioranza di centrosinistra in consiglio regionale.

“Trovo singolare la richiesta di azzeramento della giunta - dichiara D'Alessandro - Mi chiedo cosa ci entrino la Giunta e il lavoro che c’è da fare con posizioni che hanno il sapore del mettere le mani avanti, come se il consenso o il dissenso nei confronti dell’esecutivo regionale non li riguardasse direttamente, non riguardasse due componenti della giunta. Al di là della singolarità, è straordinario il tempismo. Invito i due assessori ad essere all’altezza dei momenti che in politica si vivono, quando si vince, ma soprattutto quando ci sono le difficoltà. Che, in ogni caso, riguardano tutti, compresi loro". 

FEBBO: ''E' FINTA FINALMENTE L'ERA D'ALFONSO''

 "Che la Giunta D'Alfonso fosse arrivato al capolinea lo avevamo capito da tempo. Quello che non potevamo mai immaginare è invece questa frantumazione immediata dell'esecutivo dove viene scaricato completamente ed in maniera brutale il Presidente all'indomani di queste elezioni Politiche. Il governo regionale da oggi è tecnicamente finito".

Questo il commento del consigliere regionale di Forza Italia Mauro Febbo sulle dimissioni deglli assessori Andrea Gerosolimo e Donato Di Matteo dalla giunta regionale di centrosinistra di Luciano D'Alfonso.

"Si è conclusa definitivamente il ciclo di D'Alfonso. Il centrosinistra ha fallito. Con senso di responsabilità si dia immediatamente la voce agli abruzzesi per ridare una dignità politica all'Abruzzo ed un Governo capace di governare. Il centrodestra è già pronto", aggiunge Febbo.



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