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REGIONE: ASSISTENZA GIOVANI AUTISTICI, ACCUSE DA ASSOCIAZIONI

Pubblicazione: 17 novembre 2011 alle ore 08:39

L'AQUILA - "Nonostante il solenne impegno assunto all’unanimità dal Consiglio Regionale il 20 settembre scorso, quando con enfasi è stato annunciato alla stampa l’imminente varo di una Legge Regionale per l’accreditamento provvisorio delle strutture che erogano servizi essenziali assistenza LEA per bambini e ragazzi affetti da specifiche patologie (in particolare Centro Primavera di Scerne di Pineto, Centro Piccolo Principe di Pescara, e Fondazione Il Cireneo di Vasto, Lanciano e L’Aquila - strutture che seguono rispettivamente vittime di gravi abusi,  e persone con autismo), riscontriamo con grande preoccupazione che nessuna concreta iniziativa è stata ancora assunta dai competenti uffici della Regione".

E' quanto si legge in una nota a firma della fondazione "Il Cireneo Onlus per l’autismo" (Vasto, Vasto Marina, Lanciano e L’Aquila), e delle associazioni "Centro Primavera" (Scerne di Pineto, Teramo) e CEIS – Centro Piccolo Principe (Pescara).

"Al contrario, si sostiene da più parti che la volontà unanime del Consiglio Regionale non avrebbe di fatto alcun valore né vincolerebbe in alcun modo gli organi tecnici.  Un modo come un altro per rinviare ancora una volta la soluzione dei problemi e continuare a trasformare i giovani assistiti e le loro famiglie in strumenti di contrattazione politica".

"Riteniamo che questo è semplicemente inaccettabile e che gli organi tecnici e politici devono oggi assumere fino in fondo le proprie responsabilità. Troppo facile chiudere oggi le porte dell’accreditamento provvisorio a strutture serie, certificate ed erogatrici di servizi reali a centinaia di persone, in attività per conto del Servizio sanitario regionale da almeno 15 anni, quando fino a ieri gli stessi uffici e gli stessi politici hanno consentito a strutture a dir poco fatiscenti di beneficiare della copertura del sistema sanitario regionale, aggravando i bilanci della sanità dell’Abruzzo e provocando le note vicende giudiziarie nella nostra regione fino al commissariamento".

"Le centinaia di famiglie che si riconoscono nelle tre strutture firmatarie, sfiancate da decenni di assenza delle istituzioni e sostenute esclusivamente dalla propria capacità di auto organizzarsi nella tutela dei propri inalienabili diritti costituzionali, annunciano quindi una nuova mobilitazione perché gli impegni assunti dal Consiglio Regionale siano mantenuti, sottolinenando che nessuna energia sarà risparmiata e che ogni consigliere regionale, ogni membro della giunta regionale e ogni dirigente della regione dovrà personalmente rispondere del proprio operato di fronte all’opinione pubblica e negli uffici preposti".
 



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