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REGIONALI CHIETI: FLOP AMMINISTRATORI, MALE FI E PD, ECCO TUTTI I DELUSI E I TROMBATI

Pubblicazione: 14 febbraio 2019 alle ore 06:30

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CHIETI - Lega a valanga in provincia di Chieti, con tre consiglieri portati all'Emiciclo, a cui si aggiungono tre pentastellati e, confermati come big delle preferenze, gli uscenti Mauro Febbo di Forza Italia e l'assessore alla Sanità Silvio Paolucci del Partito democratico.  

Dietro di loro cala tristemente il sipario per pezzi da novanta del centrosinistra, con il flop dei consiglieri regionali uscenti Alessio Monaco e Antonio Innaurato, del vice presidente del consiglio regionale Lucrezio Paolini, ma anche, peculiarità della provincia di Chieti, di nutritissime schiere di amministratori locali in campo sia per il centrodestra di Marco Marsilio, che qui a Chieti ha preso meno che altrove, il 43,43 per cento, che per il centrosinistra di Giovanni Legnini, originario di Roccamontepiano, che ha ottenuto il 31,56, qualche decimale in più rispetto alla media regionale. Niente da fare nemmeno per il candidato dell'Udc, inviso al resto della coalizione del centrodestra Mario Olivieri, ex cosigliere di Abruzzo civico, eletto con il centrosinistra. 

All'Emiciclo vanno così, per la maggioranza, i leghisti Nicola Campitelli, architetto di 41 di Castel Frentano, campione di preferenze, pari a 8.160, il sindaco di Cupello Manuele Marcovecchio, 4.305 voti, e l'imprenditrice vastese Sabrina Bocchino, 3.777 voti.  Eletto per Fi come detto poi Febbo con 5.553 voti. Infine Paolucci, assessore al Bilancio e alla Sanità, che viene rieletto con ben 6.349 voti, punta di lancia del Pd abruzzese, che ovunque annaspa. 

Il M5S sfiora il 24 per cento: è il secondo partito, dopo la Lega. Meglio delle ultime elezioni regionali di 5 anni fa,  Rientrano all'Emiciclo due grillini uscenti e un volto nuovo: Sara Marcozzi, candidata presidente arivata terza, e che torna in consgilio solo perchè si è candidata anche come consigliere, prendendo 6.535 voti, Pietro Smargiassi, 3.325 voti, infine la new entry Francesco Taglieri Sclocchi, infermiere di Treglio, con 3.094 voti. 

Passiamo dunque al lungo elenco degli esclusi eccellenti.

Per quel che riguarda il Pd dietro Paolucci c'è il vuoto: sono rimasti fuori dai giochi Lina Marchesani, assessore alle politiche sociali del Comune di Vasto, 2.684 voti, Francesca Buttari, vicesindaco di Francavilla al Mare, 2.296 voti. E il citato consigliere regionale uscente Antonio Innaurato, che aveva da pochi mesi preso il posto di Camillo D'Alessandro, eletto in Parlamento.

Nella lista Centro democratico + Abruzzo si registra il flop di due candidati forti: i citati consiglieri regionali Alessio Monaco, 1.838 voti, e il vice presidente del consiglio regionale Lucrezio Paolini, appena 682 voti. 

Nella lista Progressisti-Liberi e Uguali non bastano 1.107 voti per essere eletta a Paola Cianci, assessore comunale di Vasto, e a maggior ragione le 1.099 preferenze di Franco Caramanico, ex assessore all'Ambiente dei Democratici di Sinistra con Ottaviano del Turco. 

Nella lista di Legnini presidente si regista il buon risultato, comunque inutile ai fini dell'elezione, del lancianese Alessandro Lanci, presidente di Nuovo Senso Civico, che ha preso 1.845 voti, e che ha surclassato ben tre assessori comunali del sindaco di Lanciano Mario Pupillo, anche loro candidati nelle liste del centrosinistra: il vicesindaco e assessore ai lavori pubblici, Giacinto Verna 1.351 voti, l'assessore alle politiche sociali, Dora Bendotti, 1.159 voti, l'assessore all'ambiente Davide Caporale, 1.474 voti. 

Semaforo rosso per Domenico Giangiordano, sindaco di Roccascalegna, risultato primo della lista Abruzzo in Comune con 1.158 preferenze, come pure per Giorgio Marchegiano,1.454, già candidato sindaco a Ortona, in lista con Abruzzo Insieme -Abruzzo futuro.

Flop anche per i consiglieri comunali di opposizione del capoluogo di provincia Chieti: Alessandro Marzoli che nel Pd ottiene 1.050 voti, ed Enrico Raimondi, nella lista lista Legnini Presidente, e che si ferma a  787 voti. 

Passiamo dunque al centrodestra.

Dietro i tre eletti della Lega si è piazzato, primo dei non eletti  il sindaco di Orsogna, Fabrizio Montepara con 2.917 voti, poi c'è l'avvocatessa teatina Anna Lisa Bucci, 2.580 voti

Dietro Febbo in Forza Italia, c'è invece tanta delusione. Niente da fare per  Daniele D'Amario, coordinatore provinciale degli azzurri, che ha preso 2.253 preferenze, e per l'ex consigliere regionale Emilio Nasuti, 987 voti. 

Non sfonda nemmeno la nutrita squadra di assessori e consiglieri candidati del Comune di Chieti, con la benedizione del sindaco Umberto Di Primio, che aveva contato mesi fa di fare il candidato presidente di Regione: l'assessore Carla Di Biase, candidata indipendente in Fi, molto vicina al movimento di Stefano Parisi, ottiene in provincia 1.540 voti. L' assessore Alessandro Bevilacqua della Lega si ferma a 1.804 voti, l'assessore Antonio Viola dell'Udc a 781. Niente da fare nemmeno per il consigliere comunale di fratelli d'Italia Marco Di Paolo, 375 voti. 

A tal proposito se Forza Italia si consola con Febbo, Fratelli d'Italia, partito di Marsilio, non riesce ad eleggere nemmeno un consigliere. 

Primo nella lista è risultato comunque Francesco Prospero di Vasto, 2.113 voti,  seguito da Antonio Tavani, già vice presidente della Provincia con Enrico Di Giuseppantonio ed ex sindaco di Fara San Martino, 1.465 voti. Terzo Rocco Micucci, sindaco di Rapino, con 822 voti. 

Nella lista Udc-dc-Idea il consigliere regionale uscente eletto con il centrosinistra Mario Olivieri, ha preso 1.047 voti. Su di lui gravava il niet della Lega, e gli resta la soddisfazione di essere arrivato primo della lista, davanti al candidato più gettonato del chietino, Michele Suriani, che si ferma a 504 voti.

Per Azione politica, Gianni Bellisario, sindaco di Perano, ottiene 1.753 voti, inutili ai fini dell'elezione. 



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