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REGIONALI: 7 LISTE A SOSTEGNO DI LEGNINI, CHI C'ERA E CHI NO ALLA KERMESSE DI PESCARA

Pubblicazione: 22 dicembre 2018 alle ore 16:22

L'AQUILA - Saranno sette le liste che appoggeranno Giovanni Legnini, candidato della coalizione di centrosinistra alle elezioni regionali del 10 febbraio. La conferma  è arrivata nel corso dell'evento al gremito padiglione Daniele Becci nel porto turistico di Pescara, in cui  l'ex vicepresidente del Consiglio superiore della magistratura, ed ex sottosegretario all'Economia, ha avviato la campagna elettorale alle presenza di oltre 160 sindaci abruzzesi.

Annunciando di persona le prime candidature ufficiali: quella dell'ex rettore dell'Università di Teramo Luciano D'Amico, e quella del sindaco di Roccaraso Francesco Di Donato

In sala anche tanti esponenti politici, tra consiglieri regionali uscenti, ex consiglieri e anche ex parlamentari, esponenti delle associazioni di categoria, che potrebbero essere nelle liste dei candidati, o che ambiscono ad entrarci. Liste che  andranno completate durante le feste di Natale e fine anno, e depositate entro il 10 gennaio. 

Non c'era nella sua Pescara l'ex presidente della Regione e ora senatore Pd Luciano D'Alfonso. Un'assenza più che giustificata, la sua, visto che in quelle ore era impegnato a Roma nella battaglia sull'approvazione della manovra finanziaria.

In sala in compenso tanti suoi fedelissimi, che contano di poter essere ricandidati con Legnini, che però dovrà dare un forte segnale di discontinuità, rispetto al recente passato del centrosinistra, in Italia e in Abruzzo, impietosamente bocciato anche dai più recenti sondaggi. 

Sette liste dunque: quella del Presidente, tanto per cominciare, poi quella del Partito democratico, e ancora una lista degli Amministratori locali, la lista di Articolo 1, quella di +Abruzzo, declinazione locale di +Europa. Infine viene data per certa o quasi  l'adesione di Avanti Abruzzo, che potrebbe tornare sui suoi passi dopo la sbandata per il centrodestra, e infine una settima lista di ispirazione cattolica, in via di definizione. 

In platea ad acclamare Legnini, molti dei possibili candidati, che faranno parte di una di queste liste. 

Per quanto riguarda Il Pd, saranno della partita l'assessore alla sanità uscente Silvio Paolucci, e il presidente del Consiglio regionale Giuseppe Di Pangrazio, che dovrà prima ottenere una deroga dal Partito democratico per il terzo mandato, non previsto dallo Statuto del partito, e forse  il consigliere Alberto Balducci e l'ex presidente della Provincia di Teramo Renzo Di Sabatino. Tutti presenti alla kermesse di Pescara. 

Non c'era invece il consigliere regionale uscente Pierpaolo Pietrucci. La certezza della cui candidatura è stata però assicurata dal presidente vicario della Regione Giovanni Lolli, ovviamente in prima fila, e che lo sosterrà, visto anche che lui conferma la volontà di non candidarsi, per dedicarsi piuttosto alle passeggiate in montagna,dopo la campagna elettorale, s'intende.  Forti possibilità per  capogruppo Pd Sandro Mariani, e l'assessore all'agricoltura Dino Pepe.

A dare un convinto sostegno a Legnini, rientrando nei ranghi dopo la spaccatura con il Pd a livello nazionale, anche Articolo 1, e in prima fila a Pescara c'era l'assessore al Sociale Marinella Sclocco. Il leader nazionale Pierluigi Bersani ha del resto detto nell'incontro elettorale di giovedì a L'Aquila, che "in Abruzzo sarebbe venuto anche a piedi a sostenere Giovanni Legnini".  Per Art.1 si candiderà il sottosegretario all'Ambiente Mario Mazzocca. Presenti in sala l'ex parlamentare di Liberi e Uguali Gianni Melilla, che già è stato consigliere regionale, come pure Antonio Saia, ex parlamentare e consigliere regionale dei Comunisti italiani. 

In +Abruzzo saranno candidati i consiglieri uscenti Maurizio Di Nicola e Lucrezio Paolini, nel 2014 eletti rispettivamente con Centro democratico e Idv, entrambi presenti all'incontro di Pescara, e l'assessore uscente Giorgio D'Ignazio, approdato all'Emiciclo col centrodestra e poi transitato in Civica popolare dell'ex ministro Beatrice Lorenzin, che a Pescara però non si è visto. E ancora Federica Chiavaroli, ex sottosegretario alla Giustizia di Ncd.

In lista potrebbero esserci poi, Lorenzo Lorenzin, fratello del citato ex ministro, sindaco di Cappadocia, e il consigliere comunale di Sulmona Fabio Pingue

Lorenzo Berardinetti, assessore regionale ai lavori Pubblici ed enti locali e sindaco di Sante Marie, sarà invece il coordinatore, oltre che candidato, della lista degli Amministratori. In questa lista potrebbe candidarsi il sindaco di Fontecchio Sabrina Ciancone, applauditissima durante il suo intervento sul palco, l'ex sindaco di Pratola Peligna e presidente della provincia Antonio De Crescentiis, il sindaco di Barisciano e coordinatore del tavolo dei comuni del cratere sismico 2009 Francesco Di Paolo, che ha parlato anche lui sul palco, lodando Legnini per il suo impegno nel ruolo di sottosegretario all'Economia, con delega alla Ricostruzione post-sismica.

Tra i possibili candidati anche Alessio Di Masci, figlio dell'ex consigliere regionale e sindaco di Sulmona Bruno Di Masci,  e ancora Lorenza Panei, presidente dell'Aciam, candidata alla Camera all'uninominale.

Ma sono tanti i sindaci che menditano di fare il grande passo, ameno quelli sotto i 5 mila abitanti, che non si sono dovuti dimettere prima. Incitati del resto a farlo dallo stesso Legnini.

Da sciolgiere i nodi per la lista Avanti Abruzzo, ancora indecisa con chi schierarsi,  di cui sono promotori Giorgio D'Ambrosio, ex sindaco di Pianella ed ex parlamentare della Margherita, Giovanni Di Pangrazio, fratello di Giuseppe Di Pangrazio, di Abruzzo al Centro dell'ex sindaco di Avezzano, e Daniele Toto, l'ex deputato di centrodestra  e ora leader di Liberal Abruzzo, Lelio De Santis, segretario regionale dell'Idv  e consigliere comunale dell'Aquila.

Non c'erano a Pescara, per la cronaca, i consiglieri regionali Donato Di Matteo, ex Pd, e Andrea Gerosolimo, che hanno lasciato la giunta all'indomani delle politiche del 4 marzo scorso in polemica con l'allora governatore D'Alfonso. 

Che ancora stanno decidendo come puntare nella roulette delle elezioni il loro patrimonio di voti, dato ancora per consistente.

 



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