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REGINA ORIOLI, CINEMA CON VERDONE E GLI ANTO'
E ORA IL SESSO IN ROSA DELLE 'RAGAZZE DEL PORNO'

Pubblicazione: 05 giugno 2014 alle ore 08:13

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L'AQUILA - È sempre difficile affrontare argomenti che fanno arrossire le guance e sudare freddo, soprattutto quando generano idee diametralmente opposte per cui si potrebbe discutere ore e ore. Ma ci sono delle donne, oggi, che stanno tentando di sfatare il mito, e lo stanno facendo in grande stile, sfidando giudizi e pregiudizi: sono le Ragazze del Porno.

A parlare con AbruzzoWeb dell'iniziativa è Regina Orioli, attrice di cinema e teatro, nonché regista, scoperta da Paolo Virzì in Ovosodo. Ha spopolato sul grande schermo come protagonista in Gallo Cedrone, al fianco di Carlo Verdone.

Celeberrima è la scena in cui lei, cieca, guida per la prima volta un'auto facendo andare in coma il suo “sventurato accompagnatore”.

Per motivi di lavoro è stata anche in Abruzzo, anni fa a Montesilvano (Pescara), per girare La Guerra degli Anto', di Riccardo Milani.

“Sono stata attirata dal progetto delle Ragazze del Porno da subito - spiega la Orioli - da quando hanno iniziato a parlarmene due mie amiche, Tiziana Lo Porto, per la quale provo grande affetto e stima personale, e Monica Stambrini, regista anche lei e carissima amica”.

“Nonostante non sia mai corretto generalizzare - continua - si può con una certa sicurezza affermare che, mentre gli uomini da una parte fanno un uso molto esplicito della loro sessualità, le donne, nascoste nella loro metaforica caverna, hanno dubbi e insicurezze e non riescono a esprimersi come vorrebbero. Anche, purtroppo, a causa di una cerca ignoranza sull'argomento”.

E per una sana e proficua pornografia femminile, ecco che arrivano le “cattive” ragazze.

In cosa consiste il progetto?

Siamo dodici ragazze che vogliono produrre dieci cortometraggi sulla sessualità femminile. Abbiamo raccolto le energie economiche dal basso attraverso crowdfunding, il finanziamento collettivi, e l'iniziativa Art for porn.

In che modo?

Parlando da donne a donne di sesso in rosa. Basta essere donne per garantire uno sguardo femminile, non ci siamo riproposte di fare uno studio, siamo molto più istintive.

Non è facile riuscire ad autoprodurre film del genere e voi ci state riuscendo visto il successo ottenuto. Vi sentite fortunate?

In Italia è già una fortuna riuscire a girare un film, dodici registe donne che girano il corto del genere, poi...

Perché ha deciso di partecipare? La sente come una missione educativa?

Non ho questa presunzione, mi piace l'idea di lavorare in gruppo sull'argomento perché non è semplice fare le cose in questo momento storico. Ed è importante farsi forza a vicenda. Il percorso che stiamo facendo insieme è molto interessante.

Entriamo un po' più nello specifico. Cosa pensa della sessualità femminile?

Penso che viviamo in una società costruita a misura d'uomo con leggi fatte da uomini. In Italia se dici di essere femminista si pensa subito alle ascelle pelose e agli anni '70. Personalmente non mi sento di vivere in una società per le donne. Credo fermamente che la nostra vita passi per il rapporto fisico uomo-donna, e i motivi di questo gap risiedono in una cultura che tratta i bambini e le bambine in modo diverso. Chi insegna, anche se non lo fa in maniera diretta, trasmette delle idee che diventano vere e proprie regole di vita. E così si cresce pensando che, ad esempio, il ritmo dell'atto sessuale è dettato dall'uomo. Anche perché è molto più evidente la condizione dell'eccitazione maschile, fino alla fine del rapporto.

Cosa dovrebbero fare le donne?

Concentrarsi su loro stesse per scoprire un proprio ritmo e desiderio diverso da quello dell'uomo, penso che questo sarebbe veramente rivoluzionario. C'è una forza nel femminile che non è la quella fisica, in cui risiede un potere radicato in ritmi naturali e una qualità di rapporti umani diversa, fondamentale per cambiare anche la nostra società. Se ci si avvicinasse tutti un po' di più al ritmo femminile non ci sarebbero alcune storpiature dei giorni nostri. Il progetto Le Ragazze del Porno, per me, è anche questo: esplorazione.

Lei è stata in Abruzzo per girare il film La Guerra degli Anto', che esperienza è stata?

Bellissima. Ho conosciuto i quattro Anto', tutti abruzzesi doc, e insieme ci siamo divertiti tantissimo. Milani ha una passione incredibile per l'Abruzzo e un po' l'ha trasmessa anche a me.

La sua carriera da attrice è particolare. Da giovanissima è entrata nel mondo del cinema e poi se ne è allontanata.

Ho lavorato per quasi 10 anni girando un film l'anno senza voler fare veramente questo lavoro. Solo dopo essermi ritirata ed essermi laureata in storia dell'Europa Orientale ho capito che questo mondo mi piace molto; lo studio mi stava stretto, molto meglio raccontare storie attraverso il cinema e il teatro. E ora... È iniziata la mia gavetta.

La scena di Gallo Cedrone in cui lei, cieca, si mette alla guida di un'auto e investe Carlo Verdone. È stato difficile mettersi nei panni di una non vedente?

È stato divertente e molto istruttivo. La macchina dava problemi, si spegneva continuamente e non riusciva a riaccendesi. Il mio personaggio viveva un momento di libertà importante poiché stava riuscendo a fare una cosa che difficilmente può fare chi non ha la vista.

Come si può interpretare una non vedente?

Io sono molto miope e mi ha facilitato girare senza occhiali e senza lenti per avvicinarmi al personaggio. Poi ho frequentato un istituto per non vedenti e mi sono documentata molto.

Cosa si sentirebbe di consigliare ai giovani che si stanno avvicinando alla recitazione?

Di imparare bene bene bene l'inglese e andare via. A me piace l'idea di provare a cambiare le cose qui, ma mi chiedo quotidianamente cosa me lo faccia fare. Sembra di combattere contro i mulini a vento.



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