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PRIMI DATI COLLOQUI CON 2.500 BENEFICIARI ASSEGNO SU 13.905 TOTALI IN ABRUZZO: 'OCCUPABILI' IL 63 PER CENTO; IN 102 NON SI SONO PRESENTATI, 426 SENZA REQUISITI; FIORETTI, ''NON FACILI SOLUZIONI PER CHI HA BASSE QUALIFICHE ED ETA' AVANZATA'

REDDITO CITTADINANZA: MANCA LAVORO,
MA 9.000 POSTI DA PROPORRE A PERCETTORI

Pubblicazione: 25 ottobre 2019 alle ore 07:15

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L'AQUILA - In Abruzzo, già a partire dai prossimi mesi, andrà trovato un lavoro, per di più consono e ben retribuito, a 9.000 percettori di reddito di cittadinanza. Impresa non certo facile, visto la penuria della materia prima, il lavoro, in una regione con un tasso di disoccupazione al 10,8 per cento, che equivale a 17 mila posti. 

La proiezione sui posti di lavoro da assicurare, è stata fatta dall'assessorato regionale al lavoro, di cui è titolare Piero Fioretti, della Lega, in base alle risultanze del primo ciclo di colloqui che hanno interessato 2.500 percettori abruzzesi del reddito, in media 520 euro mensili, su un totale 13.905. Colloqui che hanno inaugurato la "fase due" della misura varata  ad aprile dal governo, poi naufragato, di Lega e Movimento 5 stelle, su forte spinta di questi ultimi, e di cui godono 982 mila italiani.

Spiega ad Abruzzoweb l'assessore Fioretti: "Entro sei mesi andranno convocati tutti gli altri 11.500 circa percettori di reddito. In questa prima tornata gli abili al lavoro sono il 63 per cento, e dunque in proiezione possiamo ipotizzare che avremo una platea finale compresa tra i 8.500 e i 9.000 percettori a cui proporre una congrua offerta di lavoro". O anche un lavori socialmente utili, ribattezzato ora Progetto utile alla comunità presso il comune di residenza, come stabilito dal decreto varato il 22 ottobre.

Intanto però, il numero dei beneficiari abruzzesi dell'assegno cala perché, si è scoperto proprio in sede di colloquio, ben 426 non avevano più i requisiti, e sono stati esclusi dal beneficio, e 102, di cui molti stranieri, sono stati "sospesi", perché non hanno nemmeno risposto alla convocazione. 

Trovare un lavoro a chi da mesi percepisce un assegno, in media 520 euro mensili, resterà comunque una sfida da far tremare i polsi. Per i navigator, innanzitutto, nuove figure assunte da un paio di mesi, al fine proprio di incrociare la domanda con l'offerta, e i Centri per l'impiego, gestiti dalla Regione, anche in Abruzzo ridotti male in arnese, con pochi mezzi e ignorati da molti datori di lavoro, che preferiscono altri canali per le assunzioni. 

Questi dunque i risultati del primo ciclo di colloqui: 1.624 hanno sottoscritto il "Patto di inclusione sociale e per il lavoro", rendendosi cioè disponibili ad accettare fino a tre offerte, sempre più lontano dal comune di residenza. Al terzo rifiuto, perderanno in ogni caso l'assegno.

E' accaduto però che ben 462 beneficiari sono stati esclusi, proprio a seguito delle verifiche contestuali al colloquio, perché senza requisiti, e hanno perso il diritto all'assegno, anche se non si è trattato di "furbetti" non hanno cercato di imbrogliare le carte, sono semplicemente cambiati i requisiti, e le condizioni soggetive del percettore.

Altri 356 sono stati "esonerati", ovvero sono persone con disabilità, con situazioni familiari difficili, in una condizione di fragilita',  e non saranno tenuti a lavorare per poter mantenere il diritto al reddito di cittadinanza, che si trasformerà in assistenza sociale, con gli strumenti già previsti nell'ordinamento.

Per 28 percettori il reddito si è trasformato in ammortizzatore sociale. 

Ci sono poi 102 beneficiari che non hanno risposto alla convocazione, che avviene via mail o con sms, e sono stati "sospesi", in attesa di indicazioni sul da farsi da parte del Ministero. 

Si legge nel promemoria dell'assessorato, allegato al report numerico. "Esiste il problema della tracciabilità della convocazione che viene direttamente da sistema tramite sms oppure mail alcuni numeri di telefono sono di gestori stranieri Nord Africa o paesi dell'est Europa in alcuni casi il numero di telefono è unico per tutto il nucleo peggio ancora l'indirizzo mail del Caf che ha dato assistenza al percettore per inviare la domanda per il momento abbiamo creato uno stato apposito sospensioni in attesa che vengono definite regole condivise".

"Per molti percettori under 30 - commenta ancora l'assessore Fioretti - ci sarà sicuramente la possibilità di indirizzarli intanto a Garanzia giovani, ovvero ai tirocini formativi nelle aziende, che stanno dando buone risposte, anche per il definitivo ingresso nel mondo del lavoro, con contratti a tempo indeterminato".

Per il resto, come prevede la misura andranno coinvolte le agenzie di lavoro interinale accreditate, che potranno offrire, almeno questa la speranza, occasioni di occupazione. Ma per chi ha comunque un curriculum competitivo, e appetibile per le imprese.

Il problema vero, ammette anche Fioretti, è che "c'è un ampia platea di beneficiari che non ha una preparazione adeguata, ha un basso tasso di scolarizzazione, non ha mai lavorato in vita sua, o sono over 50 per cui è difficile il ricollocamento. Non sono però inseribili nella fascia della fragilità, e della disabilità, che consente di avere comunque un sostegno, di natura questa volta assistenziale. Per questa categoria di persone, sarà determinante intanto la formazione professionale". 

Risolutivo, per uscire almeno in parte da questo vicolo cieco, è quanto previsto dal decreto approvato il 22 ottobre scorso, dal ministero del Lavoro e delle Politiche sociali, concertato con l'Associazione nazionale comuni italiani (Anci), che introduce una nuova chance per i percettori di reddito: l'attivazione dei Puc, acronimo che sta per "Progetti utili alla comunità".

Un sorta di riedizione dei vecchi lavori socialmente utili, gli Lsu, che i beneficiari di reddito di cittadinanza, non diversamente ricollocabili, dovranno effettuare, obbligatoriamente, presso il comune di residenza, per una decina di ore a settimana. 

I comuni interessati avranno la possibilità di avviare la progettazione e definire l'attività che i beneficiari del reddito andranno a svolgere, avvalendosi della collaborazione di enti del terzo settore e di altri enti.
Prestazioni lavorative potranno essere svolti in ambito culturale, sociale, artistico, ambientale, nella tutela dei beni comuni contribuendo alla costruzione di una comunità migliore.

I percettori di reddito non potranno comunque svolgere attività in sostituzione di personale dipendente, non possono ricoprire ruoli dirigenziali, e non possono sostituire lavoratori assenti a causa di malattia congedi parentali fare altri istituti, nè infine possono essere utilizzati per sopperire a temporanea esigenze di organico in determinati periodi di particolarità intensità di lavoro.

 



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