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I NUMERI DELLA RICERCA DEL CENTRO STUDI TWIG SULL'IMPONIBILE DEL 2016
CHIETI IN BASSA CLASSIFICA, NELLE AREE MONTANE E INTERNE SI E' PIU' POVERI

REDDITI: L'AQUILA LA PIU' RICCA IN ABRUZZO,
SOLO PESCARA E FARA SOPRA MEDIA ITALIANA

Pubblicazione: 07 aprile 2018 alle ore 08:45

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L'AQUILA - Non siamo certo ai livelli del reddito medio annuo procapite da 45.393 di Lajatico, comune di mille anime in provincia di Pisa. Ma il comune dell’Aquila se la batte molto bene, e risulta essere quello più ricco d’Abruzzo, con 21.282 euro, piazzandosi nella medio-alta classifica italiana. A prescindere dal terremoto del 2009, e anche dalla disoccupazione e dalla precarietà, che è drammatica e diffusa come nel resto d'Italia.

Per quanto riguarda le altre città abruzzesi solo Pescara, con un reddito medio di 20.531 euro supera la media nazionale di 19.500 euro, assieme, tra i piccoli centri, a Fara San Martino (Chieti), dove ha sede il famoso pastificio della De Cecco. Per il resto nessuno di tuti gli altri comuni  abruzzesi è al sopra della media italiana, e si colloca anzi al di qua dello spartiacque che divide il centro-nord dal sud del Paese, dove i redditi sono sensibilmente inferiori.

La fotografia è stata scattata dal centro studi Twig, esaminando i dati del ministero dell’Economia e delle finanze, relativi ai redditi imponibili dell’annualità 2016. Una misura della ricchezza che si basa dunque sui redditi dichiarati, su cui si pagano le tasse, e che non contempla l’evasione, l’elusione fiscale, e l’economia sommersa, che potrebbe in linea di principio sfalsare la classifica.

Per quanto riguarda le città capoluogo nella top five italiana si piazzano solo e rigorosamente città del Nord: Milano, con 30.737 euro pro capite, Monza, 27.662 euro, Bergamo, 27.483, Pavia, 26.440 e Treviso, 25.543.

In fondo alla classifica città del sud: Ragusa e Crotone, con 16.368 euro, Trani, con 15.714 euro, Barletta, con 15.714 euro, e fanalino di coda Andria, con 12.726 euro.

Come detto L’Aquila è per reddito medio procapite il primo tra tutti i comuni abruzzesi, al 48° posto in Italia per quanto riguarda la classifica generale dei comuni capoluogo.

Una performance, è lecito ipotizzare, dovuta al processo di ricostruzione, che ha gonfiato i conti in banca di una minoranza della popolazione, elevando la media complessiva. Basti pensare alle parcelle milionarie di professionisti e progettisti che fanno incetta di incarichi.

Come avviene del resto a Lajatico, che a ben vedere non è un paese di "Paperon de Paperoni", in quanto a far schizzare la media è più che altro il tenore Andrea Bocelli, ivi residente, e che registra un reddito imponibile di oltre 45 milioni di euro all'anno.

Il centro studi Twig conferma questa lettura, sottolieando che "l’analisi dei redditi in Italia evidenzia una distribuzione della ricchezza nelle mani di pochi: il 43 per cento infatti guadagna meno di 15 mila euro lordi annui, mentre solo il 4 per cento guadagna più di 60mila euro annui".

Segue Pescara, al 58° posto, con 20.53 1 euro, Teramo al 79° posto con 19.314 euro, e infine Chieti, all’81° posto con 19.278 euro.

Uno sguardo infine agli altri grandi centri abruzzesi.

In provincia di Pescara, Popoli ha un reddito medio imponibile di 17.746 euro, Spoltore di 17.214 euro, Montesilvano di 16.954, Città Sant’Angelo di 16.535, Bussi sul Tirino di 16.049, Penne di 13.761 euro.

In Provincia di Teramo il reddito medio a Giulianova si attesta a 17.097 euro, a Roseto a 16.506 euro, a Tortoreto a 15.977 euro, ad Atri a 15.404, a Mosciano Sant'Angelo a 15.104, a Martinsicuro a 14.342 euro, a Campli a 14.030 euro.

Questi invece i redditi in alcuni dei principali centri della provincia di Chieti: Francavilla 18.145 euro, Vasto 17.904, Lanciano 17.887, Ortona 16.895, Guardiagrele 16.740, Atessa 16.113, San Salvo 15.193 euro.

Infine, in provincia dell’Aquila, ad Avezzano il reddito medio è di 18.601 euro, a Sulmona di 18.080 euro, a Tagliacozzo di 17.266, a Carsoli di 16.036 euro, a Castel di Sangro di 15.675, a Celano di 13.218 euro.

In generale, guardando la mappa interattiva del centro studi Twig, balza agli occhi che i colori più scuri tendenti al marrone si concentrano anche in Abruzzo intorno alle città, nelle pianure e nella fascia costiera, mentre diventano sempre più chiari, tendenti al giallo, nelle aree interne e montane, dove i redditi medi, tranne rarissime eccezioni, non superano mai i 15 mila euro annui.

Ulteriore prova del depauperamento economico e demografico delle aree interne d’Abruzzo, nonostante in esse si concentrino anche importanti attrattori turistici come Parchi, località sciistiche, borghi famosi nel mondo per la loro bellezza e valenza storica.



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