RAGAZZA MUORE PER OVERDOSE, SPACCIATORE
INCASTRATO ANCHE GRAZIE A FACEBOOK A PESCARA

Pubblicazione: 14 aprile 2018 alle ore 07:51

Carabinieri

PESCARA - Spacciatore incastrato anche grazie a Facebook, nelle indagini condotte dai carabinieri della Compagnia di Pescara a seguito della morte di una ragazza pescarese lo scorso settembre per overdose.

Ai domiciliari è finito un 46enne del posto, Andrea Foglietta.

I militari, secondo quanto riferito in una conferenza stampa, dopo aver sequestrato in casa della giovane ritagli di blister di medicinali analgesici oppioidi molto potenti, hanno ricostruito le ultime ore di vita della giovane, concentrando le loro attenzioni sui contatti recenti della ragazza e riscontrando conversazioni su Facebook tra la vittima e il 46enne, che in più occasioni si era vantato di avere disponibilità di droga.

Ulteriori indagini hanno permesso di far appurare agli inquirenti che l'uomo aveva avviato una fiorente attività di spaccio di hashish e marijuana, ma anche di oppioidi e medicinali usati nella terapia del dolore. La successiva perquisizione ha permesso poi ai carabinieri di rinvenire in casa dell'uomo una vera e propria centrale di spaccio.

Da qui nel febbraio scorso il deferimento per spaccio continuato e detenzione di sostanze stupefacenti, con l' emissione di una misura cautelare degli arresti domiciliari. Le indagini però sono proseguite per accertare se la morte della ragazza potesse essere collegata a cessioni di droga da parte del 46enne.

L'autopsia, e poi la relazione tecnica del consulente del Pm, accertarono la presenza di morfina nel sangue delle vittima, confermando così l'assunzione di farmaci e non un decesso per una precedente assunzione di droga. Infine i carabinieri, grazie al Ris di Roma hanno poi stabilito la sussistenza di identità tra le porzioni di blister trovate in casa della vittima con quelle rinvenute in casa dell'uomo, e dimostrando con elevato grado di certezza che i farmaci rinvenuti in casa della vittima, e ingeriti dalla ragazza in dosi elevate, tali da causare una intossicazione letale, erano provenienti da quelli rinvenuti in casa dell'indagato, che li aveva ceduti alla ragazza.

L'ordinanza nei confronti dell'uomo è stata emessa dal gip, del Tribunale di Pescara Elio Bongrazio, su richiesta del pm Rosaria Vecchi.



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