|
CHIETI - Clamorosa rottura nel Popolo della libertà di Chieti. Il vice presidente dell'amministrazione provinciale, Antonio Tavani, già sindaco di Fara San Martino e primo dei non eletti alle regionali del 2008 nella lista Rialzati Abruzzo, ha scritto una lunga lettera al segretario nazionale del partito, Angelino Alfano, per annunciare il suo addio.
Motivo dell'abbandono la convocazione del congresso provinciale con soli 10 giorni di preavviso, anche se la notizia di queste ore è che è stato rinviato: "È stata una cosa grave e ridicola al tempo stesso autorizzare per il 18 dicembre il congresso provinciale a Chieti, quando l’esecutivo di questo partito non si riunisce da oltre 8 mesi. A Chieti non si permette ai componenti dell'esecutivo di conoscere numero e dati degli iscritti della provincia, benché richiesto varie volte, ma anche volendolo o dovendolo negare non se ne fornisce una ragione".
"Un partito che non solo ha dimenticato, ma che forse non ha mai praticato una vera democrazia fatta di dibattito, discussione e confronto su tesi contrapposte. In questa fase drammaticamente stravolgente per l’Italia, per l’Abruzzo, per Chieti - aggiunge Tavani - ci si preoccupa solo di blindare, non i valori del Pdl, ma la mera conduzione del partito".
Un attacco diretto nei confronti dei vertici teatini del Pdl, in particolare del segretario provinciale Mauro Febbo e del vice coordinatore regionale, il senatore Fabrizio Di Stefano, anche se Tavani non li cita espressamente.
Nel frattempo, però, il congresso di Chieti è stato rinviato a gennaio per consentire a Di Stefano di partecipare, come invitato, a quello di Avezzano (L'Aquila), federazione del senatore e leader abruzzese pidiellino, Filippo Piccone, convocato per la stessa data.
Tavani non lo sa e quindi incalza: "Abbiamo pregato il mese scorso tanti amici di rinnovare la tessera, dicendo loro di credere in noi prima ancora che nel partito perché sarebbe iniziata finalmente una fase nuova, una fase che prendesse coscienza dalla nostra incapacità di governare partito e nazione. Così non è, così non è stato. Io sento di averli traditi, i miei amici".
"Lascio questo partito sereno per tutto quello che ho dato in questi lunghi 11 anni - conclude Tavani - grato per tutto quello che ho ricevuto, preoccupato per tutto quello che sta avvenendo nell’indifferenza di molti".
LA LETTERA DI TAVANI AD ALFANO
Buongiorno Segretario.
sono un componente dell’esecutivo provinciale di Chieti, tesserato dal 2001 con An e poi nel Pdl, parte convinta di questa comunità umana dal primo giorno del mio ingresso in politica a 37 anni. Sindaco eletto per 10 anni fino a ieri, consigliere provinciale di opposizione eletto (2° tra gli eletti An) nel 2004, consigliere e assessore eletto (con delega di vicepresidente Pdl) nel 2009, primo dei non eletti tra le file di Rialzati Abruzzo per Chiodi (8 per cento regionale) alle ultime regionali del 2008.
Uomo di partito, senza ombra di dubbio, ma soprattutto uomo e sindaco per il partito. Senza mai un’esitazione.
Apprendo via mail oggi giovedì 8 dicembre (festa dell’Immacolata Concezione) che è stato convocato il congresso provinciale del Pdl Chieti per domenica 18 dicembre, diciamo che esclusi festivi e prefestivi siamo con circa 5/6 giorni di anticipo, e avremmo a disposizione 24 ore per raccogliere le 200 firme necessarie per presentare una lista che non sia unitaria (sarebbe questa una nuova sventura). Certo, tale raccolta di firme è ancora possibile, sono tanti a voler dire la propria su Pdl, su Roma e su Chieti, ma la democrazia latente, assente in questo partito, che ancora una volta qualcuno si affanna a dimostrare, non lo permette a me, e forse a nessun altro. Al quale comunque auguro di farcela... a resistere.
È stata una cosa grave e ridicola al tempo stesso autorizzare per il 18 dicembre (fra 10 giorni, festivi inclusi) il congresso provinciale a Chieti, quando l’esecutivo di questo partito non si riunisce da oltre 8 mesi. A Chieti non si permette ai componenti dell'esecutivo di conoscere numero e dati degli iscritti della provincia, benché richiesto varie volte, ma anche volendolo/dovendolo negare non se ne fornisce una ragione.
Un partito che non solo ha dimenticato, ma che forse non ha mai praticato una vera democrazia fatta di dibattito discussione e confronto su tesi contrapposte. In questa fase drammaticamente stravolgente per l’Italia, per l’Abruzzo, per Chieti e soprattutto per la condizione socio-economica di famiglie e imprese (quelle alle quali abbiamo chiesto di aiutarci a governare la più forte decrescita dal dopoguerra) a Chieti ci si preoccupa solo di blindare non i valori del Pdl ma la mera conduzione del partito.
Le norme, tardivamente diffuse anzi non ancora diffuse, sulle incompatibilità tra conduzione del partito e incarichi amministrativi negli enti (che peraltro scandalosamente escludono da tale incompatibilità i consiglieri regionali, anche quelli “eletti” nel listino tanto per intenderci) non serviranno a nessun rinnovamento, il Pdl non è stato capace di nascere, crescere, organizzarsi e discutere al suo interno, figuriamoci se oggi possa praticare una fase nuova cambiando nome e marketing, come ascoltato ieri dalle tue dichiarazioni.
Abbiamo pregato il mese scorso tanti amici di rinnovare la tessera, dicendo loro di credere in noi prima ancora che nel partito perché sarebbe iniziata finalmente una fase nuova, una fase che prendesse coscienza dalla nostra incapacità di governare partito e nazione.
Così non è, così non è stato. Io sento di averli traditi, i miei amici.
Lascio questo partito sereno per tutto quello che ho dato in questi lunghi 11 anni, grato per tutto quello che ho ricevuto, preoccupato per tutto quello che sta avvenendo nell’indifferenza di molti. (pi.bi.)
09 Dicembre 2011 - 19:15 - © RIPRODUZIONE RISERVATA
|