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IL PG COMO ALL'ANNO GIUDIZIARIO, ''TEMPO PER REATI NON SI FERMA''
SCHIRO', ''ALLARME SOCIALE DA ONDATA DI REATI CONTRO IL PATRIMONIO''

PROCESSI SISMA A RISCHIO PRESCRIZIONE,
ATTENZIONE A MAFIE, FURTI E STALKING

Pubblicazione: 30 gennaio 2016 alle ore 11:33

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L’AQUILA - Il primo anno giudiziario abruzzese aperto nel ricostruito tribunale dell’Aquila, alla presenza del neo sottosegretario alla Giustizia, l’abruzzese Federica Chiavaroli, disegna un settore in questa regione che nel 2015 ha vissuto tra molte luci e qualche ombra.

Il tema principale affrontato nelle relazioni è stato, ancora una volta, quello organizzativo con le carenze di organico tra magistrati e, soprattutto, personale che, ha promesso l’esponente del governo, si cercherà di colmare sempre più nel 2016.

Sono in calo le pendenze nei settori civile e penale, ma c’è sempre tanta strada da fare sul tema atavico della riduzione dell’arretrato, ha fatto notare il presidente della Corte d’Appello, Stefano Schirò.

Quanto ai reati, preoccupano perché in aumento quelli contro il patrimonio, furti e rapine ma non solo, lasciano pensare i sempre maggiori casi di stalking, restano stabili i reati legati agli stupefacenti. Non c’è stato un vero e proprio accento sulle infiltrazioni mafiosi e sul terrorismo, solo la promessa di non abbassare la guardia.

La Chiavaroli, che ha dovuto disertare il Family day a Roma cui avrebbe partecipato per la sua prima uscita pubblica, dal canto suo ha promesso ascolto ai problemi e disponibilità al dialogo, aggiungendo che il governo affronterà le criticità degli organici e della prescrizione e assicurando che sulla chiusura dei tribunali minori sta già trattando con il ministro Andrea Orlando, rappresentato oggi anche dal suo capo di segreteria Michele Fina, altro abruzzese.

Vista la sede aquilana, inaugurata lo scorso 16 novembre dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, si è evidenziata la presenza dello Stato e si è parlato anche, giocoforza, dei processi in corso sui crolli del terremoto.

L’avvocato generale Romolo Como, che si è trovato a sostenere l’accusa in quei procedimenti già approdati in Appello, ha sottolineato il rischio di prescrizione, fissata dalla Corte di Cassazione per l’ottobre 2016, lanciando l’allarme e invitando i magistrati a fare in fretta e a dosare il loro lavoro, definendo addirittura la normativa in essere “uno scandalo per la giustizia italiana”.

Non si poteva non parlare, comunque, del processo dei processi: quello agli esperti della commissione Grandi rischi che, ormai è sentenza definitiva, non hanno rassicurato prima del sisma e non hanno causato vittime, “ma è stato giusto indagare” per Como, vista anche la sola condanna di un esponente della Protezione civile che aprirà scenari inediti sul fronte del risarcimento danni.

Schirò, che l’anno scorso finì in polemica contestando le manifestazioni di piazza degli aquilani che contestavano l’assolutoria sentenza di Appello, beccandosi strali di rimando dai familiari delle vittime, quest’anno ha scelto un tono neutro, non rinunciando, però, a far notare che la sentenza definita ingiusta dalla popolazione è stata confermata definitivamente nel giudizio di legittimità.

Il presidente della Corte lascerà, comunque, gli uffici aquilani per diventare presidente di sezione di Cassazione, “per sua legittima scelta e per assumerne uno altrettanto prestigioso e ritenuto professionalmente più appagante sotto il profilo professionale” è stato il sibillino passaggio della relazione di Como.

La partenza di Schirò, ancora senza sostituto, apre una stagione di vuoto di potere ai vertici degli uffici giudiziari abruzzesi cui inevitabilmente seguirà un forte rinnovamento.

Si affianca, infatti, a quella del procuratore generale della Repubblica, Giuseppe Falcone, che verrà rimpiazzato da Pietro Mennini, e a quella del procuratore della Repubblica, Fausto Cardella, senza sostituto, che è anche procuratore antimafia e antiterrorismo, e che è in attesa di capire se raggiungere subito il nuovo incarico a Perugia o rimanere ancora all’Aquila.

IL SOTTOSEGRETARIO

''ATTENZIONE E DIALOGO SU ORGANICI E CHIUSURA TRIBUNALI''

"Con il ministro Andrea Orlando ho tirato fuori subito l'argomento della riforma della geografia giudiziaria che vede la regione Abruzzo molto colpita, mi ha assicurato che su questo avremo un confronto e sono certa che porteremo a casa un risultato importante".

Così il sottosegretario alla Giustizia Federica Chiavaroli, all'Aquila al termine del suo intervento nella cerimonia di inaugurazione dell'anno giudiziario, la prima uscita pubblica nel ruolo di Governo per la quale si è detta "molto contenta".

"Le esigenze della spending review sono prioritarie, però i risparmi non possono portare disagi insostenibili per i cittadini", ha aggiunto promettendo: "Su questo tema sarò molto impegnata, mi disporrò all'ascolto e alla visita non solo dei palazzi di giustizia ma anche delle carceri e sarò a disposizione del territorio per criticità ed esigenze che mi vorranno rappresentare".

In programma anche il tema della disciplina della prescrizione, definita dal procuratore generale facente funzioni Romolo Como "un vero scandalo per la giustizia italiana": "La riforma presentata dal governo è stata approvata alla Camera, adesso è in discussione al Senato e quindi sarà uno dei provvedimenti che esamineremo nel corso del 2016", ha promesso il sottosegretario Chiavaroli.

"Ho rassicurato soprattutto sul problema maggiore, le carenze di personale, con tutti i nuovi inserimenti che ci saranno nel corso del 2016 e un consistente incremento degli organici", ha detto poi la rappresentante del Governo sulle criticità emerse nel distretto abruzzese e sullo stato delle riforme.

"Ho ascoltato con attenzione le relazioni, il presidente della Corte ha illustrato tutti gli aspetti positivi e anche alcune criticità di questo distretto. Ho già risposto con la relazione sulle linee di indirizzo del governo". Sulle riforme nel settore della giustizia "auspico si possa andare avanti come già nel 2015 - conclude - con un dialogo e un confronto che, sebbene da posizioni diverse, è il metodo che consente di raccogliere i frutti".

IL POST-TERREMOTO

COMO: "IL TEMPO PER CANCELLARE I REATI NON SI FERMA"

"A sette anni dalla tragedia è ancora vivo il doloroso ricordo per i cittadini aquilani, ma il tempo per cancellare i reati non si ferma". Così l'avvocato generale della Corte d'Appello dell'Aquila, Romolo Como, facente le funzioni di procuratore generale, nel corso della sua relazione alla cerimonia di apertura dell'anno giudiziario, ha ammonito sul rischio di prescrizione dei procedimenti delle inchieste giudiziarie sui crolli del terremoto del 6 aprile 2009.

"Non sono a oggi definitive - ha fatto notare Como - le sentenze che hanno trattato profili di colpa professionale per la costruzione, manutenzione e controllo degli edifici crollati. Spero che non vi siano ritardi perché sarebbe almeno inopportuno pervenire alla prescrizione dei reati fissata alla data del 6 ottobre 2016 dalla Corte di Cassazione".

Dopo la tragedia la procura della Repubblica, allora diretta da Alfredo Rossini, ha aperto oltre 200 filoni di indagine sui singoli crolli, 19 dei quali sono arrivati alla fase dibattimentale.

GRANDI RISCHI: "SENTENZA NELLA STORIA, GIUSTO INDAGARE"

"Per quanto si voglia discuterle e commentarle", le sentenze definitive sul processo alla commissione Grandi rischi e sul crollo del Convitto nazionale nel terremoto dell'Aquila del 6 aprile 2009 "confermano comunque la correttezza delle iniziative penali e, per la singolarità e novità degli aspetti giuridici trattati, entreranno a far parte della storia del diritto in Italia", ha poi detto Como, parlando dei due processi sul post-sisma del capoluogo conclusi con il terzo grado di giudizio.

Sul processo Grandi rischi, organo scientifico consultivo della presidenza del Consiglio accusato di aver rassicurato gli aquilani e sottovalutato il rischio sismico nella riunione a 5 giorni dal terremoto distruttivo, il presidente della Corte d'Appello Schirò ha fatto notare che "per il numero degli imputati e delle parti civili, l'imponenza del materiale istruttorio, la particolare complessità e novità delle questioni giuridiche, il collegio designato ha dovuto dedicarvi buona parte del secondo semestre 2014, con stravolgimento dell'ordinario calendario dell'udienze".

Quanto all'esito del processo, Schirò ha ricordato che, "definito il 10 novembre 2014 con sei assoluzioni e una condanna, è stato integralmente confermato dalla Corte di Cassazione con sentenza del 20 novembre 2015".

Nella cerimonia dell'anno scorso, Schirò aveva definito "attacchi riprovevoli e fuori luogo" le proteste in piazza che si sono svolte all'Aquila dopo la sentenza di secondo grado, finendo in polemica con i familiari delle vittime.

LA PRESENZA DELLO STATO

Il presidente Schirò, in avvio della relazione sull'amministrazione della giustizia in Abruzzo, ha sottolineato la presenza delle istituzioni nazionali, rinvolgendo "un deferente saluto al Presidente della Repubblica", in visita all'Aquila il 16 novembre 2015, proprio per inaugurare la struttura tornata agibile dopo il sisma del 6 aprile 2009, "conferendo a tale cerimonia un elevato valore simbolico e istituzionale e porgendo un tangibile segno di profonda considerazione per la tragedia che quasi sette anni fa ha colpito il territorio aquilano e di sensibile vicinanza dello Stato alla popolazione ancora segnata e prostrata da un dramma che continua a incombere in città, malgrado i progressi che si sono registrati nella ricostruzione post terremoto".

Schirò ha anche ringraziato "il Ministero delle Infrastrutture e in particolare il Provveditorato alle Opere pubbliche per lo straordinario impegno profuso" nella ricostruzione del palazzo, anche in funzione dei lavori nella seconda ala, per la quale la riconsegna è prevista a giugno.

REATI E ARRETRATO

AUMENTANO FURTI E RAPINE E ANCHE LO STALKING

Sul fronte reati nel distretto abruzzese, in aumento il numero dei delitti contro il patrimonio tra cui rapine, estorsioni e riciclaggio e furti in appartamento, elevati sono anche i dati relativi allo stalking e ai maltrattamenti in famiglia, rimangono costanti invece i dati per reati legati allo spaccio di stupefacenti e allo sfruttamento della prostituzione; nel territorio aquilano sono costanti i fatti penali sull'indebita percezione di fondi per la ricostruzione.

"Nel sottolineare che le caratteristiche tipologiche della giustizia penale non si differenziano sostanzialmente da quelle degli anni precedenti", Schirò ha sottolineato che continua a "destare allarme sociale" il numero dei delitti contro il patrimonio in particolare sui furti in appartamento ma anche rapine, estorsione e riciclaggio, segnalati soprattutto dai tribunali di Pescara, L'Aquila e Vasto".

In questo ultimo tribunale si sta celebrando un processo "per un fatto di assoluto livello criminale" legato ad una rapina ai danni di un furgone portavalori con l'imputazione anche di tentato omicidio ai danni delle guardie giurate, "commessa sull'autostrada A14 con le modalità tipiche di un'azione militare".

"Presso il tribunale dell'Aquila - ha continuato Schirò - si registra un costante flusso di procedimenti per indebita percezione di erogazione a danno dello Stato, diretta conseguenza del sisma del 2009, essendo numerosi privati che tentano di ottenere i benefici economici previsti in favore di chi ha subito danni senza averne i requisiti".

Schirò ha definito "complessivamente elevati" i dati relativi ai delitti di stalking e maltrattamenti in famiglia che confermano da un lato la crescente fiducia delle vittime nell'attività di repressione con conseguente emersione di vicende che in precedenza non erano denunciate, ma evidenziano anche l'allarmante permanere di condotte violente e possessive contro le donne e i minori, retaggio di culture del passato purtroppo non ancora superate.

Schirò ha anche confermato che l'Abruzzo è una regione "colpita dal fenomeno della tratta e dallo sfruttamento della condizione femminile", in quanto ai reati di spaccio di stupefacenti e sfruttamento della prostituzione le zone più a rischio sono nella Marsica e lungo la costa adriatica: in particolare Schirò ha evidenziato come al tribunale di Pescara è presente un numero consistente di procedimenti per "reati" associativi comuni, relativi soprattutto a sodalizi criminali che si occupano di sfruttamento e favoreggiamento della prostituzione di cittadine straniere.

SCENDONO LE PENDENZE

Diminuzione delle pendenze nella giustizia civile e in quella penale in un "quadro complessivo confortante" con una "positiva tendenza all'ammodernamento dell'amministrazione", una "maggiore organizzazione ed efficienza" e un controllo di legalità "adeguatamente assicurato, in un contesto di autorganizzazione degli uffici reso necessario dalle gravi carenze di organico". Questa la fotografia della giustizia abruzzese nel 2015 nella relazione tracciata dal presidente della Corte d'Appello dell'Aquila, Stefano Schirò, nella relazione pronunciata nell'aula magna "Villani" del ricostruito palazzo di Giustizia del capoluogo.

L'inaugurazione dell'anno giudiziario nel distretto abruzzese si è aperta alla presenza del neo sottosegretario alla Giustizia Federica Chiavaroli, in rappresentanza del Governo, nominata l'altroieri nell'ambito del rimpasto di governo.

Nel settore penale le pendenze sono passate da 5.700 a 4.386 (-23%) mentre in quello civile c'è una diminuzione del 3% in Corte d'Appello (8.229 contro 8.464), del 6% nei Tribunali (44.955 contro 47.779) e del 17% negli uffici del giudice di pace (8.929 contro 10.786).

Minori pendenze anche in materia di lavoro, -15% in Corte d'Appello e -11% nei Tribunali. Dati negativi, invece, nel tribunale di sorveglianza, con una pendenza superiore del 17% a quella dell'anno precedente.

LE ALTRE RELAZIONI

Presenti all'inaugurazione dell'anno giudiziario, tra gli altri, Massimo Forciniti, in rappresentanza del Consiglio superiore della magistratura, Carlo Peretti, presidente dell'Ordine degli avvocati dell'Aquila, Silvana Vassalli, presidente dell'Ordine degli avvocati di Lanciano, Filippo Patella, in rappresentanza dell'Avvocatura distrettuale dello Stato, Giuseppe Bellelli, presidente distrettuale dell'Associazione nazionale magistrati, Gabriella Rosci, presidente distrettuale dell'Unione nazionale giudici di pace, Stefania Mangia, in rappresentanza della Federazione magistrati onorari di tribunali, Federica Cavallo, in rappresentanza dell'Associazione 6 luglio movimento per la riforma della magistratura onoraria, Nicola Artese, in rappresentanza dell'Organismo unitario dell'avvocatura, Michele Vaira, presidente dell'Associazione giovani avvocati, Paolo D'Onofrio, responsabile di sede dell'Associazione italiana familiari e vittime della strada onlus, Angela Giliberti, in rappresentanza dell'Associazione dirigenti amministrativi della giustizia, Emanuela Tatananni, in rappresentanza del Comitato lavoratori giustizia, e Alessio Di Carlo, componente della direzione nazionale di Radicali italiani.



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