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PER DIRIGENTI MINISTERO SE LASCIA ANCONA, REGIONE PERDE AGEVOLAZIONI ZES, PENTASTELLATO RILANCIA, ''LO VUOLE L'ABRUZZO, BISOGNA TENTARE TUTTE LE STRADE''; MARSILIO E FEBBO ''ABBIAMO LE MANI LEGATE

PORTI ABRUZZESI SOTTO CIVITAVECCHIA,
DI NICOLA, 'POSSIBILE CON CAMBIO NORME''

Pubblicazione: 20 luglio 2019 alle ore 06:30

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L'AQUILA - Non è detta l'ultima parola per lo spostamento dei porti abruzzesi sotto l'autorità del porto di Civitavecchia del Lazio, da quella attuale in capo al porto di Ancona.

Ad esserne convinto il senatore abruzzese del Movimento 5 stelle Primo Di Nicola, e con lui altri parlamentari pentastellati. Smentendo l'interpretazione data dal presidente Marco Marsilio, Fratelli d'Italia, e dall'assessore alle attività produttive, Mauro Febbo, di Forza Italia, al responso ricevuto giovedì dai dirigenti del ministero per il Sud, secondo i quali, allo stato attuale delle cose, il passaggio degli scali marittimi di Vasto e Ortona sotto l'autorità portuale di Civitavecchia, comporterebbe l'impossibilità, per l'Abruzzo, di ottenere il riconoscimento della propria Zona economica speciale (Zes), che vale circa 50 milioni di euro di sgravi fiscali l'anno, per attività economiche connesse alla rete economica e logistica che fa perno sui porti. Questo perché Civitavecchia, a differenza di Ancona, non è ricompreso tra i 14 porti "core", condizione imprescindibile per ottenere la Zes.

Se Marsilio e Febbo dichiarano la partita praticamente chiusa, e Ancona l'unica opzione, se il Pd accusa il M5s di essersi incaponito su una soluzione impraticabile, da parte sua Di Nicola sostiene invece è ancora aperta. Perché è sempre possibile, in linea di principio, modificare le condizioni per ottenere la Zes.

"Da quello che abbiamo scoperto - spiega infatti Di Nicola - attraverso le verifiche ministeriali, per quanto riguarda la Zes appoggiata all'autorità portuale di Civitavecchia, sembrano esserci delle criticità. I tecnici hanno però suggerito ai presenti la possibilità di superare queste criticità, attraverso un provvedimento legislativo".

Ed è la strada che i pentastellati stanno già percorrendo: valutare la possibilità di sganciare il riconoscimento della Zes dal requisito "core" dell'autorità portuale, che semplificando si ottiene con appartenenza ad un nodo urbano primario,con un traffico complessivo maggiore dell'1% del totale UE, con l'avere avere almeno un porto "core" scelto come quello con traffico più elevato tra i facenti parte di una linea costiera continua, e quello "core" più vicino a Civitavecchia è quello di Livorno. Rendendo così percorribile l'opzione Civitavecchia.

Del resto, ragiona Di Nicola, "se tutto l'Abruzzo, tutte le categorie sociali, a cominciare da Confindustria ai sindacati a tantissimo comuni e tante realtà associative, chiedono lo spostamento dei porti abruzzesi sotto l'autorità portale di Civitavecchia, è dovere della politica verificare fino in fondo se questa aspirazione è praticabile".

L'incontro di giovedì era stato promosso dal Mit, dopo la richiesta di chiarimenti presentata dalla Regione Abruzzo per conoscere quali conseguenze avrebbe potuto produrre il trasferimento dell'autorità portuale. Presente all'incontro oltre a Febbo e Marsilio anche il consigliere regionale del Movimento 5 Stelle, Sara Marcozzi, e una delegazione di parlamentari abruzzesi, schierati per l'opzione Civitavecchia. 

Alla precisa domanda del presidente Marsilio, la dirigente del Ministero per il Sud ha però risposto chiarendo che lo spostamento dell’Autorità da Ancona a Civitavecchia porterebbe alla impossibilità per l'Abruzzo di ottenere il riconoscimento della propria Zes. 

Si è poi discusso delle altre questioni e tutti i partecipanti hanno convenuto sulla importanza di avere maggiori finanziamento per i porti e per le reti ferroviarie dell'Abruzzo, così da avere una mobilità complessiva nettamente migliore ed in grado di attrarre non solo nuovi investimenti ma anche di rivoluzionare i collegamenti regionali. Ovvero, la partita dell'autorità portuale, non è direttamente collegata con quella del corridoio Tirreno-Adriatico, che prevede un hub logistico ad Avezzano, in ogni caso ricompreso nelle agevolazioni della Zes, e il potenziamento e la velocizzazione della linea ferroviaria Pescara-Roma. 

Dopo la risposta da parte del dirigente del Ministero, il presidente Marsilio ha commentato, "abbiamo di fatto le mani legate. Non possiamo percorrere strade diverse per non perdere il riconoscimento della Zes".

"Le normative della Commissione Europea e quelle nazionali - ha aggiunto Febbo - non permettono la costituzione della Zes con Civitavecchia poiché non è un porto ‘Core’ e la nostra richiesta è in fase avanzatissima: già approvata da Ministero Sud e praticamente dal Mef avendo già risposto alle osservazioni, come ci è stato ribadito ieri". 

"Quindi adesso puntiamo e lavoriamo per ottenere il riconoscimento su Ancona entro il mese settembre".
Di Nicola tiene dunque a sottolineare che "Febbo vuole assolutamente che la Zes e la collocazione dei porti abruzzesi, rimanga così com'è, negando ogni possibilità di rilanciare l'economia abruzzese attraverso un grande ammodernamento anche delle infrastrutture, a cominciare da quelle ferroviarie".

Invita infine il Partito democratico a non buttarla in "sterile polemica", con riferimento, si suppone, a quanto dichiarato dal parlamentare Pd Camillo D'Alessandro.

"Fummo noi, come noto - ha dichiarato infatti il dem -, ad avanzare la strategia della trasversalità, ipotizzando il passaggio dalla Autorità di Ancona a quella di Civitavecchia, ma poi ci fu un fatto nuovo, la normativa che ha introdotto la Zes, e che noi non potevamo permetterci di perdere". "Potrei dire lo avevo detto già dall'insediamento di Marsilio. Potrei dire che avevo avvertito, potrei ricordare che ho portato il caso in Parlamento interrogando direttamente il ministro del Sud Barbara Lezzi che fu chiarissima. Può darsi che Sara Marcozzi prima della brutta figura di ieri non abbia avuto modo di parlarci? Ciò che prevale oggi è il fallimento innanzitutto politico della giunta Marsilio assistita da improvvisati parlamentari dei Cinque Stelle che non sapevano neanche di cosa si stesse discutendo".



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