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REGIONE, SCONTRO TOTALE SU SANITA': ASSESSORE LEGA RISPONDE A CAPOGRUPPO PD, ''PROPOSTA VALIDA, LA PRESENTERO' IL 21 IN COMMISSIONE. POSSIBILE DEROGA A DECRETO LORENZIN SU RETE OSPEDALIERA. SU PROJECT FINANCING RIFLESSIONE

PIANO SANITARIO: VERI', ROMA APPROVERA' DOCUMENTO SOLIDO, PAOLUCCI BUGIARDO

Pubblicazione: 17 novembre 2019 alle ore 07:11

L'AQUILA - "In tutta la mia vita, privata e professionale, non ho mai giocato a perdere: se abbiamo presentato quel piano sanitario, è perché siamo convinti che sia sostenibile e rispecchi quelle che sono le esigenze di assistenza sanitaria del nostro territorio. Un piano che sarà illustrato dalla sottoscritta il 21 novembre in quinta commissione, e che passerà come ovvio in consiglio regionale, dopo gennaio".

Risponde punto per punto, l'assessore regionale alla Sanità, Nicoletta Verì, della Lega, respingendo al mittente il fuoco di fila di accuse del capogruppo del Partito democratico, Silvio Paolucci, ex assessore alla stessa delega, intorno alla esplosiva partita del  piano sanitario regionale. Il documento è stato inviato ai Ministeri, il 31 ottobre scorso e sarà oggetto del confronto nel tavolo di monitoraggio, che si terrà entro questo mese di novembre. 

Dopo la intervista rilasciata ad AbruzzoWeb dall’esponente di opposizione è scontro totale nel comparto sanità, che drena oltre l’80 per cento del bilancio regionale. Verì, in un’altrettanto lunga chiacchierata, smentisce il suo predecessore. A partire dai project financing per i nuovi ospedali lasciati dal centrosinistra, non sostenibili dal punto di vista economico finanziario, per questo “abbiamo aperto una riflessione perché non vogliamo prendere in giro gli abruzzesi”.  

Il piano non è stato ancora consegnato ai consiglieri, sia di maggioranza che di opposizione, e che, sostiene Paolucci, prevederebbe, da indiscrezioni, in tutti e quattro i capoluoghi, ospedali di secondo livello, il top, che pure non sarebbero previsti nei criteri limitanti del riordino della rete ospedaliera, sanciti dalla Legge Lorenzin. Che l' Abruzzo, uscito dal commissariamento del 2016,  e ancora "convalescente", e "sotto tutela", è obbligato a tradurre in pratica. 

Per Paolucci il piano "sembra fatto apposta per farselo bocciare", parificabile ad un "desiderata politico". E pure illegittimo, e impugnabile al Tar, visto che la Regione Abruzzo non è più commissariata, e dunque il documento doveva passare necessariamente per la discussione e il voto del Consiglio regionale".

Una ''ammuina", che come effetto ha "il blocco degli investimenti, con 400 milioni già disponibili, per realizzare i nuovi ospedali, e assumere il personale". 

E questo perché l'assessore Verì, più che per sua responsabilità, subisce pressioni fortissime nella sua maggioranza, che è ingabbiata dalle promesse fatte in una campagna elettorale giocata sullo sparare a zero contro il piano di riordino della rete ospedaliera".

A lamentare il mancato coinvolgimento del Consiglio, a cui e precluso l'accesso al testo del piano, anche il capogruppo del Movimento 5 stelle, Sara Marcozzi, mentre protesta, arrivano anticipazioni agli organi di stampa, ovvero "prima di fare il bene degli abruzzesi, c'e' la necessità di fornire informazioni ai giornalisti e continuare questa campagna elettorale permanente, che non risparmia nemmeno il futuro della salute dei cittadini".

A sentire Verì quelle di Paolucci, che pure é un ex assessore alla Sanità, e "la materia dovrebbe conoscerla", sono solo "accuse false e strumentali". 

Ricordandogli innanzitutto le tempistiche e il corretto iter: il tavolo al Ministero, come detto, dovrebbe riunirsi per fine novembre. Il verbale definitivo sarà trasmesso alla Regione non prima di gennaio. A quel punto scatteranno i successivi adempimenti formali, a partire dal passaggio in Commissione e in Consiglio regionale.

Ad ogni buon conto, Verì rende noto che il Piano presentato sarà intanto illustrato ai consiglieri  in quinta Commissione, giovedì 21 novembre.

Un'implicita replica anche a Sara Marcozzi.

"L’ex assessore Paolucci sa benissimo, o per lo meno dovrebbe saperlo - spiega Verì -, che le Regioni in piano di rientro, come l’Abruzzo, sono obbligate a trasmettere gli atti in approvazione preventiva al tavolo di monitoraggio di cui non fanno parte i politici, ma i funzionari dei ministeri affiancanti. Dopo l’approvazione preventiva parte il normale iter di esame e approvazione in Consiglio regionale. Voglio ricordare comunque che giovedì 21 sarò in quinta Commissione a illustrare i contenuti dei documenti inviati a Roma. Una convocazione che era già prevista per fine ottobre, ma che è stata rinviata per la scomparsa del direttore Roberto Fagnano".

Non corrisponde poi al vero quanto sostenuto da Paolucci, circa l'assenza di schede tecniche a corredo del piano.

"Le schede tecniche cui fa riferimento - ribatte infatti Verì - sono contraddistinte dalle tabelle A e C. La tabella A è ricompresa nel documento di riordino della rete ospedaliera, la predisposizione della C (quella per capirci che contiene la ripartizione delle unità operative) sarà invece redatta dalle singole Asl successivamente all’approvazione del piano, fermo restando il numero complessivo delle unità previste per ciascuna azienda. In ogni caso, la Regione è pronta a integrare qualunque documentazione che il Tavolo dovesse richiedere. Viene solo da chiedersi, visto che l’ex assessore ammette di non avere il documento e che lo stesso non è pubblico, come abbia fatto e in che modo a procurarsi le informazioni che riferisce".

Il piano presentato è insomma solido e ben argomentato, e per quanto riguarda gli ospedali di secondo livello, Verì precisa che "l’ex assessore gioca con le parole: non abbiamo mai parlato di quattro ospedali di secondo livello. Abbiamo scelto di classificare gli ospedali dei capoluoghi provinciali come presidi ad alta complessità assistenziale. Di fatto questi presidi già assicurano questo tipo di funzione sui loro territori di riferimento e per le specialità che dovessero mancare, entrerà a supporto un sistema di rete con le altre strutture che garantirà l'assistenza al paziente in totale sicurezza. Sono consapevole che si tratta di un obiettivo ambizioso, ma in Abruzzo scontiamo una serie di situazioni che non consentono a oggi di adottare percorsi diversi: le conseguenze dei terremoti del 2009, 2016 e 2017, incidono purtroppo ancora in modo pesante sulle nostre scelte, tanto che c'è una legge dello Stato che ci consente di derogare temporaneamente a quelli che sono i dettami del decreto Lorenzin".

E aggiunge: "l'avevo detto fin dal mio insediamento che avrei messo al centro del mio mandato i cittadini e non solo i numeri, ma è indispensabile analizzare ogni fattore, perché siamo a un punto di svolta e non possiamo sbagliare. Classificare o meno un ospedale in un certo modo oggi, senza tenere in considerazione il fatto che molte strutture non sono più a norma, significa scherzare sulla pelle degli abruzzesi e io questo non lo farò mai, per il grande rispetto del mandato istituzionale che ho ricevuto dai cittadini".

Altro insomma che "essere ostaggio della maggioranza e di "promesse irrealizzabili", come insinuato da Paolucci.

"Non capisco su cosa si basino queste affermazione - incalza l'esponente leghista -. Sono per natura e formazione una persona indipendente. Se poi ragionare sulle legittime istanze di un territorio, e studiare se possano essere accolte, significa essere ostaggio di qualcuno, allora sono sì ostaggio, ma del buonsenso - tiene a sottolineare l'assessore -. Accusare il governo regionale di immobilismo sulla sanità è come sostenere che non siamo nel mese di novembre o che domani non sorgerà il sole. Non amo particolarmente fare l’elenco di quello che abbiamo fatto in questi primi mesi alla guida della Regione, ma sono obbligata almeno a ricordare lo sblocco di 1.755 assunzioni nelle Asl, la possibilità di sostituire 1 a 1 i dipendenti che vanno in pensione, i fondi del bilancio regionale stanziati per l’abbattimento delle liste d’attesa, misure per l’innovazione tecnologica negli ospedali, una serie di provvedimenti per la sanità territoriale e decine di altri atti che sono andati a intervenire su materie specifiche".

Per l'ennesima volta Verì assicura poi, contraddicendo ancora una volta Paolucci, che non sono a rischio i fondi per l'edilizia sanitaria, circa 400 milioni, a cominciare dai nuovi ospedali, in partnership con il privato, attraverso il project financing. In primis quello di Chieti, per cui si aspetta il bando per realizzare la proposta presentata dalla Maltauro e Nocivelli, ma anche quelli di Vasto, Lanciano e Teramo, dove però è stata bocciata la proposta dalla Pizzarotti del complesso da realizzare a Piano d'Accio, a est del capoluogo teramano.

"Come ho detto nei giorni scorsi, l’ex assessore Paolucci stia tranquillo - è la replica di Verì -: non abbiamo alcuna intenzione di perdere i fondi per i nuovi ospedali. La verità è però che quella programmazione è vecchia di almeno 10 anni e risale ai tempi della giunta di Gianni Chiodi: oggi lo scenario è completamente diverso e soprattutto i modelli di project financing invocati da Paolucci non danno alcuna certezza di sostenibilità economica, ma rischiano di trasformarsi in un salasso per le casse delle Asl abruzzesi. Per questo abbiamo deciso di riaprire una riflessione, verificando la fattibilità di tutti quei progetti, che naturalmente – in astratto – sono tutti condivisibili. Per essere concretizzati, però, devono essere anche sostenibili, per non ipotecare il futuro delle prossime generazioni. Su questo aspetto non transigo e non prendo in giro gli abruzzesi con proposte irrealizzabili. E l’ex assessore Paolucci sa benissimo che, ad oggi, quei progetti in quei termini, sono irrealizzabili". (f.t.)

 



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