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ASSESSORE SALVINIANA ESPONE RIORDINO RETE OSPEDALIERA IN COMMISSIONE, MAGGIORANZA SI SPACCA; centrosinistrA,'' GETTANO LA MASCHERA''; CERTO DEA SECONDO LIVELLO CHIETI-PESCARA, NESSUNA CERTEZZA PER L'AQUILA-TERAMO

PIANO SANITARIO: TSUNAMI IN REGIONE
LEGA CONTRO VERI', TERRITORI IN RIVOLTA

Pubblicazione: 25 luglio 2019 alle ore 20:36

L'AQUILA - Uno tsunami politico, fuori e dentro la Regione Abruzzo. Nella maggioranza di centrodestra, con la Lega, già spaccata, in piena rivolta, contro gli alleati di governo, e contro il loro assessore Nicoletta Verì. E ancora: centrosinistra e M5s lì a lanciare bordate, e sindaci sul piede di guerra, che urlano allo "scippo", o alle "mancate promesse",

 A provocare tutto ciò l'audizione dell'assessore Verì oggi in quinta commissione Sanità, durata tre ore e tesissima, accompagnata dal direttore del dipartimento Sanità  Angelo Muraglia e del direttore dell'Azienda sanitaria regionale Alfonso Mascitelli, e dove ha reso noto i contenuti delle 150, ed esplosive, pagine del Piano di riordino della rete ospedaliera abruzzese, in applicazione a quanto previsto dal decreto Lorenzin dl 2015, e dove si  scopre che, come ospedale di secondo livello, il top con tutte  le eccellenze,  è previsto solo quello di Pescara-Chieti, in connessione funzionale, non quelli di Teramo e L'Aquila, che rischiano anzi di perdere specializzazioni, per cui si pongono difficoltà vista la distanza chilometrica e di fatto si rimanda la definizione del livello da attribuire. Dichiarati ospedali di primo livello, un gradino più basso, quelli di Avezzano, Lanciano e Vasto, che però  non avrà l'emodinamica. Rischia il declassamento Giulianova.

È previsto poi il mantenimento del Punto Nascita dell'ospedale di Sulmona, con una proroga alla chiusura, ma il nosocomio non sarà di primo livello. 

La Verì va poi ricordato era finita nell'occhio del ciclone, anche da parte dei colleghi leghisti, per la delibera 348, approvata qualche settimana fa e che, al netto delle smentite, aumenta il fatto il budget alle cliniche private, ma sopratutto per quelle della costa.

Inevitabile la rabbia e l'imbarazzo dei leghisti, la truppa di gran lunga più numerosa nella maggioranza - ben 10 consiglieri -  che vedono i loro territori penalizzati, e non sanno cosa dire ai loro elettori. Per di più hanno ricevuto solo martedì il testo del piano, già complicato di suo.

È andata comunque peggio ai consiglieri di opposizione che lo hanno ricevuto solo oggi, a poche ore dalla seduta di commissione. I leghisti accusano la Verì di averli esclusi da questa partita così delicata, intrattenendo incontri solo con il presidente della Regione Marco Marsilio di Fratelli d'Italia, in accordo con Forza Italia.

Il capogruppo della Lega Piero Quaresimale, ha attaccato l’assessore del suo partito rimproverandola di non aver concordato con i consiglieri il piano e di non aver fornito informazioni per gli approfondimenti.

Lo scontro fratricida è stato sottolineato dagli esponenti del Movimento Cinque stelle. Verì si è difesa sostenendo di averle date.

L’assessore ha spiegato che il documento non sarà presentato al tavolo di monitoraggio con il Governo in programma il 30 luglio prossimo, nel corso del quale risponderà a quesiti come la conferma del punto nascita di Sulmona e la chiusura dei piccoli ospedali. E ha reso noto di voler condividere con tutte le forze politiche l’importante documento

Hanno però gioco facile i capigruppo dell'opposizione di centrosinistra Sivio Paolucci, Partito democratico, ex assessore alla Sanità, Sandro Mariani,  Abruzzo in comune, e Americo Di Benedetto, Legnini presidente, a lanciare bordate ad un centrodestra che quando era all'opposizione li accusava di voler demolire la Sanità regionale, proprio con un piano di riordino dettato dalla legge Lorenzin.

"In questo caldo pomeriggio d’estate, ciò che rileviamo - scrivono in una nota - è il fatto che, come neve al sole, si sciolgono tutte le promesse e le strumentalizzazioni politiche cavalcate in questi anni da chi allora censurava le scelte adottate dalla precedente Giunta, che, oggi come allora, sono strettamente connesse ai parametri imposti dalle regole nazionali che Salvini, Di Maio e Grillo si sono ben guardati dal modificare. Insomma dopo le proteste, comitati e finti comitati, il rancore espresso e utilizzato in campagna elettorale e durante la precedente legislatura, prevale una politica centrodestra - 5 stelle, cialtronesca che ha raggirato sulla sanità comunità e cittadini”.

Per il Movimento 5 stelle si tratta invece di "un piano non completo, una sorta di bozza niente di più, spacciato per il riordino sanitario che questa regione sta aspettando con grandi speranze". 

Difende il provvedimento, alla vigilia dell'incontro il presidente del consiglio regionale Lorenzo Sospiri, di Forza Italia. Confermando la spaccatura in maggioranza.

“Il Piano di riordino della rete ospedaliera abruzzese rappresenta una promessa fatta ai territori e puntualmente mantenuta", sottolinea, tenendo poi, da buon pescarese, a precisare che "Pescara ha un Dea di II livello, ovvero l’eccellenza, Penne torna ad avere un vero ospedale con un Pronto soccorso operativo ventiquattro ore su ventiquattro e la riapertura dei reparti connessi per garantire il diritto alla salute dei cittadini, Popoli si conferma quale centro pubblico di riabilitazione di altissima specializzazione, anch’esso dotato di un Pronto soccorso h24".

Se Pescara dunque sorride, lo stesso non si può dire dell'Aquila e Teramo, i cui ospedali che non saranno al pari di Chieti e Pescara, già da subito un Dea di secondo livello.

Da quando si apprende forte è la rabbia del sindaco dell'Aquila Pierluigi Biondi, che però per il momento, in attesa dello sviluppo degli eventi, non prende posizioni ufficiali. Certo è che confidava nei buoni uffici in giunta di ben tre esponenti aquilani, che erano stati già suoi assessori e consiglieri al Comune dell'Aquila: l'assessore regionale al Bilancio Guido Liris di Fdi, che per di più è medico, il vicepresidente di giunta Emanuele Imprudente, della Lega, il vice presidente del Consiglio regionale, il civico  Roberto Santangelo.

Tutti e tre, la loro campagna elettorale l'avevano impostata contro gli "scippi" e la "scarsa considerazione" ai danni del capoluogo, da parte  del presidente della Regione pescarese Luciano D'Alfonso, ora senatore Pd.

A tal proposito Paolucci,  spiega che "in pratica confermano i due Dea di II livello Chieti-Pescara e L’Aquila-Teramo, definiti dal precedente governo, i Dea di I livello a Lanciano, Vasto, Avezzano. Tuttavia, il Dea di II livello di L’Aquila -Teramo è espresso in modo timido. È stato esposto, infatti, che per via del Gran Sasso le tempistiche di attivazione saranno decisamente più dilatate rispetto a quello di Chieti-Pescara, al contrario delle promesse elettorali”.

Sul versante teramano è una furia Mariani: “Nel piano è scritto che Pescara e L'Aquila saranno sede di neurochirurgia come ospedali Hub ma allo stesso tempo l'assessore Verì, oralmente, ha affermato che non è ancora deciso se questa sarà tolta da Teramo dove oggi rappresenta uno dei suoi fiori all'occhiello. Sintomatica della confusione che regna è anche la situazione dell'Ospedale di Giulianova: mentre la Lega giuliese vota in Consiglio comunale per richiedere il Dea di primo livello la Lega Regionale lo classifica come polo ospedaliero di base con servizi che, da indiscrezioni, dovrebbero essere notevolmente ridotti"

E aggiunge: È un piano che disegna, nei fatti, una Regione a due velocità: da un lato il Dea funzionale di II livello ben dettagliato nell'area di Chieti - Pescara con dipartimenti interaziendali e dall'altro un'idea, ancora tutta da definire e al vaglio di una commissione ad hoc riunita solo due volte dall'inizio della legislatura, di Dea funzionale di II livello tra L'Aquila e Teramo".

A Sulmona il sindaco Annamaria Casini definisce una "doccia fredda" il declassamento del nosocomio sulmonese, "vista la situazione del nostro ospedale sofferente per carenze di personale e strumentazioni, in una Asl senza ancora direttore generale, alla vigilia di un trasferimento in una struttura nuova e all’avanguardia". E per domani ha convocato una seduta straordinaria della commissione sanità aperta anche alle opposizioni.

Il Pd di Vasto già lancia bordate contro i consiglieri regionali leghisti Sabrina Bocchino e Manuele Marcovecchio, che avevano promesso in campagna elettorale l'emodinamica per il nosocomio cittadino.

Ad accendere gli animi infine anche la delibera 348, che  è una conseguenza diretta della delibera 913 del 2018, "linee di indirizzo regionali per la redazione degli strumenti di programmazione delle Asl", fatta dall'ex assessore Paolucci. 

La Verì, anche all'interno del suo partito è accusata di essersi appiattita sulle posizioni dell'Aiop, l'associazione di categoria delle cliniche private. 

Con il risultato, questa la critica principale, che l'oscillabilità dei tetti di spesa passa dal 10% del 2018 al 20% del 2019, nonostante il tavolo di monitoraggio ha più volte ribadito che tale oscillazione non dovesse superare il 10%, perché può essere un escamotage per fare extrabudget da parte delle cliniche, con grave depauperamento della sanità pubblica.

La Verì, replicando al blog Maperò, (non però ad Abruzzoweb), ha affermato che "il meccanismo dell’oscillabilità al 20 per cento non intacca il tetto di spesa annuo degli operatori privati che resta invalicabile, ma regolamenta solo la sua distribuzione mensile con parametri ben definiti, per evitare i fenomeni di extrabudget che si verificavano in passato”.

 



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