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PESCASSEROLI - Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise sotto i riflettori quest'anno, in occasione dell'edizione 2010 della conferenza di Europarc, la federazione che rappresenta 460 soci in 36 paesi.
L'evento, organizzato in collaborazione con Federparchi, parte mercoledì prossimo a Pescasseroli (L'Aquila) e per quattro giorni vedrà riuniti oltre 300 rappresentanti di aree protette di tutta Europa, impegnati fra seminari, incontri, visite e percorsi del gusto.
Tema prescelto quest'anno da Europarc è "Vivere insieme: biodiversità e attività umane, una sfida per il futuro delle aree protette", in concomitanza con l'anno internazionale della biodiversità.
Ma oltre a rappresentare un'occasione di dibattito su problemi comuni e per lo scambio di buone pratiche, la conferenza costituirà di fatto un'opportunità per conoscere il territorio del Parco d'Abruzzo, protagonista di una serie di escursioni in programma venerdì.
Animali bandiera dell'area protetta sono il camoscio d'Abruzzo, l'orso bruno marsicano, il lupo, il cervo e l'aquila reale. In realtà solo la punta dell'iceberg di questo pianeta natura, che ospita complessivamente 60 specie di mammiferi, 300 di uccelli, 40 di rettili, anfibi e pesci, e moltissime specie di insetti.
Ad ammirare flora e fauna del Parco d'Abruzzo, Lazio e Molise secondo le prime stime, nei due mesi di luglio e agosto sono stati oltre 400 mila visitatori, in rialzo rispetto all'anno precedente.
Il "turismo natura" infatti non sembra conoscere crisi. Per i parchi nazionali e le aree naturali d'Italia si parla di un giro d'affari di 2 miliardi di euro all'anno e un fatturato pari a 9 miliardi di euro, con un'occupazione di 86.000 posti di lavoro (4.000 diretti, 17.000 per servizi, 65.000 per turismo, agricoltura, artigianato, commercio), con 2.450 centri visita, strutture culturali e circa 34 milioni in media di visitatori ogni anno.
Le aree protette italiane sono 867, con una superficie tutelata che supera il 10 per cento del territorio nazionale. Nelle aree dei parchi nazionali si possono contare circa 1.700 centri storici, per una popolazione stimata in 901.495 abitanti, mentre il numero dei residenti in tutti i parchi italiani è di quasi 4,5 milioni.
Ma nonostante le cifre del valore di questo patrimonio, ora le aree protette italiane per sopravvivere devono fare i conti con il risanamento dei conti pubblici e la scure dei tagli. Fiato sospeso dunque per la Finanziaria di fine anno, che dovrebbe recuperare in extremis il taglio del 50 per cento al finanziamento dei 23 parchi nazionali dal 2011.
PREVISTA MANIFESTAZIONE DEGLI ALLEVATORI
Circa 200 allevatori provenienti da tutto il centro sud Italia manifesteranno i disagi della categoria in occasione della conferenza internazionale Europarc 2010 a Pescasseroli.
Mercoledi 29, all'apertura dei lavori, circa 300 bovini saranno guidati per le vie del paese e simbolicamente consegnati al direttore del Parco nazionale d'Abruzzo, Lazio e Molise, Vittorio Ducoli.
La Questura dell'Aquila sta valutando i presupposti in base alla richiesta degli allevatori e sembra che l'indirizzo sia quello di vietare la movimentazione dei capi e consentire solo la libera manifestazione degli allevatori.
I titolari di allevamento aderenti all'iniziativa, guidati da Orazio Tatangelo, famoso allevatore di Sora (Frosinone) che mantiene al pascolo 800 capi bovini in area Parco, dovrebbero essere circa 200, dal Lazio, Abruzzo, Molise, Campania, Puglia, Marche, Umbria e Calabria.
Lo scopo è quello di far approvare alcuni emendamenti al regolamento per gli indennizzi dei danni provocati dalla fauna protetta, documento stilato da un loro legale e sulla scrivania della direzione del Parco.
"Siamo facendo molto - ha dichiarato il presidente del Pnalm, Giuseppe Rossi - e molto abbiamo fatto a loro vantaggio. Non si dimentichi che siamo l'unico parco italiano a indennizzare anche il danno presunto, cioè nel dubbio, tra uccisione e predazione post mortem, accordiamo comunque un 30 percento del danno.
"Per fare approvare - conclude Giuseppe Rossi - questa decisione dal ministero vigilante abbiamo dovuto lavorare non poco, oltre significherebbe andare fuori dalle norme di legge".
Gerardo Notarantonio, consigliere del cda del Pnalm e assessore all'ambiente del comunedi Pescasseroli, ha detto: "L'attività di mediazione tra parco e allevatori è in continua evoluzione. Le problematiche devono essere ricondotte a quelle che sono le dialettiche della politica, con tavoli appositamente costituiti per arrivare a una concertazione che possa tutelare gli allevatori, ma senza inficiare quello che l'ente Parco ha già posto in essere e che portebbe essere adottato nelle future strategie in ambito del Life Coex. Stiamo lavorando affinché un rappresentante degli allevatori possa esplicitare le problematiche della categoria nell'ambito della conferenza Europarc 2010".
"Tutti nel Parco, presidente Rossi in primis - conclude Notarantonio - siamo per la partecipazione democratica delle scelte, ma senza arrivare allo scontro che, sinceramente, non gioverebbe a nessuno, tanto meno agli allevatori viste le prospettive di intervento in programma".
27 Settembre 2010 - 16:22 - © RIPRODUZIONE RISERVATA
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