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PESCARA: FOSCHI, ''RIAPRIRE CON URGENZA ELISOCCORSO'', OK A MOZIONE

Pubblicazione: 24 gennaio 2020 alle ore 17:30

L'AQUILA - “L’Elisuperficie di Pescara va riaperta e anche con urgenza per restituire un servizio essenziale alla città, ovvero quello dell’Elisoccorso. Lo abbiamo ribadito in Consiglio comunale approvando con 18 voti favorevoli della maggioranza la mozione in cui abbiamo impegnato il sindaco e la giunta ad attivare subito tutte le procedure”

A renderlo noto Armando Foschi, presidente della Commissione Sicurezza e Mobilità al comune di Pescara.

LA NOTA COMPLETA 

È grave che l’opposizione abbia scelto di votare contro o di astenersi su una problematica tanto rilevante per la città visto che sulla tempestività di un soccorso si gioca anche la vita o la morte di un paziente”. Lo ha annunciato il Presidente della Commissione Mobilità e Sicurezza Armando Foschi ufficializzando l’esito del voto in aula sulla mozione inerente l’Elisuperficie di Pescara.

Dall’11 marzo 2017 è in atto un paradosso amministrativo che di fatto ha privato la città di Pescara e il suo nosocomio di un servizio di eccellenza, come l’elisoccorso con atterraggio dei mezzi a due metri dal Pronto soccorso: fino al 29 gennaio 2017, il 118 ha infatti garantito il soccorso, in vigore da anni, con un elicottero A/109 Airclass Marche I-ETIC. Dal 29 gennaio all’11 marzo 2017 il vecchio mezzo è stato dismesso per revisioni varie e l’elisoccorso si è svolto con l’utilizzo di un mezzo Agusta A/109 Marche I-CLOE. Nel frattempo, a metà febbraio 2017, è arrivato a Pescara il nuovo elicottero AW 169 marche I-KIRA, primo elicottero a operare in Italia per la Inair Aviation  ( oggi Babcock MCS Italia). 

 Il nuovo mezzo è però rimasto chiuso nell’hangar dell’aeroporto per diverso tempo a causa della preparazione e dell’adeguamento al servizio di elisoccorso, un vero ‘delitto’ considerando che parliamo di una macchina costata 12 milioni di euro e considerata un vero ospedale volante. E poi è scoppiato il ‘caso’: alla vigilia del suo impiego infatti, con sorpresa, gli addetti ai lavori si sono accorti che il nuovo elicottero, il cui peso massimo al decollo è di 4,5 tonnellate, era troppo pesante per l’elisuperficie dell’Ospedale Civile di Pescara che è omologata solo per 3,5 tonnellate. 

Questo significa che dal marzo 2017, da tre anni, l’elicottero non può più atterrare sul silos di Via Fonte Romana dopo aver recuperato i feriti o malati gravi, ‘casi’ per i quali il 118 utilizza  solitamente l’elisoccorso proprio per velocizzare al massimo l’assistenza e il trattamento dei pazienti. Da tre anni i pazienti, feriti o malati gravi, dopo l’atterraggio dell’elicottero sul piazzale dell’Aeroporto d’Abruzzo, vengono dunque trasferiti nel Pronto Soccorso dell'Ospedale ‘Spirito Santo’ a bordo di una normale - seppur attrezzata - autoambulanza, costretti a viaggiare in mezzo al traffico pescarese, vanificando il veloce intervento del mezzo aereo. 

Questo significa che il malato o ferito viene potenzialmente messo a serio rischio e i costi per il servizio aumentano vertiginosamente innanzitutto perché il percorso in ambulanza allunga sicuramente i tempi di intervento del personale medico; in secondo luogo i costi lievitano in quanto il trasporto è stato affidato ad un privato pagato con i soldi pubblici e sino a oggi sono stati spesi oltre 100mila euro.

Non solo: oggi sappiamo che dal 10 giugno 2019 l’ENAC, l’Ente Nazionale di Aviazione Civile, non ha rinnovato la concessione al gestore dell’impianto di elisuperficie responsabile anche del servizio antincendio.

Nel frattempo l’ex Dirigenza della Asl di Pescara ha annunciato di aver commissionato delle nuove prove di carico sull’Elisuperficie adiacente il Pronto Soccorso dell’Ospedale civile, prove che sarebbero state eseguite, ma di fatto nulla abbiamo saputo degli esiti di quei test.

Addirittura lo stesso ex manager Mancini ha annunciato lo scorso 29 giugno l’esito positivo delle prove e di aver inviato tutto all’Enac per ottenere le autorizzazioni necessarie alla riattivazione della struttura oggi dismessa. Ma di fatto l’Enac ha sostenuto che non avrebbe ricevuto le sopracitate documentazioni e dunque all’orizzonte non si profilano alcuna riapertura della superficie né tantomeno la ripresa degli atterraggi dell’elicottero adibito a Elisoccorso.

È chiaro che oggi siamo dinanzi a un’impasse che rende obbligatorio il coinvolgimento di altre Istituzioni, quali la Regione Abruzzo e il Comune di Pescara per restituire a Pescara un servizio perso che è di vitale importanza. Per questa ragione ho presentato una mozione in cui impegniamo il sindaco Masci, anche nella sua veste di Presidente del Comitato Ristretto dei Sindaci, e la Giunta affinché venga celermente verificato ‘a che punto sono le prove di staticità e di carico, ovvero se siano state effettivamente eseguite; quale sia stato l’eventuale esito dei test; se oggi siano necessari lavori supplementari e di adeguamento o, nel caso, se sia già stata inoltrata istanza all’Enac per il pieno utilizzo dell’Elisuperficie; impegniamo il sindaco a relazionare al Consiglio comunale, entro brevissimo tempo, su tali quesiti semmai fosse necessario un approfondimento; infine ad attivare una interlocuzione con la Regione Abruzzo per il reperimento delle risorse eventualmente necessarie per la realizzazione dei lavori di riqualificazione del parcheggio con elisuperficie, tornato nel patrimonio del Comune di Pescara, lavori comunque necessari e da prevedere nel bilancio comunale.

La mozione pone il dito in una piaga determinata da una cattiva gestione della sanità in cui una cosa che funzionava abbastanza bene, il servizio di elisoccorso, è stata stravolta, non solo in termini di gestione economica con un danno evidente per le casse pubbliche, ma soprattutto generando un disservizio grave che può anche decidere sulla vita o morte di un paziente – ha rincarato la dose il Vicepresidente del Consiglio comunale Berardino Fiorilli, intervenendo in aula -. Oggi chi ha bisogno di un elisoccorso è sempre un paziente con un codice grave, che ha necessità di un intervento rapido, un paziente cui non è più permesso atterrare sull’elisuperficie adiacente l’ospedale civile di Pescara con due gravi disagi: il primo, è evidente, è il ritardo generato da un’autoambulanza che viaggia in mezzo al traffico cittadino e che dall’aeroporto, sulla via Tiburtina, deve raggiungere l’ospedale in via Fonte Romana; il secondo è che il paziente, solitamente un politraumatizzato, deve subire tre spostamenti, dal luogo del sinistro all’elicottero, quindi dall’elicottero all’ambulanza che deve portarlo in ospedale, e dall’ambulanza al Pronto soccorso, un passaggio plurimo assolutamente sconsigliato in questi casi. Oggi ritengo sia anche necessario un approfondimento su chi abbia provocato un tale danno, tanto grave da avere anche una risonanza nazionale”



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