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PERDONANZA: BIONDI, ''RICOSTRUIAMO LA CITTA' UNITI DAL MESSAGGIO CELESTINIANO''

Pubblicazione: 23 agosto 2019 alle ore 18:52

L'AQUILA - "La nostra comunità, unita e rafforzata dal messaggio celestiniano che ormai è parte del nostro dna, sta affrontando con tenacia e determinazione la sfida della ricostruzione e della riedificazione dell’animus della città".

E' uno dei passaggi del discorso del sindaco dell'Aquila, Pierluigi Biondi, in apertura dell'edizione numero 725 la Perdonanza Celestiniana, davanti alla basilica di Santa Maria di Collemaggio,  ricevuta dal giovane campione di atletica Leonardo Puca il Fuoco del Morrone, con il quale ha acceso il tripode della pace.

 IL DISCORSO INTEGRALE

Cittadine, cittadini dell’Aquila, nel decennale del sisma ci apprestiamo a vivere un’edizione della Perdonanza nel segno della rinascita e di fiducia nel futuro. La nostra comunità, unita e rafforzata dal messaggio celestiniano che ormai è parte del nostro dna, sta affrontando con tenacia e determinazione la sfida della ricostruzione e della riedificazione dell’animus della città.

La valenza spirituale dell’indulgenza celestiniana fu subito realtà, insieme al suo significato politico, dimostrandosi un’occasione per accrescere il potere economico e civile della città appena edificata, tanto che, questo straordinario evento, determinò un enorme beneficio per L’Aquila.

Celestino V è stato anche un raffinato visionario, donandoci una festa come la Perdonanza che racchiude in sé spiritualità e opportunità di crescita economica e sociale.

Una festa che, dallo scorso anno, come amministrazione comunale, stiamo arricchendo con nuove suggestioni artistiche e culturali e con momenti istituzionali dagli accenti più significativi. 

Il decennale non è solo il ricordo di quella terribile e dolorosa notte, ma è anche il Rinascimento che il capoluogo di regione vive e rivendica, con la forza della ragione e con l’energia del cuore, dell’amore per questa nostra terra bella e complicata.

Nel corteo della Bolla la citazione del decennale è affidata alla Dama della Bolla e al Giovin Signore. Infatti, la storia di Sara Luce e di Federico sono la esemplificazione del dolore e dello sgomento di quel 6 aprile 2009, come della volontà delle giovani generazioni di essere protagonisti della rinascita.

Una rinascita che ci auguriamo possa rafforzarsi con il parere positivo del Comitato intergovernativo che a dicembre, in Colombia, si esprimerà sulla candidatura a Patrimonio immateriale Unesco della Festa del Perdono.
Auguro a tutti voi di vivere questi giorni con pienezza e serenità nel solco dei valori che Papa Celestino V ci ha voluto consegnare. E nel suo nome e insieme a voi tutti: dichiaro aperta la 725esima edizione della Perdonanza Celestiniana.

 



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