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PERDONANZA: BIONDI, ''IN STRADE PIENE DI VITA, HO VISTO AMORE PER LA CITTA'''

Pubblicazione: 29 agosto 2018 alle ore 20:35

L'AQUILA - "Quello che ho visto, in questa edizione della Perdonanza, nelle strade e nelle piazze finalmente traboccanti di vitalità, nei volti delle persone, nei sorrisi dei bambini, nell’entusiasmo dei giovani, è l’amore per questa Città".

E' uno dei pasaggi del discorso del sindaco dell'Aquila Pierluigi Biondi, in conclusione della 724esima edizione della Perdonanza Celestiniana, con il Corteo di rientro della Bolla del Perdono rimasta esposta alla devozione dei fedeli, all’interno della basilica di Santa Maria di Collemaggio. Al termine della celebrazione della santa messa stazionale, officiata dal cardinale Giuseppe Petrocchi, arcivescovo dell’Aquila,  si è celebrato il rito solenne della chiusura della Porta Santa.
 
Alle 21.30, nel piazzale di Collemaggio, ci sarà l'atteso spettacolo di chiusura con Francesco De Gregori. L’artista, considerato tra i più grandi della musica italiana, proporrà un repertorio dei suoi brani più famosi, nei quali dialogano rock e poesia, musica popolare e canzone d’autore. 

IL DISCORSO DEL SINDACO BIONDI

"Si conclude oggi, nella solennità di questa celebrazione, la 724esima Perdonanza Celestiniana. Un’edizione che ha visto il ritorno da protagonista della Basilica di Santa Maria di Collemaggio, rinata a seguito di un lungo e sapiente restauro, curato magistralmente dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Aquila e finanziato da Eni e restituita alla vista e alla devozione dei fedeli, per ospitare i riti della Settimana Celestiniana, il nostro Giubileo".
 
Qui, per ventiquattrore, dai vespri della giornata di ieri sino alla chiusura della Porta Santa, è stata esposta la Bolla del Perdono, per la prima volta dal 2009, quando la devastazione del sisma che ha strappato alla vita 309 concittadini non ha risparmiato questo luogo di arte, di storia e di fede. Proprio a loro, e ai loro familiari, per sempre segnati da quella immane tragedia, vanno oggi il nostro pensiero, il nostro raccoglimento e le nostre preghiere. La Bolla del Perdono, donata da Celestino V alla nostra Città all’indomani dell’incoronazione a Pontefice, è emblema delle celebrazioni, fulcro di valori condivisi, esempio e traccia del cammino di tutti noi. Un solco nel quale incanalare le nostre azioni e le nostre testimonianze di cittadini e di fedeli, in un mondo ancora segnato da troppe divisioni e ingiustizie.

Il valore ecumenico e universale della Festa del Perdono è tutto nella splendente semplicità di questo messaggio e nell’attualità della sua forza che, attraverso i secoli, giunge intatta fino a noi. È da qui che dobbiamo ripartire, perché in questo messaggio di amore è contenuto il segreto della vita e la chiave della rinascita.
 
Quello che ho visto, in questa edizione della Perdonanza, nelle strade e nelle piazze finalmente traboccanti di vitalità, nei volti delle persone, nei sorrisi dei bambini, nell’entusiasmo dei giovani, è l’amore per questa Città. Un amore che è stato più forte del dolore e della distruzione, dello sgomento e delle difficoltà. Un amore che si è fatto fiducia e pazienza, speranza e caparbietà.

Questa Perdonanza ci dice che la possiamo fare, che, grazie a questo amore, possiamo vincere la nostra sfida e abbiamo già sconfitto il nemico peggiore: lo sconforto, l’abbandono. Come nell’iconografia più nota ed emblematica, che lo ritrae con la Città in mano, Celestino ci ha sostenuto, ci ha raccolto intorno alla sua Perdonanza, per rinnovare il suo dono di amore e di vita.
 
Il tema di questa edizione è stato quello della famiglia. Luogo da cui la vita si genera, nella comunione delle anime e nell’amore reciproco. Base della comunità cristiana e della società civile, presidio di valori e di unità, culla dei giovani. E proprio a loro, alle nuove generazioni, sono rivolti i nostri pensieri e i nostri progetti, poiché abbiamo il dovere, morale e civile, di riconsegnare loro una Città più bella, più sicura e più giusta.

Allo stesso modo, il tema della famiglia contiene e racchiude anche una dedica ideale.  Se oggi possiamo parlare di rinascita, se la nostra Città è apparsa così gioiosa e sobriamente festosa, infatti, lo dobbiamo proprio a quelle famiglie che con determinazione hanno deciso di restare, a costo di rinunce e sacrifici, avendo il coraggio di scommettere sul futuro. A loro è stata dedicata la Perdonanza 2018.
 
Famiglia è però anche la nostra comunità, famiglia è quella raccolta per celebrare questi Santi Misteri, famiglia siamo tutti noi quando scegliamo la luce della vita e teniamo acceso il fuoco della speranza.

In questa occasione consentitemi di rivolgere un sincero e sentito ringraziamento a quanti hanno lavorato, per mesi, alla riuscita di questo evento, al Comitato Perdonanza, al vice presidente e assessore alla cultura Sabrina Di Cosimo, al direttore artistico Leonardo De Amicis, che ha realizzato un eccezionale programma di eventi di qualità altissima, alla Curia aquilana, al cardinale Joao Braz de Aviz, al Cardinale Giuseppe Petrocchi, a Monsignor Orlando Antonini, a tutte le Istituzioni, civili e militari, alla protezione civile, ai volontari, a quanti hanno sostenuto economicamente la manifestazione e quanti hanno fornito il contributo per la riuscita di questa edizione della Festa del Perdono.
 
Un ringraziamento infine, a tutti voi, per la vostra partecipazione e per il vostro entusiasmo, il miglior premio per il nostro lavoro e il migliore sprone per il futuro.



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