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OSPEDALE L'AQUILA: L'UNIVERSITA' ''MANGIA''
I REPARTI, LA GUERRA DEI DOTTORI AI PROF

Pubblicazione: 12 febbraio 2018 alle ore 06:38

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L’AQUILA - Le “mani” dell’Università sull’ospedale “San Salvatore” dell’Aquila che, negli ultimi anni, sta mutando pelle a suon di trasferimenti di primari e operazioni di taglio e cucito sui reparti, fino ad acquisire, appunto, una prevalenza delle unità e dei dirigenti di origine accademica.

Una differenza che spesso passa inosservata all’utente finale, ma che genera non poco malcontento nei medici cosiddetti “ospedalieri”, sostenitori del retaggio e della tradizione del nosocomio regionale e che lamentano la caduta dei “paletti” fissati dalla commissione paritetica Ospedale-Ateneo.

Dall’altra parte va anche detto che il medico-professore universitario, quando è sostenuto da un curriculum di peso e da una grande attività di ricerca, può garantire un valore aggiunto, ma i critici non vedono molti profili di questa rilevanza nello scenario attuale.

Una "guerra", quella dei dottori ai prof (e viceversa), che affonda nei decenni e che quasi sempre serpeggia sotto traccia, ma che in quest'epoca di ridimensionamento della sanità, trasformata da servizio pubblico in azienda costretta a produrre reddito, come trapela dai corridoi del "San Salvatore", sta trovando nuovo carburante, anche perché i posti sono sempre meno e gli appetiti sempre di più.

Il caso più recente, ancora in fieri, riguarda la Geriatria: in estate, secondo quanto si apprende, è prevista l’uscita del primario Marco Pozone, e a sostituirlo potrebbe giungere da Avezzano (L’Aquila) Giovambattista Desideri, altro primario di matrice accademica. Pozone ha contattato la redazione di AbruzzoWeb precisando che la sua uscita avverrà solo nel 2019.

Stesso discorso per l’Ematologia: l’ospedaliero Samuele Di Giovanni, sempre da quanto appreso da fonti interne all’ospedale, in estate potrebbe lasciare il capoluogo e i galloni potrebbero essere ereditati proprio da un nuovo primario universitario, così come nella Neurofisiopatologia che era diretta da Paolo Aloisi, da poco in pensione.

Andando al passato, invece, il caso dei casi resta quello della Medicina generale, uno dei reparti di grande tradizione del “San Salvatore”, legato alla dinastia Natali: nel 2013, a capeggiare il fronte dei contrari all’accorpamento con l’unità “gemella” universitaria, infatti, c’era la dottoressa Laura Natali, erede dei due storici primari, il nonno Giulio e il padre Gianfranco.

Ci sono state interviste, conferenze stampa con richieste di ripensamento e di dimissioni dell’allora manager Giancarlo Silveri, perfino una protesta di piazza il giorno della Perdonanza Celestiniana, un ricorso al Tar e un ordine del giorno del Consiglio comunale, tutto contro la chiusura, ma nulla è servito.

Oggi il reparto universitario si chiama di Medicina interna e Nefrologia ed è diretto dal professor Claudio Ferri.

A Radiologia, dopo il pensionamento di Claudio Carnicelli, la responsabilità dell’unità viene retta da Carlo Masciocchi, direttore dell’unità di Radioterapia e Cardioradiologia, prorettore dell’Univaq e tra i papabili aspiranti alla guida dell’Ateneo quando scadrà il mandato di Paola Inverardi.

Nel campo della Rianimazione, Tullio Pozone, primario dal 2000, dal luglio 2015 è divenuto direttore del dipartimento emergenza e accettazione (Dea) dell’intera Asl e poi è andato in pensione, cedendo l’incarico di responsabile al professor Franco Marinangeli.

Nell’Ortopedia, nel dicembre 2016 è nato un reparto di “bis” a direzione universitaria, affidata al professor Vittorio Calvisi, con 5 posti letto, avulso dalla struttura ospedaliera guidata dal primario Stefano Flamini, oggi in pensione.

A gennaio di quest’anno, in più, Calvisi è stato ingaggiato in convenzione dalla Asl per andare a coordinare una nuova unità dipartimentale semplice specializzata nella chirurgia artroscopica.

Stessa storia nella Dermatologia: quella ospedaliera è stata assorbita nel reparto oncologico guidato dalla docente universitaria Maria Concetta Fargnoli.

Ancora in Neurologia: all’uscita di Giuseppe Cerone, primario dal 1993 al 2010, la guida del reparto è passata al professor Carmine Marini.

Infine, è tornata a guida ospedaliera, ma chissà fino a quando, la Neurochirurgia, reparto di eccellenza, dove al professor Renato Galzio, andato via tra le polemiche, è subentrato il dottor Alessandro Ricci, che per ora non è riuscito a diventare associato.

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