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OGNISSANTI: CELEBRAZIONI SACRE E PROFANE, ''TURISMO DELLA PAURA'' MUST DEL PONTE

Pubblicazione: 01 novembre 2019 alle ore 07:45

L'AQUILA - Tra ricorrenze profane e liturgie sacre si aprono le celebrazioni di "Ognissanti", nonché il lungo ponte all'insegna della pioggia.

L'inizio delle celebrazioni è stato scandito, come ogni anno, dalla mai superata discussione sulle rivendicazioni di due culture contrastanti, in riferimento alla notte che segna il passaggio a Ognissanti. Anche se ormai si è potuto ben appurare quel filo conduttore che unisce differenti culture.

E poi c'è un aspetto più materiale che accomuna diverse tradizioni, ed è un legame con la terra: un numero indefinibile di usanze celebravano e celebrano tuttora in Abruzzo, nel Lazio, in Campania e in altre parti soprattutto del Meridione, la santità della terra, a Capo del tempo.

Processioni, cerimonie semipagane che si concludevano davanti all’altare di qualche chiesa, ma soprattutto banchetti. I vivi mangiavano i prodotti del raccolto autunnale, primo dei quali la zucca che - svuotata della polpa, e forata per farne occhi, naso e bocca, veniva fissata in cima a una picca e, col lume interno di una candela, portata in giro per le buie vie del paese, oppure esposta sui davanzali; c’era poco Halloween, come si vede, in tutto ciò, e molta cultura della terra.

Per quanto riguarda le gite fuoriporta sarà il “turismo della paura” il “must” del Ponte di Ognissanti. Non la spinta principale alla vacanza ma un nuovo elemento motivazionale condito da un pizzico di avventura. Un andar per castelli e rovine al buio e spesso tra le prime brume autunnali. A rilevare questa tendenza pressoché inedita per l’Italia una indagine di Cna Turismo condotta tra gli iscritti alla Confederazione.

In Italia il “ghost tourism” è una faccia del turismo esperienziale che movimenta un numero ancora limitato, ma in forte crescita, di turisti. Un’avanguardia che s’incammina su sentieri e percorsi costituiti per l’occasione approfittando di Halloween, festa d’importazione non lontana però dai riti pre-cristiani diffusi nelle campagne italiane fino a non molti decenni fa, zucca intagliata a forma di teschio inclusa. Un’avanguardia che, secondo Cna Turismo, movimenta un giro economico superiore ai 100 milioni di euro destinato quest’anno probabilmente a impennarsi.

I castelli sono le mete privilegiate del “turismo della paura” grazie a proprietari e gestori lungimiranti che, per accogliere vacanzieri paganti, sono disposti ad abbassare i ponti levatoi, metaforicamente e talvolta realmente. E da Roccascalegna a Rocca Calascio, borghi medioevali segnati da storia e antiche leggende, in Abruzzo non mancano certamente le mete.

E ovviamente i defunti. Secondo diverse tradizioni durante la notte entreranno nelle case, invisibili, e si siederanno sorridenti, a ringraziare chi non si è scordato di loro e dall’aldilà li ha invitati a questa cena speciale. Alla luce dei lumini accesi banchetteranno, mentre tutti in casa dormono, senza fare il minimo rumore, in modo che nessuno si alzi dal letto e arrivi a interrompere l’incantesimo; per poi dileguarsi prima che faccia giorno.

Poi la visite ai cimiteri, per portare un fiore ai propri cari. In Abruzzo quest'anno sono diversi i comuni che si sono "attrezzati" per consentire a tutti di poter rendere omaggio ai loto defunti. In particolare agli anziani e ai disabili che, senza mezzi idonei, non riuscirebbero a raggiungere i cimiteri e così sono state messe a disposizione delle navette.

Tra tenerezza, ricordo, rispetto, terra e tradizioni, si celebrano così santi e defunti.



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