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L'EX ASSESSORE: ''E' TUTTO FERMO, SOLDI A RISCHIO E SENZA LA NUOVA RETE SI BLOCCANO ANCHE LE ASSUNZIONI''

NUOVI OSPEDALI: VERI' CONTRO I FONDI DEI PRIVATI CANCELLA IL PIANO-PAOLUCCI

Pubblicazione: 14 novembre 2019 alle ore 19:15

L'AQUILA - Ribadendo ciò che aveva già detto in consiglio regionale, l'assessore alla Salute, Nicoletta Verì, mette una pietra quasi tombale sul piano per la costruzione di quattro nuovi ospedali ad Avezzano, Lanciano, Vasto e Sulmona, la ristrutturazione di quello di Penne e la realizzazione della centrale del 118 all'Aquila.

Un maxi investimento da 283 milioni, in parte finanziato con fondi privati, messo nero su bianco con una delibera di giunta regionale nella scorsa legislatura. Verì replica all'allarme lanciato da Silvio Paolucci, l'ex assessore che aveva condotto il percorso fino al varo della delibera, sulla possibilità che i fondi vengano persi.

"Il consigliere Silvio Paolucci stia tranquillo: questo assessorato e l'intero governo regionale non perderà alcun finanziamento per l'edilizia sanitaria. Piuttosto forse è arrivato il momento di far sapere agli abruzzesi se il funzionario ministeriale che avrebbe dovuto firmare l'accordo di programma per i nuovi ospedali nel febbraio 2018, è ancora in missione intergovernativa all'estero", contrattacca Verì.

L'attuale assessore aveva già messo in discussione, in consiglio, la validità del meccanismo dei progetti di finanza, ovvero la possibilità che privati anticipino delle somme che la Regione dovrebbe poi restituire sotto forma di canoni periodici. Un impegno che è stato quantificato in una ventina di milioni annui per Asl. Ecco perché l'attuale governo regionale ha stoppato tutto.

"A pochi giorni dalle elezioni politiche del marzo 2018 - ricorda Verì - l'allora ministro Lorenzin venne a Lanciano in visita all'ospedale e annunciò che nel giro di qualche ora l'accordo di programma sarebbe stato firmato: l'unico impedimento era rappresentato dall'assenza del funzionario, che sarebbe rientrato a breve. Da allora sono passati quasi due anni e di quel documento non c'è traccia. Dalla visita della Lorenzin alle elezioni dell'attuale governo regionale è intercorso un altro anno, durante il quale non mi sembra che Paolucci abbia tentato di far apporre quella famosa firma, anzi a settembre 2018 è addirittura intervenuto nuovamente sui programmi di edilizia sanitaria".

"Scelte programmatiche, tra l'altro in gran parte risalenti all'amministrazione Chiodi - continua l'assessore - tutte in astratto auspicabili e condivisibili, ma che necessitano di una più puntale verifica, sia per analizzare la compatibilità con i piani di fabbisogno di personale e sia soprattutto per la loro sostenibilità finanziaria, alla luce del fatto che la Regione Abruzzo, a causa della diminuzione della sua popolazione, ha visto ridotte le risorse del proprio fondo sanitario. Il provvedimento, infatti, ai fini della sua attuabilità, oltre al contributo pubblico di circa 150 milioni di euro, prevede una partecipazione del privato per circa 143 milioni di euro. Somme necessarie per cofinanziare le opere richieste, che poi dovranno essere rimborsate nelle forme dei canoni negli anni della successiva concessione".

"Allo stato delle odierne verifiche, il costo corrispondente ad una anticipazione di quel genere, per una durata media di 25 anni, ammonterebbe a non meno di 20 milioni annui a carico del bilancio delle Asl interessate. Il punto è che nelle deliberazioni approvate non c'è traccia di reali economie di gestione derivanti dalla realizzazione dei nuovi ospedali, con la conseguenza che i canoni si configurano tutti come maggiori costi a carico del servizio sanitario, visto che i minori costi di funzionamento non sono comunque tali da compensare i maggiori canoni. Tutto ciò è confermato anche dall’allora assessore Paolucci che il 2 febbraio dello scorso anno ha dovuto attestare che i canoni sarebbero stati garantiti dal bilancio regionale. Pertanto, prima di confermare eventualmente quelle scelte, è necessario effettuare una nuova verifica, sia sulla coerenza generale dell'iniziativa e sia dal punto di vista economico".

Paolucci ha rintuzzato l'attacco: "La risposta della Verì non mi tranquillizza per niente, anzi, da cittadino e utente della sanità regionale mi sconcerta ancora di più. Ma come si fa a citare il funzionario del governo sui nuovi ospedali che è poi lo stesso funzionario che è stato all’interno del ministero anche nei 14 mesi del Governo Lega?  Il piano è fermo nonostante i 143 milioni assegnati per cassa dai governi del Pd cui si aggiungono i 94 collegati al sisma solo perché la Giunta non produce neanche un solo atto. Neanche una! E oggi sono ancora più preoccupato di prima".

"Perché se c’è un fatto incontestabile è che in questi 9 mesi di giunta lenta non è stato compiuto assolutamente nulla dal nuovo Governo regionale: non c’è una nota, una delibera, un atto, un’interlocuzione di segno positivo sull’argomento, solo ipotesi e giustificazioni per non decidere e galleggiare.  Se non fosse così sono pregati di tirare fuori gli atti che dimostrano il contrario. Vero è che il programma dei nuovi ospedali è stato semplicemente ignorato. Dimenticato. E di più, addirittura fortemente rallentato in quanto la Giunta lenta che non intende assumere una decisione sulla rete ospedaliera, di fatto in questo modo ha bloccato non solo i nuovi ospedali ma anche le nuove assunzioni e gli atti aziendali. Per mesi, forse anni".

"Infatti in assenza di una rete approvata - incalza Paolucci - non avremo approvato nemmeno il fabbisogno del personale. Non solo: non avremo gli atti aziendali con l’organizzazione degli operatori e non avremo la possibilità di utilizzare gli oltre 400 milioni di euro per i nuovi ospedali che ci sono, vanno semplicemente amministrati, se si è in grado di farlo. Se questo non è accaduto, significa che questa capacità non sussiste".

"Tutto questo è confermato dal fatto che in un anno non c’è un solo atto di programmazione. Io credo che questo derivi più che per l’assessore per il fatto che la stessa è ingabbiata da una campagna elettorale dei suoi carica di promesse che seguiva una politica di strumentalizzazione così vistosa da essere difficilmente gestibile oggi. Nel frattempo si inviano piani sanitari (operativi), rete ospedaliera e territoriale senza passare per il Consiglio regionale, pur non essendo più noi commissariati. Piani operativi come se già si fosse concordata la permanenza nel Piano di rientro. Piani come quelli ospedalieri persino difficilmente valutabili se fosse confermata l’assenza della tabella C. E così oggi tutto è fermo".

"Sui Lea si rischia di arretrare per la prima volta dopo 5 anni, sull’edilizia nulla, i conti risentono di un anno di stasi totale. La logica è non decidere, trovare le scuse per ribaltare sul Ministero gli inganni della campagna elettorale. Insomma è sempre più una Giunta presunta per mancanza di prove", conclude Paolucci.



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