IL PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA PARTECIPA ALLA MESSA DI COMMEMORAZIONE
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L'AQUILA - "Non vi abbandonerò". Con queste parole il il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, è andato via dall'Aquila dove ha partecipato alla messa di commemorazione delle vittime in occasione del secondo anniversario del terremoto di due anni fa. Il capo dello Stato, prima della celebrazione che si è tenuta nella basilica di Collemaggio e alla quale ha partecipato anche il sottosegretario Gianni Letta, ha incontrato una delegazione di studenti e dei familiari delle 309 vittime del terremoto del 6 aprile 2009. Soddisfatto e anche commosso il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, per il quale si tratta di un evento "decisivo". "L'Aquila - ha commentato in un'intervista con i cronisti appena dopo la partenza del presidente - torna una grande tragedia italiana". Per il presidente della fondazione "6 aprile per la vita", Vincenzo Vittorini, "ora Napolitano deve parlare e fare per la prevenzione: al mio invito ha annuito, speriamo che traduca in fatti". Durante la messa è stata data lettura dei nomi delle 309 vittime del sisma: evidente la commozione del Capo dello Stato che, dopo la lettura dell'ultimo nome, non ha potuto fare a meno di asciugarsi una lacrima con un fazzoletto. Napolitano e Letta hanno scambiato un saluto con l'ex sindaco di Avezzano (L'Aquila), Mario Spallone. NAPOLITANO INCONTRA GIORNALISTA PARISSE E FAMILIARI VITTIME Accanto a lui ci sono il sindaco dell'Aquila, Massimo Cialente, il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, i presidenti della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, e della Provincia dell'Aquila, Antonio del Corvo. Napolitano, appena arrivato, ha stretto la mano, tra gli altri, al giornalista Giustino Parisse, che nel sisma di due anni fa ha perso i due figli e il padre. Accompagnato da un breve applauso della folla, sulla soglia della basilica è stato accolto dall'arcivescovo metropolita dell'Aquila, Giuseppe Molinari, e dal vescovo ausiliario Giovanni D'Ercole. Poi è entrato per partecipare alla funzione. NAPOLITANO: "L'AQUILA NON SARA' DIMENTICATA" È un messaggio di speranza e di impegno per il futuro quello che il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, rivolge agli aquilani e a coloro che hanno perso familiari e un pezzo della loro stessa vita nel terremoto di due anni fa. Al suo arrivo alla basilica di Collemaggio per la messa in suffragio delle vittime della tragedia, il capo dello Stato fa esplicito riferimento alla propria carica e al significato che questa riveste "al di là della mia singola persona" per assicurare che "gli aquilani non devono avere la paura di essere dimenticati percè', per fortuna, la coscienza civica del nostro paese e degli italiani non e' al di sotto del dovere del ricordo e della vicinanza". Al suo arrivo, il presidente della Repubblica incontra una delegazioni di giovani aquilani e di familiari delle vittime del terremoto ed è dopo questo breve ma intenso momento di scambio, proprio sul sagrato della basilica, che Napolitano osserva: "se emozione significa, come in effetti significa, capacità di riflessione e di coinvolgimento anche umano e sociale, quella che abbiamo visto oggi non può che essere un elemento positivo. NAPOLITANO: "MASSIMO SFORZO PER RICOSTRUZIONE" "E' giusto discutere di quali sono i termini dei programmi e i tempi per la ricostruzione e le prospettive di soluzione dei problemi", ha aggiunto Napolitano affermando che a suo avviso "su questo tema le divisioni sono state minime". "Nel fuoco dell'emergenza - ha detto - c'é stata la massima unità. Poi, naturalmente, c'é stata anche la discussione, che è sempre lecita all'interno delle istituzioni. L'importante è il senso della misura. L'importante è che le distinzioni non superino mai un certo limite, che non diventino elemento distruttivo". NAPOLITANO AGLI AQUILANI: "NON VI ABBANDONERO'" È ripartito verso il Quirinale il presidente Napolitano, oggi in visita all'Aquila per la commemorazione delle vittime del sisma di due anni fa. Acclamato dalla folla, prima di entrare in auto per ripartire ha deviato verso il prato di Collemaggio e ha gridato agli aquilani presenti “non abbandonerò nessuno”. IL SINDACO CIALENTE: "UN EVENTO DECISIVO" Il sindaco Massimo Cialente ha commentato: “Un evento decisivo, L’Aquila oggi torna a essere una tragedia nazionale”. Sulle priorità per la città, il sindaco ha ribadito la necessità di far partire la ricostruzione delle case “E”. “A Chiodi - ha aggiunto - vorrei dire che su qualche situazione dobbiamo forzare la mano, per esempio agendo in deroga”. PRESIDENTE ''309 MARTIRI'': "SPERO CHE IL PRESIDENTE SI ATTIVI PER LA PREVENZIONE" “Al presidente Napolitano ho detto di cominciare a parlare ma anche di fare prevenzione, per arrivare prima. Lui ha annuito. Spero che questo assenso si traduca in fatti”. “In questo giorno - ha concluso - l’Italia è più vicina alla nostra città e questo clima non va sprecato”. NAPOLITANO A VITTORINI: ''L'ITALIA VI E' VICINA'' L'AQUILA - Salutando, prima di entrare in chiesa, i rappresentanti delle famiglie delle vittime del sisma, i volontari e gli studenti, il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, si è rivolto al presidente dell' associazione "6 aprile per la vita", Vincenzo Vittorini, appena presentatogli dal sindaco dell'Aquila e gli ha detto: "L'Italia vi è vicina". Vittorini ha replicato: "È bello, presidente, quello che lei ci dice. Occorre però maggiore attenzione anche alla prevenzione". MESSAGGIO DI SCHIFANI ALLA IURATO: "RICOSTRUZIONE SIMBOLO DI COESIONE NAZIONALE" L'AQUILA - "A due anni dal terremoto nella terribile notte tra il 5 e il 6 aprile 2009, desidero confermare la mia fraterna vicinanza a tutti gli abruzzesi e rinnovare il cordoglio per quanti persero la vita nel sisma". È ciò che si legge nel messaggio al prefetto dell'Aquila, Giovanna Maria Iurato, da parte del presidente del Senato, Renato Schifani. "Il dolore di quei giorni - continua Schifani - solo in parte alleviato dalla volontà di tutti a ritornare quanto prima alla normalità, non deve offuscare oggi il lavoro intrapreso e portato avanti dalle istituzioni tutte e da quanti, da posti diversi e ciascuno secondo le proprie possibilità, hanno operato per il bene comune". "Ho recentemente inaugurato a Barete - prosegue ancora il presidente del Senato - una scuola per l'infanzia e nell'entusiasmo dei bambini, degli insegnanti, dei genitori e delle autorità locali, ho visto uno spirito di rinascita bellissimo e forte". "La generosità - conclude - il sacrificio e l'impegno delle persone che hanno offerto la propria opera per la riedificazione dell'Aquila, e tutti coloro che, partecipi nel dolore e vicini nella certezza della ripresa, hanno voluto e continuano a dimostrare sensibilità nei confronti della vostra regione, sono oggi l'espressione più autentica della coesione del nostro paese, non solo unito da valori formali, ma da un vero e profondo spirito di solidarietà". SCHIFANI, UN MINUTO DI SILENZIO IN SENATO: "ITALIA TUTTA COMMOSSA" L'AQUILA - Il 6 aprile 2009 "l'Italia rimase attonita e commossa di fronte alla violenza del terremoto" che colpì l'Aquila e l'Abruzzo. Il presidente del Senato Schifani ha ricordato, nell'apertura della seduta pomeridiana dell'Aula del Senato, il sisma che scosse il capoluogo abruzzese. Schifani, terminato il discorso con il riconoscimento della "tempra eccezionale" delle popolazioni colpite, ha chiesto ai senatori un minuto di silenzio. A seguire, interverranno alcuni senatori. "Quella mattina d'aprile l'Italia intera - ha sottolineato Schifani - sostò attonita e commossa di fronte alle terribili distruzioni provocate dalla violenza del terremoto, che in pochi secondi ha mietuto più di trecento vittime, devastato migliaia di case e sfigurato tanti preziosi segni di una identità civile, artistica e spirituale di antichissima e nobile origine". "Il popolo d'Abruzzo, così duramente colpito da quella immane tragedia, ha mostrato - ha aggiunto il presidente del Senato - a tutti noi ed al mondo intero una tempra eccezionale, grazie alla quale ha saputo reagire ai lutti e alle distruzioni ed iniziare a ricostruire il tessuto sociale, civile e produttivo sconvolto dalla violenza della natura". "Molti sforzi sono stati compiuti, in questi due anni - ha continuato Schifani - per restituire una casa a migliaia di famiglie, rilanciare le attività economiche, ricostituire il tessuto civile e culturale, dalle Istituzioni locali all'università, recuperare gli ingentissimi danni al patrimonio artistico. Come ho già affermato nel messaggio inviato al prefetto dell'Aquila, il profondo dolore di quei giorni non deve offuscare il grande lavoro di quanti, Istituzioni e privati cittadini, hanno saputo operare per il bene comune". "È allora ancor più necessario continuare ad investire le nostre migliori energie nell'obiettivo di tornare a far risplendere quei centri storici che, all'Aquila come nelle altre comunità della sua provincia, costituiscono il fulcro del nostro modello di convivenza civile: soltanto allora potrà dirsi veramente compiuta l'opera di ricostruzione". "Voglio esprimere - ha affermato il presidente di Palazzo Madama - ancora una volta, a nome di tutta l'Assemblea, profonda vicinanza alle popolazioni colpite da quella immane tragedia, ed immutata gratitudine verso tutti coloro che, a vario titolo, hanno collaborato al soccorso e stanno ancora collaborando alla ricostruzione: un impegno corale che costituisce, lo ribadisco, l'espressione più autentica della profonda coesione del nostro Paese". "In questo spirito di solidarietà umana ed istituzionale, invito allora tutti i Colleghi - ha concluso - ad osservare un minuto di silenzio e di raccoglimento, in memoria delle 308 vittime del terremoto". L'OMELIA DI MOLINARI: ''SIGNORE, DOV'ERI?'' L'AQUILA - "Signore, dov'eri la notte terribile del terremoto?". Nella Basilica di Collemaggio davanti al Capo dello Stato, al sottosegretario Letta, alle autorità e a circa mille fedeli, l'arcivescovo metropolita dell'Aquila, Giuseppe Molinari, nell'omelia, rivolge la stessa domanda che Marta pose a Gesù: "Signore se tu fossi stato qui, mio fratello non sarebbe morto". Cristianamente, Molinari ricorda che "i fratelli sepolti dalle macerie non moriranno in eterno, ma - si chiede alludendo alla ricostruzione - Signore, noi non possiamo aspettare ancora tanto". Molinari rivolge poi un "saluto affettuoso e di riconoscenza" al Capo dello Stato: "La sua visita è un grande dono per la nostra comunità". Ringrazia anche Letta, e poi, facendo riferimento al brano del Vangelo di Giovanni, allude alla ripresa di una "città morta": "C'è tanto dolore. Dopo due anni le ferite sono sempre aperte. Per quanti giorni, mesi, anni ancora dobbiamo aspettare in silenzio la salvezza?" si chiede Molinari che, spesso, con i suoi messaggi, ha pungolato le istituzioni. "Crediamo nella Resurrezione - conclude Molinari - So che risorgeremo nell'ultimo giorno, ma quel giorno è troppo lontano, abbiamo bisogno di certezze subito". PAGANO: "CONCORDIA POLITICA PER VELOCIZZARE RICOSTRUZIONE" L'AQUILA – “Per procedere con la ricostruzione post-sisma, specialmente del centro storico dell'Aquila, sono necessarie concordia politica e velocizzazione delle procedure amministrative”. Lo ha detto il Presidente del Consiglio regionale, Nazario Pagano, che oggi prenderà parte alla messa celebrata nella Basilica di Collemaggio per l’anniversario del terremoto alla presenza del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, e del Sottosegretario Gianni Letta. “A due anni dal terremoto – prosegue il Presidente Pagano – bisogna superare gli steccati ideologici e l'appartenenza politica, visto che non sempre è successo in questi mesi, e ritrovare lo spirito di intesa che ha contraddistinto la fase dell’emergenza, promuovendo un modello di ricostruzione capace concretamente di rialzare L’Aquila". "Ai cittadini aquilani – conclude Pagano – desidero esprimere la mia vicinanza e rinnovare il cordoglio per quanti persero la vita in quella tragica notte del 6 aprile di due anni fa”. CIALENTE: ''CON NAPOLITANO TORNIAMO GRANDE TRAGEDIA NAZIONALE''
L’AQUILA - “Una presenza decisiva”. Così il sindaco dell’Aquila, Massimo Cialente, ha commentato la visita del capo dello Stato, Giorgio Napolitano, un secondo dopo che si era chiuso lo sportello dell’auto che riporta il presidente al Quirinale. Un Cialente che si è commosso più volte nel corso della santa messa di oggi, e che ora si sente di affermare che L’Aquila è tornata “una grande tragedia nazionale”. A Napolitano ha chiesto “che l’Italia si stringa dopo due anni di nuovo attorno all’Aquila”, al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi, chiede “un rapporto ancora molto stretto tra le istituzioni locali, la struttura commissariale e i vari ministeri del governo”. A conclusione del secondo anniversario della tragedia, il primo cittadino inoltre afferma che “la ricostruzione delle case ‘E’ deve partire” e “non ci saranno rinvii sulla scadenza del 30 giugno” per presentare i progetti. Un appello anche al presidente della Regione e commissario per la ricostruzione, Gianni Chiodi: “Entrambi portiamo una croce più grossa degli altri, ma dobbiamo forzare più situazioni”. Sindaco, come valuta questa visita di Giorgio Napolitano? Una presenza decisiva. A parte la presenza della gente, veramente questa presenza rinnova un po’ la centralità della vicenda aquilana rispetto all’Italia. L’Aquila è tornata tragedia nazionale? Sì, torna una grande tragedia nazionale. Senza ancora soluzioni, con un cammino in salita, appena intrapreso, e che, ora, è diventato una scalata a una parete di terzo grado. Importanti quindi le presenze sia del presidente della Repubblica che quella del governo con il sottosegretario Letta, che sta seguendo in questo momento con rinnovato vigore queste vicende. Anche sul piano tecnico. È vero. Credo che ci sia bisogno di un’estrema umiltà per capire che dobbiamo affrontare una serie di questioni complicatissime. Ogni giorno, come si affronta un problema e se ne vede la soluzione, immediatamente se ne aprono altri due o tre nuovi. D’altronde non abbiamo precedenti per molte questioni. La ricostruzione delle “E” ora deve partire. Le “E” devono partire e non ci saranno rinvii per quelle della periferia sulla scadenza del 30 giugno. Anzi, con una lettera ho chiesto mille alloggi ristrutturati per Natale. Con un impegno grosso sia della filiera, sia del Comune, sia delle imprese è un risultato possibile. Non possiamo pensare di far passare agli aquilani un altro Natale negli alberghi o nelle caserme. È inaccettabile. Che cosa ha chiesto al presidente della Repubblica? Che l’Italia si stringa dopo due anni di nuovo attorno all’Aquila, prendendo atto di quello che si è fatto all’inizio, quello che si è cercato di fare nel 2010, quello che non si è fatto e quello che si dovrà fare, che è ancora la maggior parte del lavoro. Che cosa cambierà nella governance della ricostruzione? Abbiamo cambiato metodo di lavoro. Pari grado, pari ruolo, pari capacità di proposta tra gli Enti locali e la struttura commissariali. Che cosa vuole dire a Chiodi oggi? Con Gianni ci diciamo spesso che abbiamo una croce più degli altri da portare avanti. Il discorso è che dobbiamo un po’ trovare più coraggio secondo me in alcuni atti. Sarei per forzare alcune situazioni perché siamo ancora in una grande emergenza. Credo che il Paese potrebbe capire ancora qualche deroga rispetto alla normativa su vicende decisive. Parlo di alcuni edifici pubblici strategici e parlo soprattutto dell’edilizia residenziale pubblica, perché avere mille appartamenti sui quali potremmo intervenire come fatto sulle scuole e non poterlo fare vuol dire avere ancora migliaia di persone negli alberghi. La ricostruzione è ancora troppo lenta? Sento molto parlare di questo ‘miracolo giapponese’ dell’autostrada rifatta dopo sei giorni. Qui c’è stato un miracolo ancora più grosso: abbiamo restituito le scuole a 17.800 ragazzi del ‘cratere’, rimettendone in piedi circa 45, che avevano danni anche gravi, e costruendone di nuove, tutto in 65 giorni. Questo è stato un miracolo del Paese. Vuol dire che se riusciamo a fare le cose corrette, anche sorvegliandoci a vicenda, in estrema urgenza, siamo i più bravi in assoluto. Le risulta che molte società immobiliari stiano comprando decine di case in centro e finiranno per influenzare notevolmente la ricostruzione? A me non risulta, anche se mi è giunta questa voce. Se qualcuno lo sta facendo probabilmente lo fa con un po’ di vergogna, perché la parola d’ordine qui è di mantenere L’Aquila agli aquilani. Qual è il suo messaggio al presidente del Consiglio, Silvio Berlusconi? Quello che gli ho già dato al telefono quindici giorni fa, che il 2010 è stato un anno in cui il governo è stato meno presente qui e invece questa è una fase in cui deve esserci ancora un rapporto molto stretto tra le istituzioni locali e la struttura commissariale e i vari ministeri del governo. In fondo la struttura tecnica di missione quando era nata era stata pensata così, con la presenza di 15 alti funzionari di tutti i ministeri interessati. Credo di aver ottenuto questa cosa, spero di poter guardare con più serenità al futuro anche se oggi è un giorno molto duro. Con il decreto “milleproroghe” si aspetta altri aiuti economici? C’è da sciogliere il nodo del miliardo di euro per la ripresa del tessuto socio-economico dell’intero Abruzzo e in modo particolare dell’Aquilano che è completamente bloccato. Sul sagrato di Collemaggio ho parlato di questo con Letta, e ne riparleremo. IL 6 APRILE IN CITTA': CLIMA SURREALE, TURISTI E POCO TRAFFICO
L'AQUILA - Nel secondo anniversario del terremoto, L'Aquila appare in una condizione surreale, in uno scenario caratterizzato da edifici messi in sicurezza e pochi cantieri avviati. C'è poca gente in giro, nella giornata di lutto cittadino, e questo non è dovuto solo al fatto che nel corso della commemorazione notturna, svoltasi in un clima freddo, erano ventimila gli aquilani intervenuti. Tra i pochi a girare ci sono turisti che si fermano nei luoghi simbolo del terremoto, tra i quali la Casa dello studente. Il traffico veicolare è molto al di sotto della media, rispetto alle giornate normali, quando, in queste ore, è addirittura snervante. Molti negozi sono chiusi, come anche molti bar, e per questo ci sono stati disagi per i cittadini, alla ricerca di un punto di ristorazione per il break di metà giornata, visto che gli uffici sono rimasti aperti. Nelle scuole c'è stata lezione, nelle aule sono stati osservati cinque minuti di silenzio per ricordare le vittime, anche se per alcuni istituti, alla luce dell'autonomia scolastica, i responsabili hanno deciso la chiusura. UN GRUPPO DI CITTADINI, ''C'E' IL RISCHIO CHE DIVENTI UNA SAGRA'' La fiaccolata nella notte tra il 5 e il 6 aprile per ricordare le vittime del sisma "rischia di diventare una sagra, sta perdendo lo spirito più profondo". È la considerazione di un gruppo di cittadini all'indomani della commemorazione che ha richiamato ventimila persone alla fiaccolata conclusasi a piazza Duomo alle 3.32, ora del sisma. "Non ci sorprenderemmo se l'anno prossimo dovessero apparire bancarelle oppure furgoni che vendono panini - ha spiegato ancora il gruppo - È una situazione che a nostro avviso tiene lontano molti aquilani da quella che invece dovrebbe essere una manifestazione molto significativa per ricordare un evento tragico che ha cambiato la storia e il volto della nostra città". "Durante la fiaccolata si parla di politica, è diventato più un momento di aggregazione, di socialità che senz'altro sono determinanti per la ripresa dell'Aquila, ma non possono ridursi a questa occasione che, nonostante questo fine sia nobile, viene declassata perdendo così lo spirito della commemorazione". SOLO TRE CONSIGLIERI REGIONALI ALLA MESSA SOLENNE L'AQUILA - Solo tre consiglieri regionali hanno partecipato alla messa solenne promossa dall'assemblea per commemorare le 309 vittime del terremoto del 6 aprile 2009. Si tratta di Gino Milano, capogruppo dell'Api, Berardo Rabuffo, capogruppo di Fli e Alessandra Petri (Pdl). La funzione, che si è svolta nella sala consiliare di palazzo dell'Emiciclo, ha avuto inizio alle 11 e ha visto la partecipazione di un centinaio di dipendenti del Consiglio regionale. In particolare alcuni dipendenti hanno letto messaggi per ricordare i dipendenti regionali morti nei crolli causati dal sisma. L'attività consiliare per il 6 aprile è stata sospesa proprio per la giornata di commemorazione e molti consiglieri non sono venuti all'Aquila. LE REAZIONI
STADERINI (RADICALI): ''STOP AGLI APPALTI CON PROCEDURE IN DEROGA'' L'AQUILA . "Due anni fa il terremoto mise a nudo gli effetti di sessant'anni di distruzione della democrazia e dello stato di diritto in Italia. Da una parte le cause che determinarono la tragedia: il dissesto idrogeologico, la mancata prevenzione, l'edilizia fuori norma, l'elusione di controlli e procedure; dall'altra la gestione emergenziale successiva al sisma, in stile Protezione civile spa, divenuta modello ordinario di governo". Lo afferma Mario Staderini, segretario di Radicali Italiani. "Oggi la ricostruzione è ferma - continua - e, come denunciato dall'autorità di vigilanza sui contratti pubblici, prosegue l'assegnazione di appalti attraverso ingiustificate procedure in deroga. Sino a quando L'Aquila non tornerà ad essere una questione di carattere nazionale, continueranno le debolezze istituzionali e le risse partitiche. Occorre subito una legge organica per la ricostruzione, che consenta di superare le criminogene gestioni emergenziali e riporti ad un governo democratico del territorio. Il lavoro è già pronto: in Parlamento, infatti, c'è la proposta di legge dei deputati radicali, mentre nei prossimi giorni arriverà anche la legge di iniziativa popolare presentata dagli aquilani". "Il loro esempio - conclude - è un'occasione di riscossa democratica che sarebbe un delitto perdere". ROLLANDIN (VALLE D'AOSTA): ''ANCORA AL FIANCO DELLA POPOLAZIONE COLPITA DAL TERREMOTO'' L'AQUILA - "Esattamente due anni fa, il 6 aprile 2009, l'Abruzzo, e in particolare la Provincia dell'Aquila, sono stati sconvolti da un terremoto che ha provocato vittime e distruzione. Oggi desidero rinnovare a nome di tutta la comunità valdostana la solidarietà e la vicinanza alla popolazione abruzzese". Lo ha dichiarato il presidente della regione Valle d'Aosta, Augusto Rollandin, aprendo questa mattina i lavori del Consiglio regionale valdostano. "Nel quadro dell'impegno profuso dalla comunità e dalle istituzioni valdostane nei confronti della popolazione abruzzese - ha ricordato - nell'ottobre del 2009 il Consiglio regionale ha approvato all'unanimità una risoluzione sugli interventi da realizzare in favore del Comune di Lucoli. A seguito di tale impegno un gruppo di lavoro incaricato dalla Regione ha definito, di concerto con il Comune abruzzese, un intervento pilota da realizzare in località San Menna, che consiste nella creazione di una palestra che possa essere destinata anche all'operatività della Protezione civile in caso di calamità naturale". "Il progetto esecutivo - ha proseguito Rollandin - del primo lotto dei lavori, consistenti nelle opere di urbanizzazione primaria e nelle sistemazioni esterne, è stato approvato nel maggio 2010, per una spesa complessiva di 393 mila euro. I lavori saranno consegnati entro il prossimo mese di maggio". Rollandin ha poi aggiunto che "il progetto esecutivo del secondo lotto, che concerne la realizzazione della struttura vera e propria, è stato approvato il 30 marzo scorso e la relativa gara di appalto (per un importo complessivo a base d'asta di 738 mila euro) sarà avviata nei prossimi giorni. Il termine per l'esecuzione dei lavori è di 180 giorni dalla data del verbale di consegna". La somma complessiva destinata all'Abruzzo ammonta a un milione 234 mila 700 euro. MANTINI (UDC): ''STOP POTERI SPECIALI E COMMISSARI'' L'AQUILA - "Le parole del Capo dello Stato, a due anni dal terribile sisma del 2009, guidino la sfida della ricostruzione aLL'Aquila. Il Presidente Giorgio Napolitano ha parlato di cooperazione a tutti i livelli, comunale, provinciale, regionale, nazionale. Ma questa cooperazione è difficile se chi è responsabile è senza potere e viceversa". Lo afferma Pierluigi Mantini, parlamentare Udc. "La ricostruzione - prosegue - deve essere fatta con la cooperazione dei poteri ordinari, enti locali, Regione e Stato, e deve finire la logica dei poteri speciali e dei commissari. L'emergenza non può durare dieci anni. I poteri speciali ostacolano la ricostruzione e favoriscono i conflitti. L'Aquila - conclude - deve risorgere più bella di prima, con un'ampia collaborazione civile e non concentrando il potere in poche mani". DI STANISLAO (IDV): ''VERGOGNOSA ASSENZA MINISTRI ALL'AQUILA'' ROMA - "Una vergogna che nessun ministro sia presente oggi all'Aquila nel secondo anniversario del terribile terremoto". Lo sostiene Augusto Di Stanislao, parlamentare abruzzese dell'Italia dei valori. "Un'intera compagine governativa - attacca Di Stanislao - dopo le passerelle e gli effetti speciali del passato, costretta a stare tutti in aula a difendere gli interessi processuali del capo e ad 'ubbidir facendo'". "Le esigenze processuali del presidente del Consiglio vengono prima di qualunque altra cosa - ha continuato l'esponente Idv - anche del rispetto dei cittadini aquilani ed abruzzesi". "Solo in Italia, con il governo Berlusconi, i ministri della Repubblica, invece di ottemperare ai loro doveri, presidiano l'Aula, impegnati a difendere l'indifendibile, ossia a proteggere le vergogne del premier che ormai ha perso ogni credibilità non è capace di dare alcuna risposta concreta agli abruzzesi e ai terremotati e a tutto il Paese" conclude Di Stanislao. SONIA ALFANO (IDV): ''UN VIDEO SULL'AQUILA A OGNI PARLAMENTARE'' STRASBURGO - "Oggi invierò a tutti i parlamentari un video che è stato girato a L'Aquila il 13 gennaio. Invito tutti i colleghi a guardarlo perché i cittadini aquilani attendono una risposta forte dall'Europa, da due anni". Lo ha annunciato l'europarlamentare dell'Idv, Sonia Alfano, nell'aula di Strasburgo in apertura della sessione di voto durante la seduta plenaria del Parlamento europeo, subito dopo aver ricordato i 309 morti e gli oltre 1.650 feriti causati dal terremoto dell'Abruzzo due anni fa. PRESIDENTE PROVINCIA TRENTO: "OGGI QUI PER TESTIMONIARE NOSTRO IMPEGNO" L'AQUILA - "Essere qui oggi, in mezzo a tante persone che ancora soffrono per la perdita dei loro cari, è la testimonianza dell'impegno della nostra comunità, che sa quanto sia importante agire nell'emergenza ma anche continuare a esserci, nel difficile cammino della ricostruzione". È quanto affermato dal presidente della Provincia autonoma di Trento, Lorenzo Dellai, che spiega così in una nota la sua partecipazione alla solenne cerimonia celebrata stamani all'Aquila, a due anni dal terremoto. "La stretta di mano con la quale il Capo dello Stato, Giorgio Napolitano ha salutato Dellai - prosegue l'amministrazione trentina in una nota - è dunque il grazie che il nostro Paese ha rivolto alle centinaia di uomini e donne trentini che da due anni fa a oggi si sono succeduti nei vari turni con cui è stata gestita la missione in terra abruzzese". La Protezione civile trentina, rappresentata oggi all'Aquila dal capo Raffaele De Col, cominciò a mobilitarsi immediatamente, come ricorda la nota. Prima delle 10 del mattino la prima colonna lasciò la caserma di Trento alla volta dell'Abruzzo. Entro sera il primo campo era già quasi completato. "Cominciò da quel giorno un impegno dal quale sono scaturire non solo molte opere che hanno consentito alle comunità colpite dal terremoto di 'rinascere' - viene evidenziato - ma anche un vero e proprio rapporto di amicizia e di collaborazione fra le due comunità e le istituzioni che le rappresentano". PRESIDENTE COMUNITA' ARABA: "NON DIMENTICHIAMO LE VITTIME" L'AQUILA - "Ci associamo alle parole del presidente Giorgio Napolitano per le vittime del terremoto dell'Aquila che non dimentichiamo, in particolar modo il nostro studente palestinese, Hussein Hamade, che era al primo anno di medicina". È il pensiero del presidente della Co-Mai, comunità del mondo arabo in Italia, e dell'associazione medici di origine straniera in Italia, Foad Aodi, in occasione del secondo anniversario del terremoto dell'Aquila. Hamade è stato l'unica vittima tra le diverse decine di studenti israeliani, in maggioranza della comunità araba, che si trovavano all'Aquila al momento della tragedia. I suoi funerali sono stati celebrati il 10 aprile nel villaggio di origine in Galilea. "Nel mio discorso al funerale - ha ricordato Aodi - ho detto che la morte di Hussein Hamade deve essere di stimolo ai nostri giovani per continuare a studiare e a scegliere l'Italia e L'Aquila come paese di studio e per non scoraggiarsi nonostante le difficoltà che sta attraversando la città dell'Aquila e che il rettore cerca di risolvere. L'invito è stato accolto dalla maggioranza degli studenti che continuano a studiare all'Aquila: negli ultimi anni il numero di studenti arrivati da Israele e Palestina è aumentato". CHIODI: ''NAPOLITANO SIMBOLO DELL'ITALIA VICINA'' L'AQUILA - "La visita del presidente Napolitano all'Aquila testimonia la vicinanza e l'attenzione dell'Italia intera nei confronti della nostra terra duramente colpita dal sisma". Lo ha detto il Commissario per la ricostruzione e presidente della Regione Abruzzo, Gianni Chiodi, partecipando alla messa in suffragio delle 309 vittime del terremoto del 2009. "Il dialogo tra le diverse istituzioni - ha detto Chiodi - è il sale della democrazia, ma in questo momento è necessario mettere da parte le divisioni e ricostruire L'Aquila e i territori colpiti dal sisma, senza che le distinzioni politiche diventino elemento distruttivo, come ci ha ricordato oggi il Presidente della Repubblica, che ringrazio per la sua presenza in città". MASCITELLI (IDV) IN SENATO: ''VA AVANTI ITER PER LEGGE BENEFICI ALLE VITTIME'' L’AQUILA - Procede, anche se con lentezza, l'iter normativo del disegno di legge "Norme in materia di benefici in favore dei superstiti e dei familiari delle vittime del terremoto dell'Aquila" che è stato assegnato alla XIII Commissione del Senato (Territorio, ambiente, beni ambientali). L'annuncio arriva dal senatore dell'Italia dei Valori, Alfonso Mascitelli, primo firmatario del disegno di legge, che ha aperto i lavori pomeridiani del Senato con un intervento di commemorazione della tragedia del terremoto che due anni fa ha colpito gravemente L'Aquila e la sua provincia. “Oggi ricorrono due anni da quella drammatica notte – ha dichiarato il senatore - e il rischio di abbandonarsi alla retorica è alto. Un rischio che da abruzzese, prima ancora che da senatore della repubblica, non voglio correre. Per questo nell'intervento che ho tenuto in Aula ho posto all'attenzione dei miei colleghi questo disegno di legge che ha l'intento di rafforzare la vicinanza solidale dello Stato nei confronti delle vittime e dei loro familiari, attraverso l'adozione di misure di sostegno economico. Misure che sono state realizzate in passato in casi simili a quello aquilano e anche in occasione del disastro ferroviario di Viareggio”. “Un impegno concreto – conclude Mascitelli - che non vuole sovrapporsi all'impianto dispositivo del complesso processo di ricostruzione, ma anzi vuole rafforzarlo. Oggi ho chiesto ai mei colleghi, in Aula, il loro sostegno per velocizzare l'iter del presente disegno di legge, per dimostrare agli aquilani che lo Stato c'è ed è al loro fianco. Concretamente”. ITALIA NOSTRA: "L'AQUILA ASPETTA LA RESTITUZIONE DEL SUO CENTRO" L'AQUILA - "Da due anni, L'Aquila aspetta che gli venga restituito il suo 'cuore', cioè il suo centro storico". Questo il pensiero di Alessandra Mottola Molfino, presidente di Italia nostra, espresso oggi a Roma, a margine del convegno "La città venduta: 20 anni di urbanistica contrattata". Secondo Mottola Molfino, "al di là del terremoto, L'Aquila rappresenta un caso emblematico del disastro della situazione urbanistica italiana a causa della cementificazione. Il capoluogo abruzzese risente, infatti, di una pianificazione sbagliata sia prima che dopo il sisma del 2009", ed è ancora "in attesa che gli venga riconsegnato il suo centro storico". "Per farlo - continua il presidente dell'associazione - "avevamo chiesto anche una legge per la ricostruzione che però non è mai arrivata". Insomma per Italia nostra il Bel Paese risente, in generale, di scelte sbagliate che gravano sulle città. Per questo ha messo a punto un decalogo "con i principi della corretta gestione urbanistica" come, per esempio, "non negoziare con interessi privati", attuare "una moratoria" sulle nuove costruzioni", evitare "condoni o piani casa", integrando piani per la mobilità sostenibile". GIANNI LETTA: "SU PROTEZIONE CIVILE POLEMICHE INGENEROSE" ONNA - "Polemiche ingenerose ed eccessive hanno tentato di mettere in discussione il coordinamento, esempio di straordinaria dedizione ed efficienza" effettuato "dalla Protezione Civile". Lo ha sottolineato il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Gianni Letta, intervenendo ad Onna alla cerimonia di consegna del piano di ricostruzione della cittadina da parte dell'ambasciata tedesca a Roma. Letta ha invece esortato a "non dimenticare quel modello della Protezione civile in tutte le sue articolazioni. E quel coordinamento lo ha fatto con una competenza, con una professionalità e con una generosità che non dobbiamo e non possiamo dimenticare, un uomo che si chiama Bertolaso". Letta quindi ha evidenziato che "noi dobbiamo ritrovare lo spirito" dei primi mesi del post-sisma e "ripartire", tutti insieme. Parlando poi della ricostruzione dell'Aquila il sottosegretario ha ricordato che questa "esige dei piani che sono decisamente più complessi" rispetto a quelli preparati per Onna. La ricostruzione "è stata ampiamente preparata" anche se si è trattato di "un lavoro oscuro"; "Ma non è vero che non è mai stato fatto niente. Nessuno ha mai pensato di mollare". L'intervento di Letta è stato pronunciato alla conclusione della cerimonia di commemorazione del secondo anniversario del sisma, che ad Onna è coincisa con la consegna del piano di ricostruzione del piccolo centro da parte dell'ambasciatore tedesco a Roma, Michael Gerdts. ARTICOLI CORRELATI:06 Aprile 2011 - 11:49 - © RIPRODUZIONE RISERVATA
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