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I RISULTATI DELLA RICERCA DELL'OSSERVATORIO GIMBLE, SUI SISTEMI SANITARI REGIONALI

MONITORAGGIO LISTE DI ATTESA, L'ABRUZZO ANCORA NON SI ADEGUA A PIANO NAZIONALE

Pubblicazione: 22 luglio 2019 alle ore 06:45

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L'AQUILA - Informazioni precise e puntuali sui tempi di attesa per visite ed esami medici, disponibili on-line per tutti i cittadini. E' uno dei punti cardine previsti dal Ministero della Salute per affrontare l'annoso problema delle liste di attesa.

Ma molte regioni sembrano ancora lontane dal realizzare questo obiettivo. Tra queste c'è l'Abruzzo, ed solo uno dei ritardi che il neo assessore Nicoletta Verì si deve trovare a recuperare, con il nuovo Piano appena predisposto. 

Il dato emerge dal report dell'Osservatorio Gimbe, del giugno di quest'anno, volto a monitorare l'attuazione del Piano nazionale per la gestione delle liste d'attesa, recepito da tutte le Regioni nel 2012, e che prevedeva come imprescindibile strumento di trasparenza, l'accesso alle informazioni e monitoraggio dell'azione di abbattimento delle liste di attesa, la necessità di aggiornare costantemente con tutti i flussi e variazioni di dati, i portali regionali della Sanità.

Dallo screening di Gimble, l'Abruzzo assieme ad altre regioni, "non si è ancora dotato di sistemi avanzati di rendicontazione pubblica sui tempi di attesa", per tutte o buona parte delle prestazioni. 

Si precisa che nel portale dell'Azienda sanitaria regionale (Asr) abruzzese, "c'è solo un report per gli anni 2013-2014 con rilevazioni semestrali, e report mensile ottobre 2018".

E nulla più. E' inoltre disponibile una pagina con link ai siti delle aziende sanitarie. Dove il cittadino può, selezionando il tipo di visita, avere notizie quanti gli toccherà aspettare. Più o meno è la stessa situazione in cui si trovano la Provincia autonoma di Trento, il Friuli-Venezia Giulia, la Liguria, le Marche, il Piemonte la Puglia, la Sardegna, la Sicilia il Veneto, anche se molte di queste regioni hanno dati più aggiornati.

Uno strumento del tutto insufficiente, se confrontato con le regioni che invece si sono dotate di sistemi avanzati di rendicontazione pubblica sui tempi di attesa, con un portale unico interattivo dei tempi di attesa, accessibile pubblicamente senza autenticazione dell’utente. Il sistema permette anche di confrontare le performance per singola prestazione tra differenti aziende sanitarie. 

La Provincia autonoma di Bolzano riporta per le 58 prestazioni i tempi di attesa nelle aziende sanitarie riferiti ad un preciso giorno di riferimento del mese precedente. La Valle d'Aosta riporta i tempi di attesa nelle aziende sanitarie per oltre 100 prestazioni aggiornate al giugno 2018, l’Emilia-Romagna, tramite un portale ad hoc, permette di conoscere per 50 prestazioni il numero e la percentuale di prenotazioni erogate dalle aziende sanitarie entro i tempi massimi previsti. I report sono elaborati a cadenza settimanale dal gennaio 2016 e sono disponibili anche report storici dal gennaio 2015. Il sistema permette anche di confrontare le performance per singola prestazione tra differenti aziende sanitarie. Il portale della Regione Lazio offre per 44 prestazioni le stesse modalità di rendicontazione dell’Emilia Romagna, ma non permette di confrontare le performance per singola prestazione tra differenti aziende sanitarie.  I dati sono elaborati a cadenza settimanale a partire dal 21 maggio 2018, ma non è disponibile alcun archivio storico. La Basilicata, infine, tramite un portale ad hoc, permette di conoscere in tempo reale i tempi di attesa per le prestazioni erogate da ciascuna azienda sanitaria e di consultare l’archivio storico 2014-2018 dei tempi medi di attesa per tutte le prestazioni in tutte le strutture sanitarie. Non consente, invece, di confrontare in tempo reale i tempi di attesa per singola prestazione tra differenti strutture.

Si comprende quanto questo strumenti possa essere prezioso per addetti ai lavori, per i decisori politici, e per i cittadini utenti. 
Nelle azioni comunque annunciate dall'assessore Verì, contenute nel "Piano operativo regionale per il governo delle liste di attesa" (recepimento di quello nazionale sottoscritto a febbraio da Stato e Regioni), si prevede anche di mettere mano al monitoraggio  e per migliorare l’informatizzazione del sistema.

Oltre alle risorse per le assunzioni, il piano prevede anche una riorganizzazione dei Cup (Centri unici di prenotazione), l’apertura dei servizi diagnostici sei giorni a settimana e una revisione del sistema di prenotazione degli esami e delle visite specialistiche. Tutto ciò avverrà, tuttavia, solo dopo che le Asl avranno consegnato alla Regione un Programma attuativo aziendale. Quando saranno finalmente nominati i nuovi direttori generali. 

Se gli obiettivi sugli abbattimenti delle liste di attesa non saranno raggiunti, a pagare saranno i direttori generali, che rischieranno la decadenza. Per quanto riguarda i Cup, ci sarà una mini rivoluzione: gli uffici saranno dotati di un tutor (“Cup specialist”) ed è previsto, inoltre, una sorta di sdoppiamento funzionale collegato al nuovo sistema delle prescrizioni. Per le prime visite, i medici prescrittori saranno chiamati a utilizzare delle "classi di priorità" in modo da fornire una corsia preferenziale ai pazienti più gravi.

Ulteriori esami dovranno invece essere prenotati direttamente dai medici specialistici tramite un Cup di 2° livello, così da eliminare i doppi e anche tripli passaggi che ci sono ora.



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