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MARZIA IPPOLITI, L'INSEGNANTE CHE STUDIA SEMPRE
''L'AMORE PER IL TERRITORIO AQUILANO IN UNA TESI''

Pubblicazione: 16 giugno 2014 alle ore 08:09

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L'AQUILA - "Esiste gente molto attenta ai nostri territori, ma se non siamo noi i primi a tutelarli e a rispettarli, chi altro se ne dovrebbe occupare?"

Marzia Ippoliti, docente di musica alla scuola media 'Dante Alighieri' e al Liceo Musicale dell'Aquila, con la passione per l'arte e la cultura, quella vera, spiega la sua concezione di conoscenza e, raccontandosi ad AbruzzoWeb, la lega indissolubilmente all'amore che nutre per la propria terra, con L'Aquila, la Valle subequana al 'centro' del cuore.

Un amore profondo il suo, che va ben oltre la semplice appartenenza e che ogni giorno si evolve e si arricchisce con qualcosa di nuovo.

"Bisogna sempre informarsi e curare per bene le proprie cose - spiega - perché sapere significa anche poter dare insegnamenti positivi ai giovani che rappresentano a tutti gli effetti il nostro futuro. È soprattutto questo il motivo per cui mi interesso di un sacco di cose: per esempio, negli ultimi anni è stato il tema del sacro ad attrarre la mia attenzione in modo particolare. E ho scelto di alimentarlo, addirittura iscrivendomi di nuovo all'università".

Un tema del sacro che, in effetti, l'ha quasi completamente rapita, tanto che una volta fatto il suo ingresso all'Istituto superiore di Scienze Religiose Fides et Ratio, non solo ha conseguito due lauree, una triennale e una specialistica ma, ha anche frequentato un master in beni culturali che si è poi concluso con una bella tesi completamente dedicata ai territori aquilani.

E la Ippoliti ha fatto tutto questo senza mai mettere in secondo piano il suo amore per la musica, per l'arte e per l'insegnamento.

Piuttosto ha preferito integrare e mescolare tutte le sue conoscenze e tutti i suoi interessi e poi ricondurli a quello che è uno dei suoi tratti distintivi più pregnanti: il sentimento per la sua terra natìa, un sentimento così forte e duraturo che nemmeno il terremoto del 2009 è riuscito a scalfire.

"Sono stata motivata da tanta curiosità e tanta paura insieme - racconta - Curiosità e paura che mi hanno permesso di avvicinarmi il più possibile a argomenti che non conoscevo e che, invece, mi hanno completamente trasformata. Adesso posso dire con certezza che l'accostamento al sacro sia stata la scelta migliore che abbia mai fatto, innanzitutto perché mi ha dato la possibilità di coltivare tutti i miei interessi e di continuare a credere nell'associazione delle arti come espressione dell'uomo nei confronti del divino".

Ed è proprio nella tesi del master che, quindi, l'insegnante è riuscita a mixare sapientemente queste sue passioni.

Scritto in collaborazione con l'Università degli studi Mediterranea di Reggio Calabria l'elaborato, dal titolo "Lo spazio sacro nelle situazioni di emergenza", nasce innanzitutto grazie alla sua ineffabile curiosità e, ponendo ella ricerca il territorio aquilano e, in particolare, la Valle Subequana, si lega indissolubilmente al discorso sul terremoto e su tutte le sue conseguenze.

"Nell’elaborato vengono prese in considerazione due chiese parrocchiali realizzate nel circondario dell’Aquila: la chiesa di Fossa e la chiesa di Fagnano Alto - si legge nell’introduzione della stessa tesi - Sono state costruite per le due Parrocchie, private dal sisma di tutti gli spazi cultuali perché gravemente danneggiati. La prima è un esempio interessante di costruzione cultuale moderna, di discrete dimensioni e inserita nel nuovo contesto urbano, il Villaggio di Fossa. La seconda costruzione è espressione di semplicità carica di amore fraterno e desiderio di tornare a celebrare in un luogo degno".

La Ippoliti, infatti, rimane a tutti gli effetti una di quelle persone profondamente provate dall’esperienza del sisma, per cui "ripartire dalle costruzioni e tra queste quelle di culto, per una comunità è molto importante perché significa riprendersi la propria storia e ritrovarsi: l’uomo ha bisogno di una casa e di una chiesa, o se di diversa religione, ha comunque bisogno di un luogo di culto".

“Il sisma del 6 aprile 2009 - scrive proprio per questo nella tesi - ha devastato L’Aquila e molti centri urbani della provincia colpendo persone, case e chiese, tanto da dover costruire villaggi di strutture prefabbricate per ospitare i terremotati. Il dolore resta forte ma il non sentirsi soli, in particolare in quel doloroso periodo, è stato importante: la solidarietà si è toccata con mano e si è vista attraverso le azioni di molti".

Un lavoro proprio in questo senso particolare, soprattutto perché nasce dal cuore e che, tra le tante peculiarità, detiene anche il primato di essere l’unico in Abruzzo e in Italia ad aver toccato argomenti del genere.

Questo perché, stando alle parole della stessa insegnante, mettere su carta determinati argomenti ha significato anche poter conferire un riconoscimento a tutte quelle persone che, durante il periodo del post sisma, hanno cercato di aiutare in qualche modo la popolazione aquilana.

"In un periodo per tutti noi di dolore e disordine, in cui i paesi erano confusi e tramortiti, è arrivata tanta gente da fuori ad aiutarci - ricorda ancora con una punta di tristezza - La loro è stata una vera e propria lezione di solidarietà nei nostri confronti e, per questo, io mi sono sentita di dover fare qualcosa per ricambiare ricambiare e a non utilizzarlo  per omaggiare le persone che ci hanno aiutato? La loro è stata solidarietà tangibile, ci hanno dato dai pannolini alle chiese senza chiedere nulla in cambio e mi è sembrato il minimo".

L'impegno di Marzia, in ogni caso, non si ferma alla sola tesi e, anzi, spaziando diversi ambiti, continua ad evolversi ogni giorno e a svilupparsi nelle direzioni più disparate, ma sempre tenendo conto del forte legame con il territorio aquilano e, soprattutto, con la sua valle.

"Mi ritaglio sempre il tempo per i miei interessi - conclude infatti  - Mi occupo di un laboratorio teatrale diretto da Tiziana Irti e Giancarlo Gentilucci presso il Teatro Nobel per la Pace e, in concomitanza del 6 aprile del 2013, in un momento di profonda tristezza, ho addirittura composto due sanctus dal nulla".

Proprio per questo noi di Abruzzoweb siamo curiosi di vedere quali altri progetti l'insegnante ha in serbo per la nostra città.

Di certo non mancheranno dell'originalità di cui solo una personalità così composita e multiforme, come appunto quella di Marzia Ippoliti, può essere caratterizzata.



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