MAP TOUR/MONTICCHIO:
''SPERIAMO SIANO PROVVISORI''

I Map di Monticchio
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L'AQUILA - Saranno davvero provvisori? È questo quello che si chiedono gli abitanti degli otto Map di Monticchio (L'Aquila).

Molte delle famiglie che oggi vivono negli alloggi post-terremoto lamentano la paura di finire nel "dimenticatoio", sia per cause di forze maggiori, come la crisi economica mondiale, sia per la gestione regionale dei fondi stanziati per la ricostruzione.

"Che fine hanno fatto i soldi della ricostruzione?" chiede uno degli assegnatari dei Map, Aldo Delia, cercando di trovare una risposta che sfumi il suo desiderio di tornare alla propria abitazione che ancora attende la ristrutturazione. "Sono passati tre anni - dice Delia - non vorremmo fare la fine degli abitanti di Avellino che sono stati costretti a rimanere nei container".

"Mi sono informato - continua - e anche al progetto C.a.s.e. le abitazioni non sono migliori delle nostre. Hanno dei pavimenti scadenti e i bagni sono senza finestre".

"Anche qui i pavimenti non sono buoni - prosegue - Sotto ci sono le tavole di legno coperte dal cartongesso, e questo fa sì che al piano terra si sentino tutti i movimenti dei vicini del piano di sopra".

E i vicini "del piano di sopra" invece, reclamano la "flessibilità del pavimento che causa continue rotture delle mattonelle del bagno". "Inoltre - spiega Mauro Degregori - anche il soffitto dà segni di cedimento perché dal tetto cominciano a verificarsi infiltrazioni. Infatti quando c'è stata l'emergenza neve avevamo paura che potesse crollare".

Oltre ciò, i residenti di questi Map devono sopportare la paura di un altro incendio, dopo quello del 14 gennaio scorso che ha bruciato quattro appartamenti, constringendo le famiglie residenti a spostarsi di nuovo in zone limitrofe. Le fiamme erano divampate dopo un cortocircuito dovuto al cattivo funzionamento della ciabatta che alimentava il forno e la lavastoviglie di un appartamento. I vigili del fuoco che erano intervenuti avevano dato l'allerta sul malfunzionamento di quella presa elettrica.

"Abbiamo fatto una petizione - spiega la famiglia Garafolo - per chiedere al Comune di verificare la sicurezza dei Map dopo l'incendio. Sono venuti i vigili del fuoco che hanno riportato l'anomalia del sistema elettrico che andrebbe quindi rivisto. Ci hanno detto che sarebbero tornati dopo qualche giorno. Poi c'è stata la neve e non li abbiamo più visti".

"È logico che dobbiamo provvedere da soli alla manutenzione dell'abitazione - concludono - ma è anche vero che questi sono moduli abitativi provvisori, quindi è normale che inizino a cedere dopo qualche anno. Noi abbiamo già dovuto riparare la caldaia, e l'abbiamo fatto a spese nostre perché il contratto della caldaia, essendo a nome del Comune, garantiva una garanzia di un solo anno".

06 marzo 2012 - 08:09 - © RIPRODUZIONE RISERVATA




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