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L'AQUILA - Sfollati senza pace, adesso il rischio neve incombe anche sui Map e sui manufatti provvisori realizzati a seguito del terremoto del 6 aprile 2009.
L'allarme viene lanciato dalla prefettura dell'Aquila che mette in guardia i sindaci del "cratere" dal fatto che "la portata delle precipitazioni in atto potrebbe causare avvallamento o cedimento strutturale delle stesse".
La neve caduta abbondante su tutto l'Abruzzo, infatti, tiene particolarmente in allerta i comuni dove sono stati costruiti i moduli abitativi o dove i privati si sono accollati gli oneri di realizzarsi a proprie spese le cosiddette "casette" di legno.
In alcuni casi si parla anche di oltre un metro che si è accumulato sui tetti e molti si sono preoccupati allertando il personale dei Vigili del fuoco, che ha ricevuto numerose segnalazioni.
I più volenterosi si sono armati di scale e pale e sono saliti sulle coperture delle strutture provvisorie per prevenire possibili conseguenze nefaste, ma spesso, soprattutto nei piccoli paesi, sono abitate da persone anziane che non sono in grado di provvedere da sé.
Ai sindaci viene chiesto di "disporre, attraverso i propri uffici tecnici, accurate verifiche" ma i Comuni sono già impegnati a monitorare la situazione della viabilità e ad assicurare i servizi essenziali alle persone che non possono uscire di casa.
A questo va aggiunto che, quasi ovunque, gli uffici comunali dei centri minori sono sottodimensionati e non dispongono di personale e mezzi adeguati.
E, anche posto che le verifiche si possano fare e che ci siano dei rischi effettivi, nessuno dice con quali risorse si debba fronteggiare l'emergenza.
Un problema nel problema, quindi, come se ce ne fosse bisogno. (alb.or.)
04 Febbraio 2012 - 21:03 - © RIPRODUZIONE RISERVATA
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