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MAFIA: DECINE ARRESTI IN ABRUZZO, PUGLIA, LAZIO
ED EMILIA, COLPITI I CLAN PARISI E PALERMITI

Pubblicazione: 25 ottobre 2019 alle ore 09:27

PESCARA - Ha coivolto anche la provincia di Chieti, la vasta operazione anti-mafia scattata alle prime luci dell'alba da parte della la polizia di Bari ha arrestato 24 esponenti dei clan Parisi - Palermiti e del gruppo Busco di Japigia, per due omicidi, armi, droga, rapina ed estorsione. Operazione in corso in Puglia, Lazio, ed Emilia Romagna, lotre che in Abruzzo.

Le indagini sono partite da alcuni omicidi all'inizio del 2017 nel quartiere Japigia di Bari, roccaforte del clan Parisi-Palermiti: in particolare l'uccisione di Francesco Barbieri, "U'Varvir", 40enne freddato a pochi metri dal Liceo Scientifico Salvemini, quella di Giuseppe Gelao, 39enne, in via Peucetia, circostanza in cui rimase ferito anche Antonino Palermiti, nipote di Eugenio detto "U'nonn", esponente di spicco del clan Parisi, e quella di Nicola De Santis, detto Nico il Palestrato, 29enne trucidato in via Archimede.

Le indagini hanno fatto emergere che si trattava di una serie di azioni e risposte all'interno del clan Parisi e Palermiti, sfociate in una serie di violenze che hanno portato il gruppo capitanato da Antonio Busco a spostarsi da Japigia. Busco, infatti, dopo aver iniziato la carriera criminale nel clan Capriati, data la lunga detenzione di Savinuccio Parisi aveva iniziato la sua ascesa all'interno dell'omonimo clan, e questa ascesa non era gradita agli esponenti vicini a Eugenio Palermiti.

"Uno dei più grandi quartieri della città è stato controllato in senso mafioso al cento per cento anche attraverso le 'stese', che rappresentano una forma di sottocultura che passa attraverso una forma di arte cinematografica che ha poi gli effetti che vediamo. Nelle intercettazioni le 'stese' si commentano ad imitazione di quelle di Gomorra", ha procuratore aggiunto di Bari, Francesco Giannella.

Di "omertà assoluta" ha parlato il procuratore Giuseppe Volpe, riferendo il contenuto di un’altra intercettazione nella quale Domenico Milella, braccio destro del boss Palermiti.

aggiiungendo: "Non facciamo gli ipocriti, cominciamo a pensare che non è un mondo separato da quello delle cosiddette persone perbene ma si interseca con quello".

 



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