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LUCA SCIOTTI: MANO E INTELLIGENZA AQUILANA
DIETRO LE TECNOLOGIE DI TV E FORMULA UNO

Pubblicazione: 10 maggio 2013 alle ore 08:00

Luca Sciotti
di

L'AQUILA - C’è la professionalità e la competenza tecnica di un aquilano dietro alle maggiori produzioni televisive di Rai, Mediaset, Sky e La7.

Luca Sciotti, originario di Picenze, frazione di Barisciano (L’Aquila) è a capo della ditta "Broadcast solutions" che si occupa dal 2007 della progettazione e della costruzione di studi televisivi, regie fisse e mobili e automezzi per le trasmissioni via satellite.

È sua la colonna sonora Dolby delle ultime due edizioni del Festival di Sanremo e sua l’architettura dei nuovi studi del Tg2. 

L’attività di Sciotti non si ferma solo al mondo di lustrini e luci della tv, ma entra anche in quello della Formula1, nella casa automobilistica italiana del cavallino più famoso del mondo, la Ferrari. 

"Abbiamo creato il sistema di visione interna della Ferrari nei box  - spiega - realizzando la parte video e il sistema tramite cui da Maranello si guardano tutte le immagini prodotte nel circuito durante il Gran Premio". 

Un self made man tutto aquilano che ha fatto della sua professionalità, acquisita col tempo e con il lavoro duro, il volano del suo successo, fino ad arrivare a coprire una grande fetta di mercato del suo settore.

Come ti sei avvicinato a questa professione?

Ho iniziato in Alenia, come progettista delle antenne di bordo e poi nel 1998 sono entrato a Telespazio, dove sono rimasto per circa 5 anni, occupandomi di stazioni di terra e poi di compressione video. Con l’evoluzione della televisione digitale, più avanti, vengo riconosciuto come esperto del settore e la mia attività si è spostata definitivamente verso la televisione. Nel 2004 ho iniziato a fare attività di consulenza a Roma, collaborando con una serie di società che fanno produzioni televisive e di eventi. Nel 2007 ho deciso di aprire una ditta tutta mia, con sede a Fossa (L'Aquila) e al momento ho una ventina di dipendenti.

Una formazione e una professionalità maturata sul campo, la tua. Sei laureato?

No, non lo sono. Ho 42 anni e ho iniziato a lavorare presto. In gergo anglosassone le chiamano culture equivalenti, dei percorsi professionali che in certi ambiti valgono davvero molto. All’inizio ero un dipendente, poi nel 2007 ho deciso di mettermi in proprio. Sono riuscito a creare attenzione sulla mia professionalità che ho deciso di rivendere sul mio territorio. Ho fatto in modo che fosse il lavoro a venire da me e non il contrario e grazie ai contatti e ai mie esperienze passate sono riuscito a ritagliarmi una fetta di mercato importante.

Che genere di eventi hai avuto modo di seguire durante la tua carriera?

Sono stato direttore tecnico del Live8 di Roma del 2005. In quell’occasione furono realizzati otto megaconcerti in tutto il mondo collegati tra loro, con la presenza di grandissimi artisti della musica internazionale. Io mi occupavo della direzione tecnica della produzione televisiva in Italia e ho coordinato i collegamenti con tutti gli altri concerti.

Al momento in quale progetto siete impegnati?

Abbiamo appena finito un sistema di playout per il canale tematico Rai Yoyo, il mezzo tramite cui vengono trasmesse tutte le clip.

In Rai hai avuto modo di ampliare il tuo know how?

Certamente. Ultimamente abbiamo curato l’installazione del sistema della newsroom del Tg2 e fornito supporto all’ingegneria di Rai per la realizzazione del progetto e configurazione delle macchine, fornendo anche altri servizi. Per aziende come la nostra che fanno sistem integration è importante il confronto con i clienti e se abbiamo a che fare con clienti come la Rai, acquisiamo molto in termini di esperienza.

Un servizio indispensabile quello che fornite alla televisione.

Il mondo della tv non è come un’emittente privata, dove hai uno studio e una regia e tutto si svolge lì dentro. La televisione è ‘a noleggio’: esiste cioè un’emittente e tutto viene prodotto con cose affittate. Si prende uno studio e ci si attacca fuori questo enorme camion con tutte le apparecchiature che funge da regia. Tutto questo avviene per mezzo di società di service. La nostra realizza le infrastrutture sia per la Rai che per le stesse società di service.

Siete presenti sui canali dei maggiori broadcaster Italiani come Rai, Mediaset, Sky, La7
, anche se lavorate 'dietro le quinte' 

C'è qualcosa della mia azienda nella maggior parte delle trasmissioni che si vedono in televisione, perché per esempio in molte produzione Rai ci sono dei nostri sistemi, realizzati e venduti o a noleggio. Il nostro contributo spesso avviene anche grazie ai nostri operatori. 

Siete partner italiani del colosso americano Dolby. Cosa fate nello specifico per questa azienda?

Curiamo l’implementazione e la configurazione dei sistemi audio multicanale in tutto il mondo televisivo. Siamo rappresentanti Dolby in Italia, una sorta di filiale, e implementiamo l’audio Dolby digital. Quello del cinema, per capirci.

Oltre alla televisione e alla Formula1 in quali altri settori vi siete addentrati?

Abbiamo realizzato un bel progetto con Siemens, con la quale abbiamo creato tutta la parte architetturale dei canali dei videofonini di H3g, l’operatore 3.  



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