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LORELLA, MAMMA CORAGGIO DEL SISMA: ''L'AMORE
OLTRE IL DOLORE, CON MIO FIGLIO SONO RINATA''

Pubblicazione: 05 aprile 2016 alle ore 08:11

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L’AQUILA - “Non puoi permetterti debolezze quando aspetti un figlio, anche se ti trovi di fronte a una tragedia come quella del terremoto. Stringi i denti e trovi una forza infinita per lui e per te”. 

Lorella era quasi alla fine del nono mese di gravidanza, quando la scossa delle 3.32 del 6 aprile 2009 l’ha svegliata nella sua casa nel quartiere della Torretta all’Aquila, cambiando per sempre la sua vita. 

Fuori casa, di corsa, con suo marito Christian

Solo una t-shirt addosso, al riparo in auto dal freddo gelido, e un grosso pancione da proteggere. 

Una vita da difendere, quella dentro di sé, e una vita da ricominciare, la sua. 

Due giorni in auto prima di decidere di trasferirsi a Roma per far nascere in una struttura sicura il suo piccolo Mattia che oggi ha sette anni.

"Il terremoto ha distrutto per sempre la mia vita precedente che non è stata mai più la stessa, ma me ne ha regalata un’altra, quella che vivo con mio figlio - racconta - La vita da madre è rinascere una seconda volta con consapevolezze diverse. Ti rendi conto che quel piccolo cuore che ti batte dentro dipenderà completamente da te una volta venuto al mondo”. 

Una fuga nella Capitale con pochi vestiti da neonato raccolti in fretta e furia in una borsa piena di calcinacci e senza nient’altro con sé. 

Lo stordimento di giorni vorticosi e difficili, senza più certezze, scappando da casa e diventando "dei nomadi".

Poi la luce e la vita che vince sulla morte.  

“Mattia è nato il 21 aprile con un parto indolore e un'assistenza speciale da parte di medici e infermieri che mi hanno fatto sentire a casa. Abbiamo vissuto a Roma per un mese in affitto, ma è stato difficile adattarsi a un post parto che di solito è un momento ovattato, pieno di amici e parenti che si prendono cura di te e del tuo piccolo - aggiunge - La cameretta, il carillon, la magia del calore di una casa tua. Ecco, tutto questo mi è mancato e non avevamo neppure una città in cui tornare”. 

Lorella è una “mamma coraggio” del terremoto come tante altre donne aquilane che hanno dovuto vivere il delicato momento della gravidanza sotto i colpi di scosse violente, angosce e interrogativi sul futuro. 

“Ma mai per un solo attimo ho pensato di dover far vivere quell’angoscia a mio figlio che era ancora nella pancia e che di lì a poco sarebbe nato - aggiunge - Ho cercato la serenità, ho provato a non pensare e a non sentire ciò che accadeva intorno per proteggere lui. Ho cercato di non respirare il dramma degli altri e ho trovato una forza spaventosa dentro di me che non credevo neppure di avere”. 

Una forza, quelle delle mamme del terremoto, che si è tramutata in unione nel momento più difficile delle loro vite. 

“Eravamo in tante ad essere incinte e facevamo insieme corsi di preparazione al parto, coalizzate verso un obiettivo comune - prosegue - Quando è accaduto il dramma ci siamo subito cercate e si è creata una sorta di un’unione speciale tra  future mamme”. 

Dopo il primo mese a Roma, Lorella e suo marito si sono trasferiti per altri due a Pescasseroli nella tranquillità delle montagne aquilane, prima di far ritorno a casa di suo padre a Tornimparte. 

“Abbiamo vagato un po’ prima di tornare qui - dice - Credo che non ce l’avrei mai fatta senza l’aiuto indispensabile della mia famiglia, di mia sorella e di mio marito. Sono stati un’ancora alla quale ho potuto aggrapparmi e così sono sopravvissuta”. 

Lorella ha voluto raccontare la sua storia che ricalca quella di tante donne per dire a tutti che “la forza e l’amore di una madre possono superare qualsiasi avversità, anche la più dolorosa e tragica come quella di un sisma distruttivo”.

“Oggi guardo gli occhi di mio figlio, quegli stessi occhi che appena venuti al mondo mi hanno dato la forza di andare avanti e mi sento serena”, conclude.

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